trentasei anni della blogger di alla fine di un viaggio

Trentasei

Oggi sono trentasei.
Trenta + sei.
Venti + sedici.
Trentasei.

Che se i precedenti trenta possono anche avermi fatto una certa simpatia, questi trentasei non è che mi facciano proprio impazzire. Non tanto per la solita ansia da avvicinamento agli anta (avvicinamento sempre più rapido, peraltro). No, non credo sia (solo) questo il punto.
Semplicemente, non stringerei volentieri la mano a questi trentasei se mi si presentassero davanti. E il motivo sta nel carico di riflessioni che questo compleanno, più dei precedenti, si porta dietro.

Per cui vi avverto: oggi non ci saranno guide su cosa vedere, dove andare e cosa mangiare. Non si strizzerà l’occhiolino a Google, alla SEO e neanche ai trends. Oggi le uniche parole chiave siamo io e questi trenta+sei versati di getto sul piatto della bilancia.
Mi riservo uno spazio tutto mio.
Per cui, forse questo post non interesserà a nessuno, ma per una volta non fa niente. In fondo, questo blog, prima di diventare uno strumento di lavoro, era stato pensato per accogliere me e le mie riflessioni. Il motivo originario per cui l’ho creato, ormai quasi tre anni fa, è questo.

Se da un lato i trentasei non mi esaltano, dall’altro è pur vero che meritano comunque che io parta con il piede giusto. Per cui ho deciso: colgo la sfida. Giro la questione a mio favore. Decido di prendere quello che non mi va o che potrebbe andare meglio e trasformarlo in energia. Di fare di più e rimuginare meno.
Del resto, di cose belle da cui partire ce ne sono diverse. E le ho messe tutte sulla stessa bilancia in cui ho già messo i trentasei.
Idee, progetti, percorsi, grinta, novità, tanto per cominciare.
L’imminente ritorno in Sicilia, per proseguire.
Ancora, il sottile manto di neve che copre Bologna da ieri sera e che mi lusinga si sia posato proprio in queste ore.
E l’amore. Gli amici, quelli veri. Gli abbracci che riscaldano, le parole che sciolgono. Che, a pensarci bene, con mia immensa fortuna sono le uniche cose che in tutta la mia vita non mi sono mai, e dico mai, mancate.
I progetti di dieci, cento, mille viaggi. Dal borgo sotto casa fino alla fine del mondo. Dai luoghi più gettonati a quelli che difficilmente rientrano nelle Top 10.

trentasei anni di velia di alla fine di un viaggio

Ma, soprattutto, ci sono io. Con la speranza sempre accesa e i sogni sempre in movimento. Con le mie indecisioni e le miriadi di volte che ho cambiato idea, profilo, definizione, progetto, strada, percorso. Per poi tornare quasi sempre al punto di partenza, più forte di prima.
Io che, giorno dopo giorno, dettaglio dopo dettaglio, capisco che forma dare alla mia vita e mi impegno affinché la realtà sia fedele al ritratto che ho dipinto in testa. Io che a volte corro e altre volte vorrei afferrare il tempo. Io che accumulo libri. Io che non parlo ma scrivo, e del resto la scrittura è chiave e ragione di tutto. Il modo migliore che abbia mai trovato per mettere i puntini sulle i.
Io, con il mio sagittario interiore perennemente scalpitante, per cui quando sono in un posto vorrei sempre essere altrove. 

Oggi, proprio io chiamo all’appello idee, indecisioni, sogni, progetti, fantasie e sagittari, di modo che grinta e voglia di cambiare non manchino mai. E anzi con il tempo siano più vive e sicure, affinché la mia vita somigli sempre di più al ritratto che ho in mente e io alla donna che mi piacerebbe essere.
Su quel benedetto piatto della bilancia metto tutto quello che questi trentasei anni hanno visto: le strade imboccate e le occasioni perse; le persone andate e quelle rimaste; le città in cui ho vissuto e le tante in cui avrei voluto vivere; le case che ho abitato e quelle (poche, si spera) che ancora mi aspettano; le decisioni ottime e i rimpianti; le cicatrici che piano piano spariscono e quelle che invece non se ne andranno mai; i viaggi che ho fatto, quelli che devo ancora fare e quelli che resteranno per sempre solo un sogno; i momenti felici e quelli in cui, invece, mi è toccato piangere. Non manca niente, insomma.

Per cui, cari trentasei anni, sfidatemi pure. La mano non ve la stringo ma la sfida la accetto e porto con me il bagaglio giusto per vincerla. Anzi, vi dirò di più: quasi quasi spero che, d’ora in avanti, ogni compleanno mi stia un po’ più antipatico del precedente. Di modo che le sfide si facciano più interessanti e io possa coglierle. E che la voglia di fare e continuare a cambiare non mi lasci mai.

 

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2 Comments
  • Ambra
    Posted at 23:09h, 17 dicembre Rispondi

    Ti voglio tanto bene ponchiona

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 08:33h, 18 dicembre Rispondi

      Occhio che poi consumi i giga <3

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