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Cosa vedere a Bilbao, perla dei Paesi Baschi

Questo resoconto su cosa vedere a Bilbao, nel nord della Spagna, arriva con sei mesi di ritardo. Come ho scritto in passato, lo shock emotivo a cui la pandemia ci ha sottoposto non ha facilitato il flusso di coscienza che di solito mi prende quando voglio mettere su carta i pensieri e raccontare un luogo. E poi, un po’ mi dispiaceva dare spazio a Bilbao in un periodo da dimenticare, come quello vissuto nei mesi scorsi.

Le sono particolarmente affezionata perché è stato il mio primo viaggio del 2020 e l’ultimo prima del lockdown. E, stando all’incertezza della situazione attuale, non è escluso che possa rimanere l’unica puntata all’estero fino alla fine dell’anno. Speriamo non sia così, perché, con la scusa di un concerto che sto pregando affinché non venga annullato, avrei in programma ancora un po’ di Spagna in autunno.

Facciamo finta per un attimo che un pericolo del genere non esista. Com’è Bilbao?
L’unica risposta che mi viene in mente è questa: Bilbao è la sintesi di un’infinità di opposti. È al tempo stesso giovane e vecchia. Elegante e decadente. Antica e moderna. Ordinata e trafficata. Tranquilla e (molto) vivace.

In mezzo alla miriade di foto che ho scattato in quei giorni, quella del fiume con i palazzi vecchi che sembrano sfiorarne le rive è una delle immagini della perla dei Paesi Baschi che più mi si sono impresse nel cuore. Con quella architettura così atipica che la fa somigliare più a una bellezza portoghese che non a una gemma spagnola.

A distanza di sei mesi dal viaggio, mi aggrappo al ricordo dell’ultima serata trascorsa in una Bilbao in festa, più viva, più musicale e più luminosa del solito. Una città che ha saputo tenermi compagnia in ogni istante di quei tre giorni e che non mi ha mai fatto sentire sola.
E ho avuto l’ennesima conferma (come se ne avessi bisogno) che certi luoghi non deludono mai. Con la Spagna non si sbaglia mai. 

Per cui, nel caso in cui abbiate voglia di conoscere una città spagnola un po’ meno in vista rispetto ad altre, ma altrettanto divertente, vivace nonché pregna di storie da raccontare, spero che questa piccola guida su cosa vedere a Bilbao possa ispirarvi.

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Bilbao cosa vedere in tre giorni

Vedeste com’è verde la Spagna del nord. Il mare si infiltra continuamente nel suolo e, intrecciandosi, insieme danno vita a un’infinità di mini isole che dalla costa si allungano verso il primo entroterra. 

Oltre a questo, il paesaggio tra Cantabria e Paesi Baschi si snoda attraverso colline dai colori accesi manco fosse primavera (e invece erano gli inizi di gennaio) che fanno da sfondo ai tanti, piccoli paesi che incrocio lungo la strada. 

Dall’aeroporto di Santander, una corriera mi conduce al centro di Bilbao mostrandomi, ora da lontano e ora da più vicino, un litorale straordinario e le sue scogliere inaspettate. Se non fossi padrona del mio itinerario, potrei quasi pensare di essere in Irlanda. 

Il primo impatto con la costa settentrionale della Spagna mi fa promettere di tornare, prima o poi, per dedicarle un viaggio a sé. E, soprattutto, non mi fa rimpiangere la sveglia alle 4 del mattino e il fatto di essere atterrata a cento chilometri dalla mia destinazione finale.

Ora ci siamo sul serio. È il momento di scoprire cosa avrà Bilbao da regalare al mio ennesimo viaggio in solitaria.

Mercato della Ribera

E così, a conferma della mia innata passione per i mercati (coperti e non), la prima tappa a Bilbao non poteva che essere questa. Giunta nei pressi delle rive, il Mercato della Ribera mi strizza l’occhiolino dalla sua posizione privilegiata sul fiume Nervión e a pochi passi dall’ingresso del Casco Viejo. Ho amato follemente il percorso che, dal quartiere in cui si trovava la mia stanza, mi ha condotta a lui passando per uno dei tantissimi ponti della città. È che in quel punto, secondo me, il legame tra l’architettura di Bilbao e il suo paesaggio trova una delle sue espressioni migliori. Mi riferivo a questo quando prima scrivevo degli edifici colorati affacciati sul fiume. In questa cornice, si anima uno dei mercati coperti più grandi d’Europa (se non addirittura il più grande), che si sviluppa su più piani. All’ambiente dedicato ai commercianti e alle loro botteghe si affianca quello decisamente più affollato dei bar e dei ristoranti. Un corridoio infinito che corre lungo file di banconi zeppi di specialità e aperitivi di tutti i tipi. Alcuni dei migliori pintxos li ho divorati proprio qui, tra queste mura e questo caos. Ma dei pinxtos parlerò più avanti.

Casco Viejo di Bilbao 

Se chiudo gli occhi mi ritrovo di nuovo lì, persa a esplorare senza meta un quartiere storico, ma storico davvero: il Casco Viejo di Bilbao prende vita intorno al 1300 circa, più o meno quando viene fondata la città. Il suo punto forte sono le famose “Sette vie”. Non chiedetemi di nominarle, la mia memoria non arriva a tanto. Posso dirvi però che i loro nomi ricordano le categorie di commercianti e artigiani che, fra quelle strade strette, aprivano ogni giorno le loro botteghe. E posso dirvi anche cosa ho provato io, a camminare secoli dopo tra le stesse stradine: semplicemente, avrei voluto avere tempo a sufficienza per imprimere nella mia memoria ogni singolo dettaglio, ogni veranda, l’insegna di ogni negozio, il traliccio di ogni facciata. Ricordate quando, qualche rigo fa, scrivevo che Bilbao a tratti potrebbe sembrare più portoghese che non spagnola? Ecco, il Casco Viejo è il quartiere che più mi ha fatto pensare a questa similitudine. Se tutte le guide su cosa vedere a Bilbao suggeriscono al viaggiatore di attraversare questo intricato labirinto di stradine meravigliose è perché sanno già che lo amerà alla follia. Io non ho potuto fare a meno di tornarci più volte, durante la mia permanenza in città. Anzi, diciamo pure che, dopo averlo esplorato una prima volta, ho eletto il Casco Viejo a mio luogo in cui concludere le giornate passeggiando, stuzzicando (sia fatto santo subito l’inventore dei pinxtos) e lasciando correre il tempo quando avanzava.

Ci sono almeno due posti che non potete perdere tra le vie del Casco Viejo: la prima è la Cattedrale di Santiago, il luogo di culto principale di Bilbao, che si nasconde nell’abbraccio della piccola piazza che la circonda. Il secondo è Piazza Unamuno Miguel, dove si trovano sia una fermata della metropolitana e sia il Museo Basco. Vivace, pittoresca e colorata, se fossi cresciuta a Bilbao, probabilmente da adolescente avrei trascorso in questa piazza più di un sabato sera. Anzi, mi correggo: non solo da adolescente.

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Plaza Nueva

Ci sono arrivata una sera quasi per caso, attraversando un arco mentre passeggiavo per il Casco Viejo. Plaza Nueva è un piccolo, grande scrigno sotto i cui portici si celebra la vita e la voglia di condividerla (non sui social, ma di presenza). Potremmo definirla quasi come un salottino, una piazza elegante e colma di bar e locali per l’aperitivo, brulicante di voci, luci profumi. Non si anima solo di sera: nella piazza hanno luogo alcuni degli eventi e dei mercati all’aperto più importanti di Bilbao.

Il ricordo che conservo io, però, appartiene alla sacrosanta sfera della movida, ed è quello in cui decine e decine di persone scelgono Plaza Nueva come punto d’incontro per serate spensierate e degustazioni in compagnia.

Basilica di Nuestra Señora de Begoña

Si deve procedere un po’ in salita per giungere al suo imponente cospetto, ma tra le cose da vedere a Bilbao non può mancare la splendida Basilica della Begoña. Arrivarci non è complicato, ma forse dico così solo perché alla fine sono riuscita a imbroccare la strada giusta. Il tutto sta nel capire che bisogna prendere non una metro (come inizialmente pensavo io) ma un ascensore. Lo so, sembrava strano anche a me. L’ingresso è sempre lo stesso, quello della metro di Piazza Unamuno Miguel, solo che, appunto, non si sale su un treno ma su un semplice ascensore. Basta seguire le indicazioni per la basilica e ve lo ritroverete davanti. Una volta arrivati, vi ritroverete a Begoña, un quartiere piuttosto residenziale in collina, dal quale potrete intravedere la città dall’alto. Per individuare la basilica ho chiesto aiuto un po’ ai passanti e un po’ a Google Maps, ma vedrete che la strada da fare non è molta e, soprattutto, che sarete ripagati di qualunque fatica.

È strano ripensare al senso di calma e pace interiore che ho provato quando sono entrata nella basilica e mi sono accomodata su uno dei sedili per poterla ammirare con calma. Strano, se detto da una che di solito si lascia incuriosire dalle chiese solo per scattare fotografie. Eppure così è stato. Lì dentro, tra l’odore forte dell’incenso, le luci soffuse e la musica di sottofondo, si stava benissimo.

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Museo Basco

Cosa vedere a Bilbao se non un luogo in grado di offrire una panoramica completa della storia, dell’economia e delle tradizioni del popolo basco nello spazio di alcune sale? Sempre al Casco Viejo, all’interno di un bellissimo edificio barocco dominato da un chiostro centrale che già da solo vale la visita, si trova il Museo Archeologico, Etnografico e Storico Basco. Le collezioni esposte vi racconteranno di un popolo di navigatori, la cui vita e le cui attività sono da sempre intimamente connesse al mondo del mare. Non solo, il museo fornisce un resoconto dei principali settori nei quali l’economia basca è o è stata fiorente, come quella delle armi, nonché dell’artigianato locale e della tradizione commerciale e mercantile.

Teatro Arriaga 

Uno spaccato di vita speciale di Bilbao mi si è aperto davanti agli occhi proprio qui, di fronte all’indescrivibile bellezza del Teatro Arriaga e all’immensa Plaza Arenal, subito di fronte. Si tratta del luogo in cui più di tutti ho avvertito ancora forte la presenza del Natale (nonostante fosse passato da dieci giorni). Persino la pioggia non ha fermato le decine e decine e decine di famiglie che in quei giorni si riversavano in piazza per i giochi, le bancarelle di dolci e zucchero filato e le altre attività ludiche organizzate per salutare le feste. È stato bellissimo trovarmi lì in mezzo a loro. 

Plaza Arenal, con tanti alberi e poche decorazioni luminose, mi è apparsa come un microcosmo speciale in cui tutti si danno appuntamento. Ricordo di essermi fermata anche io su una delle panchine o sui muretti, per una telefonata o anche solo per osservare. Nel caos, in fondo, ci sto bene, purché riesca in qualche modo a estraniarmi e a guardarlo dall’esterno.

In un angolo della piazza, si trova un edificio piuttosto grande che, tuttavia, sembra perdersi nella pienezza del contesto che lo circonda: è la Chiesa di San Nicolas, dove vi suggerisco di entrare.

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Museo Guggenheim

Uno dei motivi che mi ha spinto a prenotare il volo per Bilbao è stato poter varcare la soglia di quel mondo meraviglioso che è il Guggenheim Museum.

D’altronde, credo che per il 100% dei turisti che arrivano qui, visitare Bilbao voglia dire visitare uno dei musei più importanti e imponenti di arte contemporanea al mondo. O, perlomeno, per tutti quei turisti che possono dedicare mezza giornata di tempo alla visita. Sì, perché il Guggenheim chiede e pretende tempo. Non solo per le straordinarie collezioni temporanee e permanenti che si trovano all’interno (la maggior parte delle quali dedicate ad artisti americani, spagnoli e baschi), quanto per il fatto che il museo in sé è un’opera d’arte. E che va osservato bene da vicino, come da lontano, per capirlo e dagli una forma. C’è chi nella struttura decostruttivista realizzata dal canadese Frank O. Gehry vi ha visto una nave (che probabilmente è l’interpretazione più corretta, visto il forte legame che unisce la città basca al mare), chi vi ha individuato un fiore e chi chissà cos’altro. Proteso sull’acqua e scolpito in un insieme di piani in titanio scombinati e per nulla uniformi, a me, il Guggenheim è apparso come un inno alle capacità dell’architettura. Si è rivelato molto più di quanto mi aspettassi, la visita è stata un’esperienza di puro piacere. Poche volte l’ingresso in un museo mi ha entusiasmato a tal punto.

La struttura interna, dove gli ambienti espositivi sono collegati da un sistema di scale e passerelle trasparenti che ti permettono in ogni momento di vivere la bellezza del posto nella sua interezza, merita già da sola una visita. Il tripudio all’arte prosegue anche all’esterno, con Puppy (il cucciolo di cane fiorito che si trova all’ingresso), il ragno Maman (simbolo del carattere di una madre) e i giganteschi tulipani colorati realizzati da Jeff Koons e collocati in una delle terrazze laterali. 

Io sarei rimasta a guardare il tutto per ore, da qualsiasi prospettiva. Anche perché il museo cambia forma continuamente, non esistono due punti di osservazione dai quali appare lo stesso.

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Funicolare di Artxanda

Io lo dico sempre che vale la pena di osservare le città dall’altro. Per coglierne la sintesi e anche l’essenza. A Bilbao potrete farlo imbarcandovi sulla funicolare che, in pochi minuti, sale fino alla collina di Artxanda, dove approda in un piccolo parco pubblico. Ed è da qui che ci si affaccia sull’immensa complessità della città basca, tanto spagnola nell’animo quanto moderna, protesa verso l’alto, innamorata persa del corso d’acqua che la taglia in due senza pietà modellandola e rimodellandola a suo piacimento. Potrete scorgere le torri svettare accanto ai palazzi storici, i quartieri più in vista sfilare a pochi passi da quelli popolari, le tante aree verdi che circondano il centro. Insomma, da quella posizione, Bilbao avrà ben poco da nascondere. Ne coglierete tanto i punti di forza quanto i limiti. Da lì la vedrete rivendicare a gran voce tutta la sua sfacciata diversità dalle città spagnole più turistiche. E, comunque sia, la troverete bellissima.

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Ponte Zubizuri

Cosa vedere a Bilbao se non un altro dei suoi monumenti più controversi, la cui storia (croce e delizia) è stata segnata da successi ma anche da polemiche?

Se il Ponte Zubizuri realizzato da Santiago Calatrava oggi è talmente famoso da rappresentare uno dei simboli di Bilbao, è pur vero che la sua realizzazione è costata all’architetto valenciano non poche scocciature. 

Mi spiace per lui, anche se devo ammettere che delle controversie cui è andato incontro Calatrava mi interessa fino a un certo punto. A me le sue opere colpiscono sempre tanto (in positivo), e, come altre, credo che anche il Ponte Zubizuri sia perfettamente in grado di raccontare cos’è Bilbao (o, perlomeno, cosa è sembrata a me). Bilbao, inevitabilmente, è i suoi ponti. Quei comodi e spesso bizzarri corridoi artificiali che mettono in comunicazione i quartieri divisi dall’acqua. E Zubizuri, secondo me, rappresenta bene il carattere moderno e a tratti rivoluzionario della città, il suo essere nuova, aperta al futuro e all’avanguardia. E poi, detto tra noi, datemi un arco e mi farete felice! Un ponte con quella forma non correva proprio alcun rischio di non piacermi.

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Quartiere Abando

Eccoci qui a spasso per il centro moderno di Bilbao, il tempio sacro dello shopping, delle lunghe camminate e dei locali alla moda. Prendete come punto di riferimento l’ingresso della fermata metro Abando e percorrete tutta la Gran Vìa di Bilbao che vi condurrà a Plaza Moyua, altro punto nevralgico, nonché oasi verde, della città.

Abando è il quartiere dei divertimenti e della socialità: un complesso insieme di strade piccole e grandi animate da negozi di tutti i tipi, palazzi eleganti, scorci bellissimi e decine e decine di locali in cui fermarsi per un aperitivo o una cena (ma in realtà Bilbao mi ha dato l’impressione di essere un luogo in cui si potrebbe mangiare a tutte le ore). Molte delle principali attrazioni di Bilbao si trovano a poca distanza da Abando e Plaza Moyua. Ci passerete spesso da quelle parti, ma vi garantisco che ogni volta potrete cogliere qualcosa di nuovo. Abando è il tipico quartiere che al viaggiatore dà sempre qualcosa di nuovo, e che non rimane mai uguale a se stesso.

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Centro culturale Azkuna Zentroa

Altra tappa che sono felicissima di aver raggiunto.

Nato dalla trasformazione di un edificio costruito nei primi del Novecento a tutt’altro scopo, il centro culturale Azkuna Zentroa, nei dintorni di Plaza Moyua, al suo interno racchiude un vero e proprio monumento. Si tratta di un immenso spazio multifunzionale, dove trovano posto alcune sale espositive, una mediateca, una terrazza panoramica, il cinema Golem e un centro sportivo. 

Le mostre sono dedicate per lo più all’arte contemporanea. Quando sono andata io era in corso un’esposizione incentrata sul rapporto tra mente e linguaggi della comunicazione. La mostra partiva dal presupposto che, oggi, la maggior parte delle azioni che svolgiamo sono regolate da codici. Ve lo dico per farvi capire il tipo di eventi organizzati dal centro.

Una delle cose per cui l’Azkuna Zentroa di Bilbao è particolarmente famoso sono le oltre quaranta “colonne d’arte” che si trovano nell’immensa hall dell’ingresso e che sono decorate ognuna in modo diverso. Mentre alcune inseguono un notevole gusto artistico ed estetico, altre, indubbiamente, secondo me (e ripeto: secondo me), osano di più e lasciano ampi margini ai giudizi. Quel che è certo è che, se cercate un altro posto in cui cogliere e assaporare la modernità di Bilbao, non dovete perdere l’Azkuna Zentroa.

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Parco di Doña Casilda

Bilbao è intimamente legata all’elemento acqua, è vero. Però, è altrettanto vero che Bilbao è anche tanto cemento. Oltre a essere piena di vita e di persone che, persino a gennaio, approfittano delle temperature miti per invadere le strade e godersi la città fino a tarda ora. Cosa che, probabilmente, si amplifica nei periodi di festività, come quello in cui sono andata io. Quindi, a un certo punto, tra la visita a un monumento e l’altra, non mi è dispiaciuto seguire il consiglio riportato da diverse guide su cosa vedere a Bilbao, e rifugiarmi nella tranquillità del Parco di Doña Casilda. Che poi è una tranquillità relativa, visto che il parco si trova in pieno centro e a pochi passi da Plaza Moyua e da altri luoghi di interesse. In realtà, però, ha fatto il suo. Per cui, se anche a voi, quando visitate un posto nuovo, fa piacere prendervi un momento di relax nel verde, sappiate che questo parco-giardino è lì che vi aspetta, con i suoi laghetti, le statue e i suoi piccoli monumenti. E, ovviamente, con l’avveniristica Torre Iberdrola (il grattacielo di Bilbao) sempre in bella vista.

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Museo delle Belle Arti di Bilbao

Ancora un museo. Stavolta, la cornice non è il centro storico e nemmeno la riva del Nerviòn, ma il Parco di Doña Casilda. L’edificio sobrio e moderno del Museo delle Belle Arti di Bilbao si trova al suo interno.

Anche in questo caso, sono felice di aver letto i consigli su cosa visitare a Bilbao di chi ci è andato prima di me, perché mi sono trovata al cospetto di una collezione interessantissima e, cosa che mi ha parecchio stuzzicato, di una modalità di esposizione alquanto particolare. Il percorso delle opere, all’interno del museo, non segue un ordine cronologico bensì un principio semantico: le opere sono infatti organizzate attorno a specifiche tematiche disposte nelle varie sale in ordine alfabetico. Nell’esposizione, grande rilevanza viene data agli artisti spagnoli e baschi.

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Quartiere Deusto

E poi c’è Deusto. Dove non so bene cosa mi ci abbia portato. Di fatto, non troverete molte guide (per non dire nessuna) su cosa vedere a Bilbao che vi suggeriranno di addentrarvi in un quartiere piuttosto spoglio e anche un po’ borderline, segnato principalmente dalla vicinanza all’estuario della città. Io non mi sono addentrata, ma mi sono limitata a seguire la Erribera a caccia di murales e in cerca di due centri culturali dei quali avevo letto su altri resoconti di viaggio. Dei due, ho trovato solo l’Espacio Open, al cui interno mi sono concessa solo una sbirciata furtiva perché non era ancora l’orario di apertura. Per il resto, è stato un peregrinare lungo una strada semideserta, muri espressivi, edifici pericolanti e palazzi vecchi. Ho fatto la conoscenza di una Bilbao “altra” e diversa da tutto il resto, mettiamola così.

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Spiaggia di Getxo

Ed eccomi giunta al mio ultimo giorno a Bilbao.

Del quale mi resta innanzitutto il calore generoso del sole in faccia, così come la quiete della spiaggia di Arrigunaga, a Getxo, immensa e solitaria. 

Mi restano i colpi rumorosi delle onde contro i sassi sulla battigia, le corse spensierate dei cagnolini.

Porto con me il ricordo di una lunga e tranquilla passeggiata panoramica lungo il promontorio e fino al faro, e la sensazione che quella strada non finisse mai. Mi rimane il panorama dall’alto, il riverbero accecante sull’oceano, l’azzurro intenso delle onde.

Una mattinata tranquilla, densa di fotografie e pensieri silenziosi. Era gennaio ma io avevo l’urgente bisogno di rincorrere una spiaggia e sentirla lì solo per me. E così è stato.

Per arrivare a Getxo ho preso la metro fino alla fermata Bidezabal. Da lì ho percorso la strada principale del paesino (tipico quartiere residenziale dal profilo pacato e benestante) e sono arrivata fino alla spiaggia. So che a poca distanza da Bilbao ci sono tantissimi altri posti da vedere. Io avevo bisogno di questo, ed è un fuori porta che vi consiglio caldamente.

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Ponte di Biscaglia

Di quella volta che temevo di dover tirare fuori una dose inaudita di coraggio tutta in una volta. Ma poi, per fortuna, non è stato necessario perché, come spesso accade, avevo solo esagerato.

Preparatevi, perché tra le cose da fare a Bilbao dovete mettere in conto la visita (con tanto di camminamento e attraversamento, come adesso vi spiegherò), al Ponte di Biscaglia (Puente Colgante de Vizcaya), il ponte sospeso più antico al mondo e ancora funzionante. 

Questo gigante color rosso ferro, inaugurato alla fine dell’Ottocento, traghetta ogni anno circa sei milioni di persone da Getxo a Portugalete. E lo fa con una navetta sospesa che percorre l’estuario di Bilbao in tutta la sua larghezza più volte al giorno.

Una tecnologia rivoluzionaria che è valsa al colosso lo status di Patrimonio dell’Unesco. 

Quando parlavo di coraggio intendevo il momento in cui ho acquistato il biglietto per salire sul ponte per camminarci sopra e osservare il mondo dall’alto. La passerella, che è perfettamente chiusa, sicura e protetta, oggi è solo un museo, non permette di passare dall’altro lato del fiume. Per andare dall’altra parte, appunto, bisogna imbarcarsi sulla navetta. 

Affacciarsi dal ponte (a un’altezza di 45 metri… sembrano pochi, a dirsi. Ma a me tremavano le gambe prima di salire) è come lanciare lo sguardo su un altro mondo. Mentre percorrevo quel corridoio in ferro in tutta la sua lunghezza, mi fermavo ogni tanto davanti alle teche ad ammirare le foto d’epoca e leggere le vicissitudini che hanno caratterizzato la storia del ponte. E ricordo la bellezza nell’alzare (anzi, abbassare) gli occhi verso le due rive, Getxo o Portugalete, cogliere dell’una e dell’altra prima solo il profilo, da lontano, e poi, passo dopo passo, avvicinarmi e vederle diventare sempre più belle nei loro straordinari dettagli.

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Portugalete

Prendete la navetta sospesa del Ponte di Vizcaya e approdate qui, in questo piccolo borgo dei colori. Con “piccolo borgo” mi riferisco al pittoresco centro storico di Portugalete, quello addossato alla riva; in realtà, la cittadina si sviluppa verso l’interno e non è affatto piccolissima. Se volete arrivare qui direttamente da Bilbao potete prendere la metropolitana dal centro e scendere, appunto, all’omonima fermata.

Dicevamo, Portugalete. Un saliscendi di vicoli colorati, piazzette solitarie ed elementi impossibili da non notare, come l’edificio della famosa ex stazione riconvertita oggi a ufficio del turismo. Sarà una delle prime cose che noterete quando sarete ancora sulla navetta: la palazzina di un bel blu squillante si trova, infatti, proprio lungo la riva. Alle sue spalle, svettano la cima e il campanile della Basilica di Santa Maria. Addentratevi per cercarla, due vie più in là: si trova in posizione leggermente collinare, in una delle piazzette solitarie di cui prima. 

E quando sarete lì, persi tra quei vicoli vivaci e intenti a catturare ogni dettaglio, tenete sotto controllo i muri della città: diversi street artists hanno lasciato segni del loro passaggio.
Se cercate info e consigli su cosa vedere a Bilbao fuori dal centro o negli immediati dintorni, questo è un suggerimento da cogliere al volo. 

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Street art a Bilbao

A proposito di street art, i muri di Bilbao parlano. E sono molto più espressivi dei muri di tanti altri luoghi. Me ne sono resa conto subito non appena arrivata: il quartiere dove ho dormito io, alle spalle della stazione ferroviaria di Abando, pullula di murales e graffiti. Se siete degli appassionati, provate a percorrere di giorno la Gorte Kalea e le stradine che la incrociano, ne vedrete delle belle. Stessa cosa vale per l’Erribera di Deusto, subito a nord del centro. E, come già accennato, per Portugalete.

A parte queste poche indicazioni non ho un vero e proprio itinerario della street art di Bilbao da suggerire; l’ideale è lasciarsi condurre dalla città a piedi e magari scoprire delle opere proprio dove non ve lo sareste mai aspettato. Io, ad esempio, ricordo di averne viste alcune in corrispondenza dei ponti più monumentali, poco distanti dal Guggenheim Museum.

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Dove mangiare a Bilbao

O meglio, dove mangiare pinxtos a Bilbao. Perchè dovete sapere che per tre giorni mi sono nutrita a pranzo e cena solo dei gustosissimi stuzzichini che si possono consumare al bancone o comodamente seduti a un tavolo. I pinxtos si trovano ovunque a Bilbao, dal bar di periferia al locale chic del centro: potete ordinarli con un buon drink tutti insieme o gustarli poco per volta, a seconda di quanta fame avete (io di solito mi saziavo con 2-3 stuzzichini, dato che sono piuttosto corposi). In alcuni locali puoi anche portarti piattino e bicchiere all’esterno (e il risultato sono strade colme di gente e tanta allegria persino nelle sere di gennaio).
Sì, ma direte voi, cosa sono i pinxtos? Arrivo al dunque: immaginate fette di tortillas di patate farcite con prosciutto, formaggio oppure semplici, tartine di verdure, gamberi o jamon, olive, tramezzini ripieni in mille modi diversi, spiedini di uova sode e gamberi, mini antipasti a base di pesce e altre piccole leccornie da lanciarsi letteralmente sul bancone. Come vi dicevo, li troverete un po’ ovunque e vi permetteranno di saziarvi a prezzi davvero bassi (in genere, un pasto a base di 2-3 pinxtos non vi costerà più di 8 euro). L’unica volta in cui ho speso di più è stato al Mercato della Ribera: cibo dal sapore e dall’aspetto davvero ottimi ma un po’ più caro rispetto a qualsiasi altro locale del centro.

Dove gustare gli stuzzichini di Bilbao? A parte il Mercato della Ribera, partite con l’esplorazione dei tantissimi locali del Casco Viejo e di Plaza Nueva. Oppure, ad Abando. In particolare nella piccola Ledesma Musikariaren Kalea, vedrete sfilare uno accanto a l’altro diverse taverne, trattorie e bar (che ho visto sempre pienissimi di gente). Ma, in generale, troverete tanti locali in tutto il quartiere.

Poi, ovviamente, non ci sono solo i pinxtos; per cui, non fate come me e lasciatevi tentare anche da altre specialità della cucina basca.

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Dormire a Bilbao 

Chiudo questa guida interminabile su cosa vedere a Bilbao con qualche consiglio su dove soggiornare. Come detto prima, io ho prenotato una stanza in Gorte Kalea, poco distante dal Mercato della Ribera ma sull’altra riva. Posizione comodissima ma, se devo dirla tutta, credo esistano zone migliori in cui soggiornare. La strada non era sempre ben frequentata. Piuttosto, nei dintorni, mi ispiravano più fiducia altre vie come, ad esempio, San Frantzisko Kalea (ah, se non l’aveste ancora capito, “Kalea” vuol dire “via” in basco). Oppure potreste optare per un’altra zona, ad esempio Abando (comodissima) fino alla riva del Guggenheim, o il Casco Viejo (se non vi disturba il caos dei bar fino a tardi).

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Mi rendo conto di non aver scritto un post ma un libro. Scusatemi. Anzi, ringrazio chi ha avuto l’immane pazienza di accompagnarmi fin qui nella lettura. Dovete essere piuttosto motivati e questo potrebbe voler dire che avete in programma un viaggio a Bilbao. Se è così, sono felice per voi. Avete scelto un’ottima meta, sappiatelo. Vi sorprenderà, e non lo dico tanto per dire, con la banalità con la quale noi travel blogger spesso usiamo queste espressioni per descrivere i posti che visitiamo, ma perché, effettivamente, Bilbao sorprende davvero. Per i tanti motivi che spero di essere riuscita a trasmettere in questo papiro infinito.
Io vorrei tornarci e fare anche altre tappe nei Paesi Baschi e, in generale, nel nord della Spagna che, da quel poco che ho visto, è un territorio speciale.

Se anche voi, come me, andate matti per la Spagna potrebbero interessarvi i miei post sul mio Viaggio in Andalusia: 9 giorni on the road e su Cosa vedere a ValenciaOppure, vi propongo di dare un’occhiata al resoconto del mio viaggio nel Portogallo del nord, alla guida su cosa vedere a Lisbona e a quella su cosa fare e visitare a Porto.

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