Monastero di Rila

Visita al Monastero di Rila in Bulgaria

Mi è appena venuto in mente che una settimana fa, esattamente a quest’ora, ero sulla corriera con direzione Monastero di Rila (apro parentesi: che strano dire “corriera”. Di solito uso il termine “bus”, anche perché “corriera” nella mia testa ha un non so che di vintage. Ma stavolta, chissà perché, pensando a quello specifico viaggio mi suona più appropriato dire “corriera”. Chiudo l’interessantissima parentesi). Una corriera partita da una stazione un tantino fuori mano rispetto al centro di Sofia, diretta verso uno dei più importanti siti dichiarati patrimonio Unesco della Bulgaria.

Nei giorni precedenti il viaggio, quando ero alle prese con la costruzione del mio itinerario bulgaro, di foto sul Monastero di Rila ne avevo viste tante. Mi aspettavo qualcosa di unico, di grande, una di quelle mete assolutamente da non perdere se ci si reca da quelle parti.
Ebbene, tutto questo è niente. Niente, nada de nada, zero assoluto.

Porta laterale del Monastero di Rila

Perché non si può neanche lontanamente immaginare quello che ci si ritrova davanti una volta varcato il piccolo arco d’ingresso al cortile del monastero. Nel momento stesso in cui mi sono trovata lì tutte le immagini e le fotografie viste in precedenza si sono dissolte. Trovarsi quell’infinita grandezza dal vivo è tutta un’altra cosa.
Una cosa indescrivibile davanti alla quale la bocca rimane spalancata per minuti (o forse ore), gli occhi si fanno in quattro per rincorrere all’impazzata ogni singola sfumatura dipinta su quelle pareti. Lo sguardo non sa più dove poggiarsi. Non si finisce mai di ammirare. Ci vorrebbero giorni e giorni di ammirazione per cogliere tutto e forse neanche basterebbero. Un po’ come accade quando ci si trova all’interno della Chiesa di Boyana di Sofia ma molto, molto più in grande. 

Fontana del Monastero di Rila

Quando ti trovi al Monastero di Rila vorresti che la tua fotocamera potesse riprendere tutto, senza lasciar indietro nessun particolare. Vorresti poter immortalare ogni affresco e ogni scena rappresentata su quei muri. Così come la fontana, gli archi degli edifici residenziali, le cupole, i giganteschi sampietrini che ricoprono la pavimentazione dell’intero cortile (per i quali, sappiate, nessun paio di scarpe è abbastanza comodo). 

C’è una vecchia torre, proprio accanto al monastero. Le sue scale piccole e strette conducono a un’altezza tale per cui sembra quasi di poter toccare le cupole in cima alla chiesa. E con lo sguardo puoi finalmente abbracciare anche i monti circostanti, un tappeto verdissimo che diventa la cornice ideale per una tale meraviglia.

Cupole del Monastero di Rila

Vi ho già parlato diverse volte di quanto sia tangibile l’aura mistica degli edifici religiosi in Bulgaria. Al Monastero di Rila l’aura sopravvive nonostante i selfie dei turisti. È come se lo spirito del luogo, la sua storia e le varie ricostruzioni che lo hanno visto protagonista riuscissero in qualche modo ad andare oltre, a sollevarsi rispetto alle voci dei visitatori e i loro flash.
Io non sono credente. Ma un fascino del genere ti avvolge a prescindere dalle credenze personali.

Affreschi del Monastero di Rila

Monastero di Rila: un viaggio in corriera da ricordare

Misticismi a parte, la mia giornata in viaggio da e per il Monastero di Rila ha anche altro da raccontare.
C’è ad esempio il baracchino della stazione sperduta di Sofia dove, già alle 9 del mattino, si grigliano cevapi a più non posso. C’è la corriera con i posti stretti e le scritte in tedesco. C’è l’autista finto burbero che con voce cavernicola intima ai passeggeri che salgono sulla corriera di non sedersi nei posti subito dietro di lui. C’è ancora lo stesso autista che mentre guida per strade e paesini di campagna fuma e parla ininterrottamente al cellulare.
C’è la fame insaziabile delle due del pomeriggio messa a tacere con tre polpette fatte fare in fretta e furia e portate via in preda all’ansia di perdere la corriera del ritorno.
Ci sono gli scorci di una Bulgaria rurale che passano dal finestrino, paesi e cittadine dove può capitare di vedere i rami delle vigne arrampicarsi lungo gli usci come se volessero entrare in casa. Dove grandi corone di peperoncini rossi vengono fieramente esposte in balcone.
Ancora, c’è la micro stazione di Rila dalla quale non passa nessuno e dove tutto pare fermo da secoli. Tutto eccetto il business della vecchina che ti chiede un quarto di euro per l’accesso al gabinetto.
Ci sono i campi di mais, gli orti, i trattorini, i mini market.

Stazione dei bus del Monastero di Rila

Immagini, paesaggi, scene di vita che non avrei mai messo in conto di vedere. Il viaggio in corriera per il Monastero di Rila si è trasformato così in un viaggio nei meandri di una Bulgaria autentica,  qualcosa che nelle guide di solito non viene mostrato. O che dal finestrino di un aereo difficilmente puoi scorgere. E io sono stata felice di conoscerla, questa Bulgaria inedita.

Come arrivare al Monastero di Rila da Sofia

Vi basterà una veloce googlata per scoprire che diversi tour operator e agenzie turistiche organizzano tutti i giorni visite guidate al Monastero di Rila con partenza da Sofia e includendo nel prezzo il bus, la guida e il pranzo.
Io ho optato per una soluzione più fai da te: niente guida e niente pranzo ma un bel biglietto di andata e ritorno con i bus di Rila Express.
Il bus di Rila Express parte da Sofia (da una stazione dei bus abbastanza periferica, io ci sono arrivata in taxi perché con i mezzi pubblici si impiega troppo tempo) alle ore 10.20 e arriva al monastero intorno alle 13. Al ritorno, si riparte alle 15.00 e si arriva a Sofia alle 17.20 circa. Costo totale del viaggio A/R: 22 leva (11 euro) a persona. I biglietti li ho acquistati direttamente sul bus dall’autista finto burbero.
Rila Express fa ogni giorno una sola corsa ad andare e una sola a tornare, quindi è importante che tu non perda nessuna delle due. Quando arrivi a Rila hai due ore esatte di tempo per visitare il monastero prima di risalire sul bus e tornare a Sofia. L’autista rimane fermo al monastero fino all’ora della partenza, tipo gita scolastica. Occhio però che non aspetta che ci siano tutti i passeggeri, all’orario preciso mette in moto e se ne va.

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