lisbona insolita

Lisbona insolita: itinerario tra luoghi segreti e quartieri autentici

Home / Europa / Lisbona insolita: itinerario tra luoghi segreti e quartieri autentici

Di Lisbona non ne ho mai abbastanza. Non faccio in tempo a terminare un viaggio che già penso a programmare il prossimo. Ma questa volta, giunta alla mia terza puntata nella capitale portoghese, e molte delle sue grandi meraviglie le avevo già viste, amate e raccontate altrove, cercavo una città diversa. E Lisbona ha fatto quello che le riesce meglio: sorprendermi di nuovo.

Per il mio terzo viaggio a Lisbona cercavo qualcosa di meno monumentale, meno “da lista delle cose da vedere”, più quotidiano e imprevedibile. Volevo infilarmi in quartieri quasi deserti, raggiungere giardini nascosti, attraversare il Tago, perdermi in posti di cui si parla poco ma che riescono comunque a raccontare tantissimo della città.

Perché il bello di Lisbona – e di tantissimi altri luoghi – è anche questo: non finisce dopo il primo viaggio. Anzi, secondo me comincia davvero quando smetti di rincorrere soltanto i grandi classici e inizi a lasciarti trascinare anche dalle deviazioni. Da un autobus preso quasi per caso. Da una terrazza dove fermarti a guardare il tramonto. Da un locale pieno di oggetti assurdi nel quale pensavi di restare mezz’ora e invece tiri tardi.

Così, tra monasteri meno battuti, serre tropicali, passeggiate sul lungofiume e paesini sull’altra sponda del Tago, ho scoperto una Lisbona insolita che mi ha fatta innamorare della città ancora una volta.

Cosa vedere per scoprire una Lisbona meno conosciuta

Palacio dos Marqueses de Fronteira

Tra i luoghi più belli scoperti durante questo viaggio a Lisbona devo assolutamente inserire il Palacio de Fronteira. Ne avevo già sentito parlare, avevo già curiosato tra mille fotografie su Instagram, ma nulla di tutto questo lo restituisce a pieno. Non avevo idea di quanto fosse bello.

Per raggiungerlo bisogna allontanarsi un po’ dal centro. Io ho preso la metro azzurra fino a Restauradores e poi il bus 770, attraversando una Lisbona molto più tranquilla e residenziale rispetto a quella a cui ero abituata. Già il tragitto contribuisce a dare la sensazione di stare andando verso qualcosa di diverso.

Il Palacio de Fronteira è una storica residenza nobiliare ancora privata e si percepisce immediatamente. Qui tutto sembra ancora vivo, autentico. Gli interni si visitano esclusivamente con guida, e vi consiglio davvero di non limitarvi soltanto ai giardini, anche se già quelli da soli valgono il viaggio.

Per me il cuore del Palacio sono stati proprio gli spazi esterni. Fontane decorate, terrazze, statue, pareti rivestite di azulejos e piccoli angoli ombreggiati dove fermarsi qualche minuto senza sentire praticamente alcun rumore. La città è lontana, e qui ti dimentichi completamente di essere in una capitale europea. Mi aspettavo una visita veloce e invece ci ho passato molto più tempo del previsto, semplicemente perché continuavo a trovare dettagli da osservare.

In totale considerate almeno un’ora e mezza tra visita guidata e giardini, anche qualcosa in più se amate fotografare. E soprattutto prenotate in anticipo: i tour sono organizzati a orari precisi e i posti non sono infiniti.

lisbona insolita giardino palacio fronteira

Monastero di São Vicente de Fora

Il Monastero di São Vicente de Fora era già finito nel mio precedente articolo sulle cose da vedere nella capitale portoghese, ma dato che parliamo di un sito abbastanza sottovalutato, ho pensato di inserirlo anche in questo itinerario della Lisbona insolita. Continuo a considerarlo uno dei monumenti più belli della città, e il quartiere attorno merita senza dubbio una sosta. E un aperitivo tra i vicoli.  

Per raggiungere il monastero bisogna salire verso Graça, il quartiere che domina l’Alfama dall’alto. Una zona che adoro perché riesce ad avere ancora qualcosa di autentico pur essendo centrale. Qui Lisbona rallenta leggermente, le strade si fanno più silenziose e i miradouros spuntano quasi all’improvviso tra una salita e l’altra.

Il monastero è magnifico già dall’esterno, ma è entrando che inizia davvero lo spettacolo. Corridoi luminosi, chiostri eleganti, sale decorate da azulejos incredibili che raccontano scene storiche e religiose con una cura impressionante. È uno di quei posti dove si finisce continuamente con il naso all’insù o a fotografare dettagli delle pareti.

A proposito di miradouros, quello che davvero non dovete perdere è la terrazza. Durante il mio viaggio precedente ero salita qui al tramonto e la luce aveva completamente trasformato il panorama. Il Tago rifletteva sfumature arancioni, i tetti rossi dell’Alfama sembravano accendersi uno a uno e il profilo del Panteão Nacional dominava gran parte della vista. Uno di quei momenti in cui Lisbona riesce a diventare perfino più bella di quanto la ricordassi.

Se capitate nei giorni giusti, subito fuori dal monastero troverete la Feira da Ladra, il mercato più famoso della città, pieno di oggetti vintage, vinili, libri, mobili e cianfrusaglie di ogni tipo. E dopo la visita vi consiglio assolutamente di fermarvi in zona per scoprire Graça.

cose da vedere a lisbona, monastero dio vicente de fora

Estufa Fria

L’Estufa Fria è stata una delle scoperte più felici di questo viaggio. Me l’aveva consigliata un amico ormai local, che sapeva perfettamente che mi avrebbe conquistata.

Il giardino dell’Estufa Fria si trova all’interno del Parque Eduardo VII, un enorme parco urbano elegantissimo già perfetto di suo per passeggiare lontano dal caos del centro storico. Ma appena si entra nell’Estufa Fria sembra davvero di cambiare città. 

Dentro la serra il rumore di Lisbona sparisce quasi completamente. Restano l’acqua che scorre, l’umidità, le foglie enormi delle piante tropicali e i piccoli sentieri che si intrecciano tra ponticelli, rocce e vegetazione fittissima. Alcuni punti sembrano usciti da un giardino botanico asiatico, altri ricordano una giungla costruita nel cuore della città.

La cosa che mi è piaciuta di più è stata la sensazione di isolamento. Fuori ci sono i grattacieli, il traffico, Avenida da Liberdade e la parte più moderna di Lisbona. Dentro il giardino, invece, sembra di vivere in un microcosmo. E io, come sempre, avrei potuto passare ore a fotografare foglie enormi e giochi di luce filtrati tra le piante.

Raggiungere l’Estufa Fria è piuttosto semplice con la metro e quando ci sono andata io l’ingresso era gratuito perché era domenica. Dopo la visita avevo continuato a camminare lungo Avenida da Liberdade fino a Rossio, attraversando una Lisbona elegante, moderna, quasi austera in certi punti. Ed è anche questo che continuo ad amare della capitale portoghese: la sua capacità di cambiare continuamente faccia.

Carnide

Carnide è probabilmente il posto più insolito che abbia inserito in questo itinerario. Non perché ci siano monumenti incredibili o cose imperdibili da vedere, ma proprio perché qui Lisbona sembra sparire completamente.

Ci ero andata semplicemente per curiosità. Dopo due viaggi passati a inseguire miradouros, monasteri e quartieri storici, volevo vedere anche qualcosa di più quotidiano. Un posto vissuto quasi soltanto dai residenti, lontano dall’immagine da cartolina della capitale portoghese.

E Carnide è esattamente questo. Un quartiere piccolo, tranquillo, quasi da paesino. Case basse, piazzette silenziose, bar frequentati dagli abitanti della zona e un’atmosfera che non sembra avere niente a che fare con il centro di Lisbona. Se non lo sapeste, difficilmente pensereste di trovarvi in una delle città più visitate d’Europa.

Non lo consiglio a tutti: arrivarci richiede un po’ di pazienza e non credo abbia senso inserirlo in un primo viaggio a Lisbona. Però a me è piaciuto proprio perché rappresentava qualcosa di diverso. Mi sono fermata per un caffè nella piazza principale, guardando le persone chiacchierare tranquillamente mentre le ore scorrevano lentissime. Nessuna fretta, nessun gruppo organizzato, nessuna fila. Quasi nessuno a parte me.

In meno di mezz’ora si gira praticamente tutto il centro del quartiere. Carnide, secondo me, non si visita davvero per “vedere”. Si visita per respirare un’altra atmosfera. Una Lisbona normale, quotidiana, lontana dalle fotografie perfette dei social.

Pavilhão Chinês

Non so nemmeno bene come descrivere il Pavilhão Chinês senza rischiare di sembrare esagerata. Perché questo posto è davvero assurdo nel senso migliore possibile.

Il locale si trova nel Bairro Alto, quindi in pieno centro, ed è anche piuttosto famoso. Eppure io ci sono entrata soltanto durante il mio ultimo viaggio a Lisbona. 

Più che un semplice bar sembra una gigantesca collezione privata trasformata in locale. Ovunque ci sono oggetti: modellini di aerei, soldatini, giocattoli vintage, fotografie, insegne, quadri, collezioni improbabili e vetrine piene di cose che continuano a comparire anche dopo mezz’ora che siete seduti allo stesso tavolo. Gli occhi non riescono mai a fermarsi davvero.

La cosa bella è che nonostante sia famosissimo mantiene comunque un’atmosfera particolare, quasi raccolta. Certo, nel weekend può riempirsi parecchio, ma il locale è enorme e composto da sale diverse. Io ci ero andata in una serata relativamente tranquilla e ci sono rimasta molto più del previsto, semplicemente perché stare lì dentro era parte dell’esperienza.

Fuori il Bairro Alto era il solito caos meraviglioso di persone, musica e locali pieni. Dentro invece, luci soffuse, il suono delle chiacchiere, bicchieri che tintinnano e quell’aria leggermente decadente che a Lisbona riesce sempre a rendere tutto più affascinante.

Oltre Belém, e fino alla Fundação Champalimaud

Per anni avevo sempre fatto la stessa cosa: arrivare alla Torre di Belém, fare le solite tappe nel quartiere e poi tornare indietro. Stavolta invece, sempre su consiglio del mio amico, ho continuato a camminare lungo il fiume. E ho scoperto una delle passeggiate più belle di Lisbona.

Superata la zona più turistica, improvvisamente cambia tutto. La folla diminuisce, il Tago sembra allargarsi ancora di più verso l’oceano e il lungofiume diventa molto più tranquillo. È il genere di passeggiata da fare senza fretta, magari nel tardo pomeriggio, quando Lisbona si tinge di una luce dorata.

Camminando si arriva fino alla Fundação Champalimaud, un centro di ricerca e ospedale privato dall’architettura modernissima. Linee bianche, curve futuristiche e grandi spazi aperti direttamente affacciati sul fiume.

Il miradouro della fondazione mi ha sorpresa tantissimo. Non è uno dei punti panoramici più conosciuti della città, eppure al tramonto diventa spettacolare. C’erano persone sedute sui gradoni a guardare il sole scendere sul Tago, qualcuno correva lungo il fiume e tutto sembrava immerso in una calma stranissima per essere comunque dentro una capitale.

È uno di quei posti che non finiscono nelle liste classiche su cosa vedere a Lisbona. E forse proprio per questo mi è piaciuto così tanto.

passeggiata lungo tejo lisbona

Miradouro de Santa Catarina

A Lisbona i miradouros sono ovunque, ma il Miradouro de Santa Catarina ha qualcosa di diverso. Più che un punto panoramico sembra un punto di ritrovo. 

Ci ero arrivata verso sera, dopo aver camminato parecchio tra Cais do Sodré e Bica. Il chioschetto del miradouro era pienissimo di persone con bicchieri in mano e gruppi seduti sui muretti ad ammirare il tramonto e aspettare la sera. Qui si mescolano tutti: turisti, studenti, residenti, persone appena uscite dal lavoro.

Il panorama è incredibile, ovviamente. Il Tago, il Ponte 25 de Abril sullo sfondo, i tetti di Lisbona e quella luce che cambia continuamente colore man mano che il sole scende. Ma ciò che mi è piaciuto davvero è stata l’atmosfera generale: più spontanea e più local rispetto ad altri miradouros.

Anche tutta la zona intorno merita tantissimo. Bica con le sue salite ripidissime e i locali pieni di gente, Cais do Sodré con la sua anima più caotica e notturna. È una parte di Lisbona che secondo me dà il meglio soprattutto la sera.

E forse è proprio questo il bello di Santa Catarina: non è soltanto un panorama. È un pezzo di città da vivere lentamente.

L’altra sponda del Tago 

Una delle esperienze più particolari che abbia fatto a Lisbona è stata attraversare il Tago e andare dall’altra parte del fiume. Basta davvero poco per ritrovarsi in un altro mondo.

Io sono andata a febbraio, dopo giorni di temporali fortissimi che avevano lasciato parecchi segni lungo la costa. Alcuni stabilimenti erano danneggiati, le spiagge deserte e in generale un’atmosfera un po’ sospesa che rendeva tutto ancora più suggestivo.

Per raggiungere questa zona si può percorrere in auto il ponte del XXV Aprile, oppure attraversare il Tago in traghetto e poi proseguire verso le diverse località turistiche con gli autobus locali. E già il viaggio vale la pena. Dal fiume Lisbona sembra enorme, luminosa, quasi teatrale.

Trafaria è un piccolo centro semplice, autentico, con il porto, le case basse e pochissima gente in giro. Da qui si può anche prendere il ferry che riporta verso Belém, attraversando di nuovo il Tago con una vista splendida sulla città.

Poi ci sono le spiagge di Costa da Caparica. Infinite. Selvagge in certi punti, soprattutto fuori stagione. Passerelle di legno, dune, vento fortissimo e oceano ovunque. Qui sembra quasi di stare in un’altra regione del Portogallo.

Ed è forse questo che mi ha colpita di più di questa terza puntata: capire quanto Lisbona riesca continuamente a cambiare faccia e ad appassionare, qualsiasi faccia decida di indossare. Monumentale e decadente, elegante e caotica, malinconica e luminosa. Ma sempre capace di farti venire voglia di tornare.

Leggi anche

Porto o Lisbona: quale visitare? | Cosa vedere a Porto, bellezza decadente del Portogallo | Cosa vedere in un giorno a Sintra | Viaggio nel Portogallo del Nord: cosa vedere in una settimana | Algarve: scoprire in una settimana il sud del Portogallo | Quali piatti assaggiare in Portogallo | Cosa fare a Madeira in primavera | Azzorre: consigli per un viaggio on the road

Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CONDIVIDI
Facebook
Twitter
Pinterest
WhatsApp
LinkedIn
Tumblr