Cosa vedere a Valencia

Cosa vedere a Valencia in tre giorni

Un blackfriday davvero fortunato, quello che mi ha portato a scoprire Valencia.
Sono sincera, al momento della partenza non nutrivo troppe aspettative. O meglio: avevo molta voglia di conoscerla, ma non ho preso il volo con i fuochi d’artificio nel cuore come quando sono partita per
Lisbona.
E invece, ta daaan, sorpresona. E prima di raccontarvi come sempre cosa vedere a Valencia, mi prendo lo spazio e il tempo di qualche riga per provare a riassumere cosa mi ha colpito così tanto.
Se durante il mio viaggio a Valencia mi avete seguito su Facebook (in tanti lo avete fatto e di questo non vi ringrazierò mai abbastanza) avrete sicuramente captato i motivi del mio entusiasmo. 
Dunque, la prima cosa che non mi aspettavo potesse succedere, è che Valencia mi ha colpito più di Barcellona. Mi è piaciuta di più. Come può essere? Non saprei, forse perché Valencia è nettamente una città del sud. La sua spiccata personalità del sud mi ha parlato di tanti luoghi cari, primo fra tutti la Sicilia. Una sensazione ben nota, che aveva fatto capolino tra i miei pensieri altre volte in passato, ad esempio durante l’on the road in Andalusia e, in particolare, a Siviglia. E, come ho scritto anche su Facebook, ogni volta devo tornare al sud per scoprire quanto mi manca il sud. E quanto, che io lo voglia o no, il sud mi appartenga e io appartenga a lui. Città come Valencia, Siviglia, in parte Lisbona e, tanti anni fa, Madrid, hanno lo straordinario potere di farmi sentire a casa e, allo stesso tempo (ma credo che le due cose siano fortemente collegate) di velarmi con un non so bene cosa di nostalgico. Capita tutte le volte. Ma non la vivo male, anzi.

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Una mia cara amica che a Valencia ha avuto la fortuna di viverci mi dice che, oltre ad avere il volto e il cuore del sud, Valencia è anche tanto, ma tanto Spagna. Ed è vero. E, per quanto mi riguarda, anche in questo caso vince il confronto con Barcellona e le sue orde infinite di turisti.
Tanto del sud, si diceva. E non solo per la luce forte del sole e i 20 gradi di gennaio che ti fanno venir voglia di lanciare per aria sciarpa e piumino. E neanche solo per il mare immenso e le sue spiagge chilometriche. Che poi, sole e mare sarebbero già sufficienti di per sé. Ma c’è di più.
A fare di Valencia una vera città del sud ci sono le piccole piazze che si nascondono tra i vicoli della Città Vecchia e che sono perennemente vissute. Gente che passeggia, che chiacchiera, che occupa i tavolini dei bar.
Ci sono le file interminabili di alberi di agrumi, quelli che ogni volta che li vedo non faccio che domandarmi se qualcuno mai si degna di raccoglierli, e che accompagnano il proseguire dei marciapiedi e le soste nelle piazze.
C’è il lungomare scacciapensieri annegato nel sole, dove coppie, famiglie e singoli rilassano corpo e mente passeggiando all’ombra delle palme, nel weekend come in settimana.
C’è l’enorme periferia appena svoltato l’angolo di strade ricche e piazze monumentali. Una distesa immensa di palazzi, uguali tra loro solo nelle dimensioni, che sembrano piantati un po’ a caso. E le strade congestionate, le file di auto, i clacson.
C’è la vita, insomma. Quella che palpita di giorno e quella che invece sceglie la notte per esprimersi. Tutta vita bella da vedere, prima e dopo aver svoltato l’angolo.
Mi sa che adesso, però, è giunto il momento di darvi qualche consiglio su cosa vedere a Valencia, partendo da quello che ho visitato io.

La Cattedrale di Valencia e le altre chiese

La Cattedrale di Valencia, nel cuore della Ciutat Vella (città vecchia) è un museo. E non lo dico solo perché al suo interno ospita, tra miliardi di cose, anche un vero e proprio museo. Ma perché custodisce un patrimonio immenso tra cappelle, opere, statue. E, soprattutto, quello che si suppone sia il Santo Graal.
Sono tutte opere d’arte le chiese di Valencia. A cominciare dalla Cattedrale e dalla sua sorella minore, la Basilica della Vergine degli Abbandonati (Virgen de los Desamparados), che con la Cattedrale condivide lo spazio monumentale della splendida Plaça de la Virgen. Per proseguire poi con la Chiesa di Santa Catalina, uno degli edifici religiosi più antichi di Valencia, della quale riuscirete a scorgere il campanile che vi saluta da diversi angoli della città.
E ce ne sono tante altre, voi dovete solo proseguire nella vostra passeggiata ed entrare in tutte le chiese che incontrate.

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La Lonja de la Seda

Non ci vuole molto a capire come mai l’edificio della Lonja de la Seda sia diventato Patrimonio Unesco qualche anno fa. Per me sarebbe stato sufficiente anche solo il piccolo chiostro sepolto tra gli alberi di agrumi subito dopo aver varcato l’ingresso. E invece c’è altro. 
Ci sono tre sale che raccontano la fioritura dell’animo commerciale di Valencia nei secoli passati. Tra queste, la Sala del Mercato, quella che avrete sicuramente visto in fotografia tante volte. Quella le cui colonne in penombra vi faranno avvertire l’irrefrenabile desiderio di avere l’occhio (e il talento) dei più grandi fotografi mai esistiti sulla faccia della terra.

L’Oceanografico

La prima tappa dell’immensa Città delle Arti e delle Scienze progettata da Calatrava nel cuore della Valencia più commerciale e industriale.
Come ho già detto su Facebook, il mare è quel mondo meraviglioso capace di far tornare bambino chiunque. Se poi concentrate in un unico spazio (enorme) meduse, squali, coccodrilli, delfini, pinguini e pesci tropicali capirete come la felicità sia amplificata. 
Posto meraviglioso, l’Oceanografico. Per una inguaribile bambina inside come me, non è possibile visitare Valencia ed escluderlo dal proprio itinerario. A me, e ribadisco a me, ha entusiasmato molto di più del suo vicino, il Museo delle Scienze.
È una di quelle emozioni senza età: potete condurre all’Oceanografico i bimbi così come i fidanzati quasi quarantenni, saranno tutti ugualmente felici. 

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Il Museo delle Scienze Principe Felipe

Un mondo che al suo interno conserva tutti i segreti, le scoperte e le evoluzioni del mondo stesso. Al Museo delle Scienze Principe Felipe, accanto all’Oceanografico ma al di là del ponte che li separa, verrete a conoscenza di oggi sfumatura del sapere. Dai dinosauri al Pendolo di Foucault. Dalla medicina all’elettricità. Non c’è un solo campo della scienza che sia trascurato. E grazie al carattere profondamente interattivo con il quale è stato concepito il museo, potrete partecipare attivamente e toccare con mano le grandi verità del mondo.
Senza dubbio interessante, solo un po’ dispersivo. Se vi va di vederlo tutto con calma e per bene, provare gli esperimenti e leggere ogni singola nota esplicativa mettete in conto di dedicargli mezza giornata. 

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I Giardini del Turia e il Parco Gulliver

A Valencia sono tornata bambina tante volte. Una di queste al Parco Gulliver, nel cuore dei Giardini del Turia, a fare sali, scendi e scivola dall’immensa raffigurazione dell’eroe che rende chiunque un lillipuziano. A cinque come a trentacinque anni, poco importa. L’ultima volta che ho posato il sedere su uno scivolo sarà stata venti o venticinque anni fa.
E prima di giocare con Gulliver, una passeggiata nel cuore verde di una città che ha saputo deviare il corso di un fiume. Una passeggiata nel giardino che abbraccia i nove chilometri del centro di Valencia e che si prolunga parallelamente a grattacieli, centri commerciali e città della scienza. 
Non vi sentirete affatto soli: tra le aiuole e i viali dei Giardini del Turia incontrerete adulti, giovani e bambini. Ma anche cagnolini, tantissime biciclette e skateboard. 

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Il Barrio del Carmen

Tra le cose da vedere a Valencia il Barrio del Carmen rientra sicuramente nella mia top 3.
C’entrano molto le riflessioni sul sud di cui sopra. Ma non solo. C’entra tanto anche il fatto che adoro i quartieri fatti di strade piccole. I quartieri giovani, pieni di bar e locali dove mangiare e bere. Adoro i negozi vintage e quelli etnici, che espongono accessori, indumenti e oggetti che sarebbero capaci di dare gioia e colore persino alla periferia più spenta. E, soprattutto, adoro i paradisi della street art. E il Barrio del Carmen è uno di questi. Graffiti e murales si presentano davanti agli occhi ad altissima frequenza. Come se qui la street art fosse quasi una religione, e gli street artist fossero divinità adorate e idolatrate da tutti. O, se non proprio da tutti, quantomeno dall’obiettivo impazzito della mia fotocamera.

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Il Centro Culturale el Carmen

Nel cuore del Barrio del Carmen si trova questo ex monastero in pietra chiara. Al suo interno ospita  soprattutto esposizioni e artisti dell’epoca contemporanea. Opere delle quali, sono sincera, riesci a intuire il significato e la forza comunicativa anche se, qualche volta, fai fatica a identificarle come arte. Quantomeno, così è stato per le esposizioni che ho trovato io.
Mostre contemporanee a parte, il Centro Culturale el Carmen va visitato per la sua bellezza storica, soprattutto. Per la quiete e il silenzio che regnano nei suoi chiostri. E poi, indubbiamente, osservare il contrasto che nasce dall’incontro tra una cornice antica e una forma d’arte moderna affascina sempre.

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La Plaça de l’Ajuntament

Attorno ai quattro angoli della Plaça de l’Ajuntament corre la Valencia dei viali larghi, dei negozi delle firme e degli hotel di lusso, dei palazzi da capogiro, della grandezza quasi da capitale. Non a caso, è la Valencia che più di tutte a me ha ricordato lo splendore di Madrid.
Grandiosa di sera, quando il Municipio e il Palazzo delle Poste si ricoprono di luci e la fontana si illumina di mille colori. E se non ne avete abbastanza di luci della sera e palazzi grandiosi spingetevi poco più in là, fino alla Estació del Nord e la Plaça de Bous (Piazza dei Tori).

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Il Mercato Centrale e il Mercato di Colon

Due mercati, tanta vita. Due facce diverse della stessa medaglia.
Il primo, il Mercato Centrale, nel cuore della città vecchia, immerso nel tessuto giovane di bar, locali e piccole bancarelle che vendono dolci, torroni e bicchieri di Agua de Valencia.
Il secondo, il Mercato di Colon, poco distante dal contesto signorile di Plaça de l’Ajuntament, è il regno del cibo bio e delle pause pranzo. 
Negozi di frutta, verdura e salumi nel primo; gelaterie, vinerie e ristoranti sfiziosi nel secondo. La Valencia di tutti i giorni e la Valencia un po’ più contegnosa.
Entrambi da vedere e respirare.

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Il lungomare e la spiaggia di Valencia

Il lungomare scacciapensieri, si diceva. In inverno soprattutto, quando diventa la meta ideale per chiunque abbia voglia di fare quattro chiacchiere con il mare. O con un amico o con se stesso. D’estate, invece, il lungomare di Valencia lo immagino effervescente e brulicante di divertimenti come pochi altri posti al mondo. Con le palme che fanno la differenza (una preziosa differenza per me che, come ormai avrete intuito, cado spesso vittima di “Sudostalgie”).
Stesso discorso per la lunga spiaggia che accompagna. Semi deserta e in balia dei pochi che a gennaio vengono a prendersi il vento in faccia nelle giornate di sole. In particolare, i miei quattro passi li ho fatti alla spiaggia della Malvarrosa, alla quale si arriva con una passeggiata lungo la Marina e il Porto Turistico panoramico. Per intenderci, quello dedicato all’America’s Cup che si è tenuta alcuni anni fa.

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Il Museo della Ceramica

Al Museo della Ceramica andateci più per il palazzo in sé che per l’esposizione di ceramiche. Che sono belle, eh, soprattutto quelle che risalgono a epoche più recenti.
Ma in confronto allo splendore degli arredi, degli specchi, dei decori e dei soffitti che troverete nelle sale del palazzo sono quasi un nulla.
Ve ne accorgerete già prima di varcare la soglia dell’edificio, quando resterete a bocca aperta davanti alla facciata principale.

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Cosa vedere a Valencia: il panorama della città dall’alto

Nel mare magnum di cose da vedere a Valencia fermatevi un attimo e concedetevi lo sguardo privilegiato che solo l’altezza sa dare. Cogliete l’occasione di avere tutta la città a portata di mano (e di occhio). Di osservare dall’alto verso il basso quella marea di edifici chiari e tetti rossi.
Io l’occasione l’ho colta per ben due volte. La prima, ho affrontato senza fiato i duecento scalini del Micalet, la torre accanto alla Cattedrale, per salire in cima al cuore storico di Valencia. La seconda volta, invece, è stata la salita più soft delle Torres dels Serrans, le torri che segnano uno dei confini del Barrio del Carmen.
Dall’alto Valencia si svelerà per quella che è e vi apparirà senza segreti. Avrete ai vostri piedi il suo susseguirsi di torri, geometrie regolari e imponenti campanili. Con la luce e i colori del tramonto, poi, tutto vi sembrerà più bello. Sezionate il panorama più che potete e spingete lo sguardo fino a scorgere il mare, il porto e la Città della Scienza.

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Avrei tante cose, ancora, da dire su Valencia.
Che è bello girarla a piedi, ad esempio. Che avrei voluto fotografare ogni palazzo elegante del centro. Che avrei voluto vivere all’aperto 24 ore su 24 tra le piazze del Barrio del Carmen e quelle della città vecchia. Che mi sarei portata a casa ogni murale. Che avrei voluto avere più tempo per raggiungere il lago dell’Albufera e visitare qualche altro museo. O, per concludere con una nota pratica, che ho fatto bene ad acquistare la Valencia Card e che consiglio anche a voi di fare altrettanto (chiusa parentesi pratica, se volete saperne di più scrivetemi pure).
Inizialmente avevo selezionato qualcosa come 30 foto di corredo a questo post. La decenza (e soprattutto i limiti di WordPress) mi hanno imposto di ridurre il numero. Se però vi siete fatti l’idea che di un posto come Valencia non se ne abbia mai abbastanza e avete voglia di sbirciare anche altre immagini, potete fare un salto sul mio profilo Instagram e tenerlo d’occhio. Posto foto di Valencia da giorni e ne ho ancora così tante in canna da riempire la mia gallery per diverse settimane. Per cui, vi aspetto lì!

6 Comments
  • Andrea - Impronte Nel Mondo
    Posted at 17:13h, 02 febbraio Rispondi

    Hai ragione, Valencia ricorda molto il sud. Un generico sud che ha tutte le caratteristiche che hai molto ben descritto. Anche a noi è piaciuta più di Barcellona e in alcuni tratti si è molto avvicinata all’Andalusia (che abbiamo adorato follemente!).
    Il nostro unico rammarico è stato quello di non aver avuto il tempo di visitare il Barrio del Carmen…ma penso proprio che a Valencia torneremo!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 19:29h, 02 febbraio Rispondi

      Grazie, ragazzi 🙂
      Vorrei tornare anche io, ci sono ancora tante cose che non ho visto. E poi mi piacerebbe vedere la città in primavera/estate.
      Vi auguro uno splendido weekend!

  • Silvia The Food Traveler
    Posted at 10:51h, 03 febbraio Rispondi

    Da quando c’è il volo di Ryan Air da torino aspetto solo di trovare una buona offerta per un weekend lungo! Possibilmente prima dell’estate perché mi piacerebbe scoprire questa città prima che venga invasa nei mesi estivi.
    Mi salvo tutti i tuoi suggerimenti 😍

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 14:57h, 03 febbraio Rispondi

      Grazie, Silvia! Spero tu possa trovare presto un’offerta, in primavera Valencia deve essere ancora più spettacolare!
      Io ho approfittato di un blackfriday, ho preso due biglietti A/R a 40 euro in totale 😀 Però ho viaggiato a gennaio che evidentemente non è alta stagione… In ogni caso non credo sia una meta troppo cara nemmeno in altri periodi. A presto!

  • wishesontheroad
    Posted at 21:00h, 05 febbraio Rispondi

    Valencia non l’abbiamo mai considerata e il perchè non te lo saprei neanche dire. Non sei però la prima che ne parla bene (ma l’unica che l’ha descritta in questo modo!) e quindi forse forse un pensierino dovremmo farcelo..

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 10:08h, 06 febbraio Rispondi

      Ciao 🙂 Guarda, neanche io mi aspettavo di rimanerne così colpita. Non era tra le mie destinazioni più desiderate. E invece, ora che l’ho conosciuta, spero proprio di tornarci prima o poi.
      Grazie per essere passati da qui 🙂 A presto!

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