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Ristoranti di Atene: 6 locali per tutti i gusti

Oltre ai gatti, alla street art e ai templi, un altro leit motiv che ha segnato il mio soggiorno ad Atene è stato il cibo. Un leit motiv essenziale quanto consapevole: essendo io una fanatica della cucina greca, una delle aspettative più alte che avevo del viaggio era proprio legata al cibo. Con tutto il rispetto per gli ottimi ristoranti greci che abbiamo in Italia, ero in fervida attesa di provarlo, per una volta, seduta al tavolo di una vera taverna nella madre patria.

Ad Atene si potrebbe mangiare sempre, a tutte le ore. Un po’ perché c’è una varietà invidiabile di pietanze e prodotti da forno da provare e un po’ per l’ampia disponibilità da parte dei ristoranti, dei forni e dei bar aperti quasi tutto il giorno. E infine anche un po’ perché, diciamolo, quando si è in viaggio si sta bene e stare bene fa venire fame. 

E così, dopo avervi raccontato il mio itinerario alla scoperta della capitale della Grecia, chiudo il capitolo con il resoconto dei locali e ristoranti di Atene in cui ci siamo fermati a mangiare. Vi avviso già che non mi soffermerò molto sui cibi: dato che le mie scelte culinarie, nei tre giorni di viaggio, sono state quanto di più banale si possa immaginare (perdonatemi, ma da questo punto di vista non ho sperimentato, perché avevo voglia dei soliti e scontatissimi piatti meravigliosi che rendono la cucina greca famosa in tutto il mondo), i miei consigli si concentreranno su dove mangiare ad Atene e assaporare le prelibatezze tipiche. E li condivido volentieri, visto che ho avuto la fortuna di alzarmi da tavola sempre felice e soddisfatta.

I ristoranti di Atene da provare

Prima di raccontarvi e mostrarvi i posti carini che ho provato, ci tengo a specificare ancora una cosa. Ogni volta, prima di partire, mi riprometto di ragionare non solo sull’itinerario delle cose da vedere ma di provare a fare qualche ricerca anche su ristoranti e locali particolari in cui fermarmi a mangiare. Alla fine, però, faccio sempre di testa mia. Giunta l’ora di pranzo e di cena, mi piace l’idea di lasciarmi incuriosire da un posto e bussare alla sua porta. Non seguo quasi mai i consigli di nessuno, quando si tratta di cibo vivo di ispirazione e mi lascio prendere dal momento. Con i ristoranti di Atene ho avuto davvero tanta fortuna.


Efcharis (Ευχαρις)

La taverna Efcharis è stato il primo luogo che ci ha accolto, la sera del nostro arrivo ad Atene. È stato quasi il locale a trovare noi, non appena ci siamo tuffati dentro quella nuvola di musica e voci che è Monastiraki. Efcharis l’abbiamo scelta, lo ammetto, un po’ perché le persone del simpaticissimo staff ci hanno quasi spinto dentro ad accomodarci e un po’ per caso. D’altronde, è un locale irresistibile: chiassoso quanto basta, frequentato in buona parte da ateniesi, con il duo che offre tutte le serie il siparietto di canti (e balli, quando c’è qualcuno disposto a buttarsi in pista) tradizionali, i camerieri sorridenti e gentilissimi con il loro italiano traballante. Ci siamo attenuti anche noi alla tradizione, scegliendo piatti classici e molto abbondanti. La prima sera (perché siamo tornati anche il giorno successivo) io mi sono data ai fritti, cosa che di solito non faccio quasi mai, né a casa e né in giro. Ma le crocchette al formaggio erano troppo invitanti per non cedere alla tentazione di addentarle. Se non ordinate il dessert, in ogni caso vi piomberà sul piatto una fettina di sofficissima torta alla ricotta e arancia, gentilmente offerta. 
Infine, qui da Efcharis ho provato la mia prima Mastiha, un liquore fresco, dolce e aromatico, più leggero dell’ouzo (sicuramente in quanto a sapore, ma credo anche in quanto a gradazione), che a pancia piena scivola giù che è un piacere.

Thespis (ΘΕΣΠΙΣ)

Scommetto che chiunque sia in procinto di partire per la capitale della Grecia non vedrà l’ora di entrare nel meraviglioso mondo delle taverne di Plaka.
Vi avverto: nel quartiere più storico e pittoresco della città non c’è che l’imbarazzo della scelta in quanto a posti dove fermarsi a mangiare. Anche stavolta noi siamo andati totalmente a caso e ci siamo accomodati in un ristorante un po’ defilato rispetto alla strada principale. Sebbene si trovi in uno degli angoli più decadenti di Plaka, Thespis è un locale per scelte raffinate, che cura particolarmente la presentazione dei suoi piatti e le proposte del menu. La mia bellissima spanakopita arrotolata, con in cima il suo ciuffetto di formaggio me la sogno ancora. I piatti a base di carne grigliata che abbiamo visto servire negli altri tavoli facevano venire voglia di ricominciare a mangiare. Oltre ai piatti ho gradito molto la posizione tranquilla del locale, nonché il raggio di sole che mi è rimasto addosso tenendomi compagnia finché non mi sono alzata da tavola.
Tra i ristoranti di Atene, Thespis è uno di quelli che ci è piaciuto di più, ma non aspettatevi un’esperienza low budget. Come dicevo, non si tratta di una taverna alla buona.

Ilissia Café Restaurant 

Voglio darvi un paio di consigli su dove mangiare ad Atene anche per quando andrete in giro per musei (perché vi assicuro che ne vedrete tanti. Praticamente potreste organizzare il vostro itinerario ateniese anche concentrandovi solo sui musei). Il primo riguarda l’Ilissia Cafè, che si trova proprio all’interno dello splendido complesso che racchiude il Museo Bizantino e Cristiano. L’ingresso del ristorante guarda dritto negli occhi l’ingresso dell’esposizione.
Neanche a dirlo, il locale riprende lo stile della cultura, della civiltà e della tradizione narrate tra le sale del museo. Vi accomoderete in un ambiente caldo e arredato come un salotto moresco, tra tappeti e complementi d’arredo scintillanti. Il menu propone una mescolanza di sapori greci e Mediorientali, rivisitati in chiave moderna e, posso garantire, sfiziosa. Aggiungo anche che l’Ilissia è il posto in cui ho fatto pace con gli involtini di foglie di vite ripieni, che prima d’ora non ero mai riuscita ad apprezzare.

Diodos (Δíοδος)

Torniamo a Monastiraki. Per la nostra terza serata ateniese abbiamo deciso di non fare il tris da Efcharis ma provare qualcosa di diverso. Tanto, come vi dicevo, le alternative da queste parti non mancano. Abbiamo bussato alle porte di Diodos, uno dei locali lungo la strada che costeggia l’Antica Agorà, con vista sulla meravigliosa Acropoli illuminata. E finalmente, al termine del secondo giorno di viaggio, ho affondato il cucchiaio in una morbidissima moussaka.L’ho accompagnata a un calice profumato di bianco locale, apprezzando soprattutto l’abbondanza traboccante fino all’orlo. Non siamo stati gli unici a gustare quello che avevamo ordinato: per quasi tutta la cena, o almeno finché c’è stato del cibo sulla tavola, abbiamo avuto ai nostri piedi due mici imploranti e in adorazione dei nostri piatti. E noi, che ovviamente non abbiamo saputo dire di no, abbiamo condiviso volentieri qualche boccone.
Anche in questo caso, come da Efcharis, a fine pasto ci è piombato sulla tavola un dolcetto non richiesto, evidentemente da queste parti si tiene a lasciare il cliente più che satollo e ben soddisfatto.

Folia

In quanto a taverne, bar, rosticcerie e altri luoghi di ritrovo neanche il colorato quartiere di Exarchia scherza. E tra l’altro, da queste parti sono tutti posti talmente invitanti e accoglienti che ci abbiamo messo un po’ a decidere dove accomodarci. Alla fine, abbiamo optato per Folia, piccola trattoria sotto i portici che, con nostra grande (e felice) sorpresa, è specializzata nella cucina afgana
Oltre a essere il quartiere della street art e delle ribellioni, Exarchia è anche il regno degli studenti, motivo per cui la maggior parte dei locali che troverete sono piuttosto economici. Da Folia, con meno di venti euro abbiamo pranzato da re, dividendoci un terzo piatto (dopo averne preso uno ciascuno, si intende). E questa è stata solo l’ultima delle motivazioni per le quali abbiamo stabilito che se mai torneremo ad Atene sceglieremo Exarchia come base per il nostro soggiorno (ma con questo non voglio dire che i ristoranti di Atene siano particolarmente cari).
Ho optato per delle polpettine al sugo con riso, che facevano tanto casa. Ma scegliere non è stato semplice. La cosa bella è stata godersi un pranzo in un quartiere in cui in giro si vedono solo i suoi abitanti e pochissimi turisti, in un’atmosfera spartana e rilassata, con  murales incredibili che circondavano il nostro tavolino.

ristoranti di atene ad exarchia

Caffetteria del Museo Benaki di Arte Islamica

L’ultimo dei ristoranti ad Atene che voglio suggerirvi è in realtà una caffetteria con cucina. Ed è il secondo consiglio che vi lascio per quando andrete in giro per musei. 
Stavolta, si tratta del Museo di Arte Islamica, al cui quinto piano si nasconde un tripudio di profumi dolcissimi. La caffetteria del museo è arredata in modo semplice, ma quel tanto che basta per calarsi in un perfetto mood mediorientale. I colori sono talmente tanti che illuminano l’ambiente anche quando il sole non c’è. In più, troverete una splendida terrazza pronta ad accogliervi, dove potrete rilassarvi, riposare i piedi stanchi dopo tanti giri e osservare la vita vivace di Monastiraki dall’alto, sorseggiando il vostro drink preferito. In caffetteria io mi sono concessa una merenda a base di un bicchiere di limonata e zenzero home made e una fetta generosa di un dolce molto simile al baklava, ma straripante di note al cioccolato.

Se leggere di baklava e moussaka vi ha fatto venire voglia di programmare un viaggio in Grecia, date un’occhiata al post sulle isole greche più belle da visitare quest’anno. Altrimenti, vi suggerisco i miei articoli sulle meravigliose perle dell’Istria Rovigno e Parenzo, le mie guide su cosa vedere a Istanbul e cosa fare a Belgrado. Per un itinerario un po’ diverso, ma sempre all’insegna dei colori, vi propongo il mio articolo sulla street art in Europa. Infine, se avete voglia di scoprire alcune mete cosiddette intramontabili, vi suggerisco i miei post su Lisbona, Porto, Valencia, Londra, Dublino e Berlino.

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