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10 musei da visitare a Valencia

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Valencia ti conquista con il suo sole largo e costante, le piazze che sembrano fatte per rimanere seduti ore a chiacchierare e a osservare il tempo, le architetture in contrasto tra l’antico e l’avveniristico, e poi ti colpisce al cuore con l’arte. Sì, perché qui l’arte è ovunque, anche nei posti che non ti aspetti. Ma se c’è un modo per immergersi davvero nella sua anima, nei suoi passaggi storici e nelle sue pulsazioni più contemporanee, quel modo passa per i musei. E io, nei miei due anni e mezzo di vita qui, musei ne ho già visitati un bel po’ e devo dire che sono tutti all’altezza di quelli che trovereste in una grande capitale.

I musei di Valencia raccontano una città vivace, colta, sperimentale. Non solo luoghi dove ammirare opere e oggetti, ma spazi in cui lasciarsi attraversare da pensieri, emozioni e – perché no – qualche domanda. Ne ho selezionati dieci, tra i più belli e significativi, tutti diversi tra loro. Perché Valencia, come ogni città interessante, ha tante anime. E i suoi musei sono la prova più evidente.

I musei di Valencia da non perdere

Arte, scienza, nuove ispirazioni. I musei valenciani lasciano davvero l’imbarazzo della scelta. E dato che immagino che verrai a Valencia con l’intenzione di fare una scorpacciata di tutto il meglio che la terza città di Spagna ha da offrire, ti affido la mia guida su cosa vedere in tre giorni nella mia meravigliosa città. Mi raccomando, trattamela bene: Valencia ti ricompenserà almeno in cento modi diversi, vedrai!

Centro d’Arte Hortensia Herrero

È uno degli spazi culturali più recenti della città, eppure ha già un posto speciale nel cuore di molti, tra cui il mio. È il museo che consiglio di visitare a tutti quelli che vengono a trovarmi o che mi chiedono consigli su cosa fare a Valencia.
Il Centro d’Arte Hortensia Herrero è un inno all’arte contemporanea, ma anche alla bellezza degli spazi rigenerati. Sorge infatti all’interno dell’ex Convento di Valeriola, un edificio storico nel cuore del centro, riportato in vita con un restauro che è già di per sé un’esperienza visiva.

Qui trovano casa le opere di artisti contemporanei come Anish Kapoor, Mat Collishaw, o Jaume Plensa, solo per citarne alcuni. Le installazioni si susseguono in un percorso che invita al silenzio e alla riflessione, ma anche allo stupore puro, di quello che ti fa rallentare il passo e restare fermo. Ogni sala è una domanda aperta, ogni opera una piccola vertigine.

Quest’anno, in occasione del FestIN, uno degli eventi più eleganti e interessanti da seguire a Valencia, il Centro d’Arte si è trasformato nello scenario in cui la storia, le sfumature e gli elementi delle opere esposte si sono intrecciati con i sapori e i profumi di sette portate speciali, realizzate da Carito Lourenço, una delle “artiste” più apprezzate della gastronomia valenciana (e non solo, come dimostra la Stella Michelin più volte confermata).

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Museo Nazionale della Ceramica

Se c’è un posto dove l’eleganza incontra la storia in modo teatrale, è questo. Il Museo Nazionale della Ceramica, ospitato nel sontuoso Palazzo del Marchese di Dos Aguas, è una vera perla, già solo per il suo ingresso in stile rococò che sembra uscito da un film barocco.

Qui si entra per la ceramica – e che ceramica! – ma si resta per tutto il resto: collezioni che spaziano dai reperti preistorici alla produzione artigianale di epoche più recenti, oggetti di uso quotidiano che raccontano epoche intere, stanze nobiliari ricostruite con una cura quasi maniacale. E poi le carrozze, i dettagli d’interni, l’atmosfera sospesa. È uno di quei luoghi in cui il tempo non fa paura, e anzi ti invita a restare un po’ di più.

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CCCC Centre del Carme Cultura Contemporanea

Una delle cose che preferisco dei musei contemporanei è quando sanno uscire dai propri muri, parlare alla città, sporcarsi le mani con la realtà. Il CCCC, acronimo di Centre del Carme Cultura Contemporanea, fa proprio questo. E lo fa bene.

Ricavato da un antico convento – e anche qui il contrasto tra passato e presente è uno degli ingredienti magici – il CCCC è un luogo fluido, in continuo cambiamento. Le sue esposizioni spaziano dalla fotografia alla performance art, passando per installazioni interattive, videoarte, laboratori per bambini e progetti sociali. È un museo che vuole essere vissuto, più che visitato. Un posto dove entrare anche solo per sedersi un attimo nel chiostro interno, circondati da silenzio e luce. E poi magari finire per scoprire un artista di cui non si era mai sentito parlare, ma che ci resterà dentro a lungo.

IVAM – Istituto Valenciano di Arte Moderna

Ci sono musei che sembrano farti un cenno da lontano, e altri che ti abbracciano appena entri. L’IVAM, a mio parere, fa entrambe le cose: ti incuriosisce con la sua architettura sobria e geometrica, e poi ti accoglie in un viaggio che è soprattutto mentale, oltre che estetico.

È il punto di riferimento dell’arte moderna e contemporanea a Valencia, con una collezione permanente che comprende opere di Julio González, ma anche mostre temporanee dal respiro internazionale. Minimalismo, arte concettuale, fotografia, urban culture, grandi nomi e nuove voci: tutto coesiste in un equilibrio raffinato, a tratti spiazzante. E la cosa più bella è che l’IVAM non ti chiede solo di guardare, ma di partecipare, di prendere posizione, di lasciarti cambiare un po’.

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Bombas Gens

C’è qualcosa di estremamente affascinante nei luoghi che rinascono. Bombas Gens ne è un esempio potente: un’ex fabbrica di pompe idrauliche trasformata in centro d’arte contemporanea e spazio culturale multidisciplinare. Già solo il contesto urbano in cui si inserisce, nel quartiere di Marxalenes, racconta una Valencia più autentica, meno da cartolina.

All’interno ti aspettano mostre d’arte visiva contemporanea, installazioni, fotografia, e anche una piccola chicca: un rifugio antiaereo della guerra civile scoperto durante i lavori di restauro. Bombas Gens è un luogo che pulsa, in continua evoluzione. Non è solo un museo, è una dichiarazione d’intenti. Un posto per chi cerca qualcosa di meno convenzionale, ma che resta addosso anche dopo la visita. Consiglio vivamente di partecipare a una delle visite guidate che raccontano la storia dell’edificio e dei suoi tanti ambienti nascosti. 

Credit: bombasgens.com

Museo delle Belle Arti

Se ti piace perderti nella pittura – quella che sa parlare senza bisogno di parole – il Museo delle Belle Arti di Valencia è una tappa obbligata. Situato in un elegante edificio azzurro e bianco affacciato sul Jardin del Turia, questo museo custodisce la storia artistica della città (e non solo) con una grazia silenziosa ma potente.

La collezione è vasta, e comprende opere dal XIV al XIX secolo. Spiccano i grandi maestri spagnoli, da Goya a Velázquez, ma anche artisti valenciani come Joaquín Sorolla, di cui si può seguire l’evoluzione luminosa e struggente del tratto. Camminare nelle sue sale è come fare un tuffo in un tempo sospeso, dove la luce filtra dai quadri e ti resta negli occhi anche dopo essere usciti.

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Museo delle Illusioni

Poi ci sono quei posti che non ti aspetti, e che ti sorprendono per il semplice fatto di non prendersi troppo sul serio. Il Museo delle Illusioni è così: uno spazio giocoso, interattivo, perfetto per spezzare il ritmo e ritrovare lo stupore più ingenuo e divertente.

Tra stanze capovolte, specchi ingannatori, giochi ottici e illusioni prospettiche, qui si entra con la curiosità e si esce con il telefono pieno di foto e qualche risata in più. È uno di quei musei che piacciono ai bambini, ma anche agli adulti disposti a dimenticare per un attimo la gravità delle cose. E in un viaggio, anche questo ha il suo valore.

Museo della Scienza

Se c’è un luogo che rappresenta la Valencia del futuro, quello è la Città delle Arti e delle Scienze, con il suo skyline fantascientifico e le geometrie che sembrano muoversi sotto il sole. Al suo interno, il Museo della Scienza è una tappa imperdibile, soprattutto se ti appassiona il rapporto tra tecnologia, natura e curiosità umana.

Niente esposizioni statiche: qui si tocca, si sperimenta, si esplora. Dalla fisica alle neuroscienze, dall’astronomia alla genetica, ogni sezione è pensata per coinvolgere anche chi non ha mai amato troppo le materie scientifiche. È uno di quei posti che ti ricordano quanto sia bello imparare giocando, e quanto la meraviglia possa nascere anche da un esperimento riuscito o da una domanda senza risposta.

Museo de la Seda

Tra tutti i musei di Valencia, questo è probabilmente quello che più racconta la sua identità storica. Il Museo de la Seda, ovvero il Museo della Seta, si trova in un edificio che un tempo ospitava il Collegio dell’Arte Maggiore della Seta, uno dei più importanti d’Europa.

Entrare qui significa fare un salto nel passato tessile della città, quando Valencia era uno snodo fondamentale nella produzione e nel commercio della seta. Tra telai antichi, abiti sontuosi e stanze che odorano ancora di storia, si scoprono saperi artigianali ormai quasi dimenticati. È un museo dal ritmo lento, che va assaporato. Un inno silenzioso alla bellezza delle mani che creano.

Fundación Bancaixa

Chiudo questa selezione dei musei da visitare a Valencia con un luogo che sa sempre sorprendere. La Fundación Bancaixa è una fondazione culturale che propone un programma ricchissimo di mostre temporanee, spesso dedicate ai grandi nomi dell’arte internazionale, da Picasso a Miró, passando per le avanguardie spagnole del ‘900.

Il bello di questo spazio è che cambia spesso volto, offrendo ogni volta qualcosa di diverso: pittura, fotografia, incisione, installazioni. Ed è anche uno dei musei più centrali e accessibili, perfetto per una sosta tra una passeggiata e l’altra nel cuore della città. La sua forza è nella varietà, ma anche nella cura con cui ogni mostra viene presentata. Un piccolo tesoro che sa come farsi notare, senza mai alzare la voce.

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Credit: www.fundacionbancaja.es

Valencia non è solo una città da vivere con la pelle – il sole, il vento, i mercati, le tapas – ma anche con gli occhi, la mente, e il cuore. I suoi musei sono parte integrante del suo fascino: luoghi dove l’arte non è solo qualcosa da osservare, ma un dialogo continuo tra chi crea e chi attraversa. Dieci musei, dieci modi per guardare Valencia da prospettive nuove, sorprendenti, emozionanti.

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