Santorini cosa vedere: 10 luoghi da non perdere sull’isola
Santorini è un’icona mondiale, un manifesto visivo delle Cicladi e una delle destinazioni più desiderate d’Europa. Tuttavia, limitarsi ai punti panoramici da copertina significa cogliere soltanto una frazione del suo valore. Santorini è il risultato di un’imponente eruzione vulcanica avvenuta nel Tardo Età del Bronzo (attorno al 1600 a.C.), evento che ne ha letteralmente sventrato il cuore geologico creando la caldera più spettacolare del Mediterraneo.
Oltre alla vivace vita notturna e ai resort di lusso con piscina infinity, l’antica Thera custodisce un patrimonio storico inestimabile: siti archeologici unici al mondo, fortezze veneziane, architettura bizantina, villaggi tradizionali dell’entroterra e viticoltura eroica su suoli vulcanici.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Santorini per un itinerario bilanciato ed esaustivo, questa guida d’autore ti accompagnerà passo dopo passo tra le 10 tappe imprescindibili, arricchite da consigli pratici di viaggio, dati geologici e note di cultura locale.
Santorini, cosa vedere: itinerario e guida pratica
Oia: Il villaggio simbolo di Santorini
Situata all’estremità nord-ovest di Santorini, Oia (pronuncia Ia), rappresenta nell’immaginario collettivo il prototipo assoluto del borgo cicladico. Drammaticamente aggrappata al bordo verticale della caldera ad un’altezza che varia tra i 70 e i 150 metri sul livello del mare, la cittadina regala una prospettiva d’insieme ineguagliabile sull’intero bacino vulcanico, offrendo una vista privilegiata sugli isolotti di Nea Kameni, Palea Kameni e sulla vicina isola di Thirasia.
Oia è un vero e proprio capolavoro d’architettura spontanea e ingegneria geologica: un labirinto ipnotico di vicoli pedonali lastricati in marmo bianco, archi a volta, mulini a vento d’epoca e chiesette bizantine dai dettagli minuziosi. Il contrasto visivo è unico al mondo e gioca su un dualismo cromatico straordinario: il bianco candido della calce viva applicata sulle pareti incontra il blu cobalto profondo delle cupole e dei serramenti, il tutto incorniciato dal rosso scuro e dal nero delle imponenti stratificazioni di roccia lavica a picco sulle acque cristalline del mar Egeo. Passeggiare per Oia significa vivere un’esperienza sensoriale continua, dove l’aria salmastra si fonde con i profumi della cucina locale, offrendo scorci panoramici che cambiano tonalità di luce ad ogni ora del giorno.

Architettura tradizionale: Yposkafa e Dimore Capitanali
L’impianto urbanistico e socio-spaziale di Oia non è frutto del caso, ma la fotografia nitida della gerarchia sociale che caratterizzava Santorini tra il XIX e l’inizio del XX secolo. In quell’epoca d’oro, il villaggio (noto anche come Pano Meria) vantava una maestosa flotta mercantile in grado di dominare le rotte commerciali del mar Nero, della Russia e del Levante. Questa rigida divisione di classe si riflesse nettamente nella tipologia abitativa:
- Le case a grotta (yposkafa) – Situate lungo il ripido bordo interno della scogliera, erano le abitazioni ipogee dei marinai, dei carpentieri navali e della popolazione meno abbiente. Scavate a mano direttamente nella roccia di tufo, pomice e cenere vulcanica, queste strutture presentano una facciata stretta e un corpo che si sviluppa profondamente all’interno della scogliera. Oggi, attraverso attenti interventi di restauro conservativo, molte yposkafa sono state convertite in boutique hotel di lusso e luxury suite con piscine private e vasche idromassaggio affacciate sulla caldera.
- Le Case dei Capitani (kapetanospita) – Situate sulla sommità pianeggiante del crinale, lungo la raffinata via pedonale marmo-lastricata, svettano le eleganti dimore padronali dei proprietari di navi e dei capitani. A differenza delle case a grotta, queste strutture sono parzialmente o interamente fuori terra, caratterizzate da una solenne architettura neoclassica con marcate influenze rinascimentali veneziane: facciate simmetriche, soffitti alti a cassettoni, ampi cortili privati in pietra e dettagli decorativi in tufo rosso.
Il tramonto dal Castello di Agios Nikolaos
Raggiungendo la punta più occidentale del borgo si incontrano i resti del Castello di Agios Nikolaos, una delle cinque fortezze veneziane erette a Santorini nel XV secolo sotto il dominio dei Ducas, una delle dinastie aristocratiche più illustri e potenti dell’Impero Bizantino, per proteggere la popolazione dalle continue incursioni dei pirati ottomani. Sebbene gran parte del complesso sia crollata in mare durante il sisma del 1956, la torre di guardia residua e i bastioni rimasti costituiscono il punto d’osservazione panoramico più famoso dell’intero mar Egeo per ammirare il tramonto.
Consiglio da insider: Durante l’alta stagione (da giugno a settembre), la spianata del kastro si satura di centinaia di viaggiatori già due o tre ore prima del calar del sole. Per vivere la magia di Oia in modo rilassante, intimo e autentico, visita il villaggio al sorgere del sole (tra le 6:00 e le 7:30 del mattino).
Fira, il cuore battente dell’isola, e il Museo di Thera Preistorica
Fira (o Thira) è il vibrante capoluogo amministrativo, culturale ed economico di Santorini. Arroccata spettacolarmente sul bordo occidentale della caldera a circa 260 metri di altitudine, la cittadina offre uno dei panorami più spalancati ed emozionanti sull’intero bacino vulcanico, abbracciando con lo sguardo gli isolotti di Nea e Palea Kameni, la vicina Thirasia e il profilo allungato dell’isola verso il promontorio di Akrotiri.
Dal punto di vista urbanistico, Fira si presenta come un affascinante e dinamico labirinto di vicoli pedonali lastricati, rampe di scalinate in pietra vulcanica, archi bianchissimi e terrazze panoramiche sospese sul vuoto. È il cuore pulsante delle attività commerciali dell’isola: lungo le sue vie principali si susseguono eleganti boutique di alta moda, rinomate gioiellerie artigianali, gallerie d’arte locale, ristoranti gourmet e raffinati cocktail bar con terrazze affacciate direttamente sul tramonto.
Consiglio da insider: Fira è un crocevia dinamico, ma nelle ore centrali della giornata (specie tra le 11:00 e le 16:00) si affolla enormemente per lo sbarco dei passeggeri dalle navi da crociera. Il trucco ideale è esplorarla al mattino presto (entro le 9:00) per goderti la cittadina in totale tranquillità.

Il Museo di Thera Preistorica
Se desideri davvero decifrare la complessa identità di Santorini al di là dell’estetica da cartolina, devi visitare assolutamente il Museo di Thera Preistorica. Situato nel cuore di Fira, a pochi passi dalla Cattedrale Ortodossa, questo spazio espositivo custodisce il patrimonio archeologico rinvenuto durante le campagne di scavo condotte a partire dal 1967 nell’insediamento di Akrotiri, integrato da reperti provenienti da altri siti minori dell’isola.
Il percorso museale offre un viaggio cronologico che illustra l’evoluzione culturale, sociale ed economica dell’antica Thera: da modesto villaggio di pescatori del Tardo Neolitico a colossale potenza commerciale e marittima dell’Età del Bronzo (XVII secolo a.C.), perfettamente integrata nelle rotte d’oltremare con Creta minoica, l’Egitto, Cipro e il Levante.
I tesori e le opere simbolo da non perdere:
- L’Affresco delle Scimmie Blu – Un capolavoro cromatico dell’arte egea in cui sono raffigurate scimmie africane nell’atto di arrampicarsi su pareti rocciose vulcaniche. L’accuratezza anatomica dimostra gli stretti e diretti contatti commerciali e culturali intercorsi tra la comunità di Santorini e l’Africa settentrionale.
- La Statuetta dello Stambecco d’Oro – Ritrovata nel dicembre del 1999, è l’unico oggetto in metallo prezioso rinvenuto nell’intero sito di Akrotiri. Questa statuetta finemente sbalzata testimonia l’incredibile maestria orafa locale e solleva affascinanti interrogativi sui riti religiosi della città preistorica.
Consiglio da insider: Il Museo di Thera Preistorica e il sito archeologico di Akrotiri costituiscono due metà dello stesso racconto. Per un’assimilazione ottimale della storia dell’isola, visita prima il museo a Fira per ammirare da vicino le pitture murali e gli oggetti d’uso quotidiano, e poi raggiungi il sito archeologico ad Akrotiri per osservare gli edifici a più piani in cui quegli stessi oggetti venivano impiegati.
Il Porto Vecchio e la Funivia
Incastonato ai piedi della parete rocciosa verticale su cui sorge Fira, a circa 220 metri di dislivello sottostante, si trova l’antico scalo dell’isola: il Porto Vecchio di Fira (noto anche come Gialos). In passato principale punto d’accesso per merci e viaggiatori, oggi il porticciolo è il punto di imbarco privilegiato per le escursioni in barca dirette al vulcano (Nea e Palea Kameni) e verso l’isola di Thirasia, oltre ad accogliere i tender delle grandi navi da crociera.
Per collegare il centro urbano di Fira al mare sottostante, i visitatori hanno a disposizione tre modalità di spostamento, ciascuna con caratteristiche ben precise:
- La Funivia (Santorini Cable Car): Rappresenta il mezzo più rapido e panoramico per superare la parete vulcanica. In circa 3 minuti di corsa, le sue cabine panoramiche coprono un dislivello di 220 metri regalando una spettacolare vista “a volo d’uccello” sulla caldera. Nelle ore di punta estive, in coincidenza con lo sbarco dei passeggeri delle navi da crociera, si possono formare attese prolungate alla stazione.
- A piedi lungo la Scalinata Storica – Una suggestiva passeggiata lastricata in pietra scura che si snoda a tornanti lungo il fianco della scogliera. Percorrere i famosi 588 gradini numerati è un’esperienza altamente panoramica e rilassante soprattutto in discesa (richiede circa 20-30 minuti), offrendo angoli fotografici unici ad ogni curva.
- In groppa ai muli – L’utilizzo dei muli e degli asinelli per il trasporto dei turisti lungo la scalinata è una tradizione del passato che oggi presenta evidenti criticità. Diverse associazioni internazionali e locali per la tutela degli animali da anni denunciano le ridotte condizioni di benessere degli animali sottoposti a sforzi continui sotto il sole estivo e su gradini scivolosi.
Consiglio da insider – La combinazione ideale per ottimizzare tempi ed energie consiste nel prendere la funivia in salita dal Porto Vecchio verso Fira (evitando la fatica della scalata) e percorrere la scalinata a piedi in discesa quando ci si reca ad imbarcarsi per l’escursione al vulcano.
Il sito archeologico di Akrotiri: La “Pompei dell’Egeo”
Situato nella punta sud-occidentale dell’isola, a circa 15 chilometri dal capoluogo Fira, il sito archeologico di Akrotirirappresenta una delle scoperte archeologiche più straordinarie e affascinanti dell’intero bacino del Mediterraneo. Più che una semplice tappa culturale, Akrotiri è un vero e proprio viaggio nel tempo che permette di toccare con mano la grandezza delle civiltà egee prima della spaventosa eruzione vulcanica che ridefinì per sempre la geografia di Santorini.
I primi insediamenti nell’area risalgono addirittura al V millennio a.C. (Tardo Neolitico), ma fu durante il II millennio a.C. che Akrotiri si trasformò in una fiorente metropoli commerciale e marittima. La sua posizione geografica baricentrica la rese lo snodo ideale per le rotte commerciali dell’Età del Bronzo, connettendo la Creta minoica con la Grecia continentale, Cipro, l’Egitto e le coste del Levante.
Attorno al 1600 a.C., una catastrofica eruzione vulcanica squarciò l’isola. Proprio come avvenne a Pompei oltre sedici secoli più tardi, un imponente mantello di cenere e pomice vulcanica alto oltre sessanta metri avvolse e “congelò” la città. Questo guscio protettivo naturale ha preservato per oltre tre millenni e mezzo la struttura urbana dell’insediamento: edifici a due e tre piani, complessi sistemi di isolamento acustico e termico, eleganti facciate in pietra da taglio, reti fognarie avanzate collegate alle singole abitazioni e complessi impianti di canalizzazione per l’acqua calda e fredda che testimoniano un tenore di vita ed una raffinatezza ingegneristica senza pari.

Cosa rende il sito di Akrotiri unico al mondo:
- Assenza di resti umani e tesori preziosi: A differenza della tragedia di Pompei, gli scavi avviati nel 1967 dal celebre archeologo greco Spyridon Marinatos non hanno portato al ritrovamento di scheletri, salme né grandi quantità di gioielli d’oro o metalli rari. Questo dettaglio suggerisce che una serie di intensi terremoti premonitori avvisò la popolazione in anticipo, consentendo un’evacuazione organizzata e la messa in salvo dei beni più preziosi prima della fase eruttiva letale.
- Le iconiche pitture murali e la quotidianità: La cenere ha preservato dipinti parietali di rara bellezza, ricchi di pigmenti naturali rossi, gialli e blu, che raffiguravano scene di vita marittima, rituali religiosi e paesaggi esotici.
- Una copertura bioclimatica all’avanguardia: Per proteggere i delicati resti di mattoni di fango, tufo e legno dagli agenti atmosferici e dall’irraggiamento solare, il sito è oggi racchiuso sotto una spettacolare struttura bioclimatica in legno e acciaio. L’impianto mantiene una temperatura e un’umidità costanti, mentre un sistema di passarelle sospese e percorsi sopraelevati accessibili permette ai visitatori di passeggiare letteralmente al di sopra delle antiche strade preistoriche.
- Il legame con il Mito di Atlantide: La fine improvvisa di una civiltà così evoluta, prospera e tecnologicamente avanzata, sommersa ed inghiottita dal mare a seguito dell’esplosione vulcanica, ha portato numerosi storici, studiosi e filosofi, a partire dalle teorie elaborate da Platone a identificare Santorini ed Akrotiri con la leggendaria isola scomparsa di Atlantide.
Consiglio da insider – Il sito si trova a breve distanza da Red Beach, rendendo naturale abbinare archeologia e paesaggio nella stessa mezza giornata. Inoltre, ricorda che le pitture murali originali e gli oggetti d’oro rinvenuti ad Akrotiri non sono conservati qui, ma sono esposti nelle sale climatizzate del Museo della Thera Preistorica a Fira: effettua la visita ad entrambi per completare perfettamente il quadro storico dell’isola.
L’Antica Thera
Immergersi nell’Antica Thera significa scoprire un volto di Santorini completamente diverso dalle sue abituali architetture candide e dalle spiagge vulcaniche. Situata sull’imponente e brullo promontorio roccioso del Mesa Vouno, ad un’altitudine di 360 metri sul livello del mare, la città antica domina lo spartiacque naturale tra le due celebri località balneari di Kamari e Perissa. La sua posizione strategica, arroccata su una cresta calcarea stretta e scoscesa, garantiva una difesa naturale imbattibile e un controllo visivo totale sulle rotte marittime dell’Egeo meridionale.
A differenza dell’insediamento preistorico di Akrotiri (sepolto dall’eruzione del 1600 a.C.), l’Antica Thera racconta la storia dell’isola riabitata secoli dopo la catastrofe vulcanica. Fu fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni Dori provenienti da Sparta, guidati dal re Theras — figura mitologica da cui l’isola prese il suo nome storico ufficiale.
La città conobbe una lunghissima continuità abitativa di oltre millecinquecento anni, trasformandosi da semplice avamposto militare ad un fiorente centro urbano ed amministrativo durante l’epoca ellenistica e mantenendo grande rilievo anche in epoca romana e bizantina, prima di essere definitivamente abbandonata nel IX secolo d.C. a causa delle frequenti incursioni piratesche.
Elementi chiave ed itinerario archeologico da non perdere
L’area archeologica si sviluppa per oltre 800 metri lungo la spina dorsale della montagna, organizzata attorno ad un’asse stradale principale (Platia) ed edificata su complessi terrazzamenti artificiali per superare l’asprezza del rilievo roccioso:
- L’Agorà e la Basilike Stoa: Il cuore pulsante della vita pubblica, commerciale e giudiziaria. L’Agorà si divide in tre sezioni consecutive ed è affiancata dalla maestosa Basilike Stoa, un lungo porticato dorico di epoca romana in cui sono stati rinvenuti ritratti e sculture della famiglia imperiale.
- Il Santuario di Apollo Pythios e il Ginnasio dei Giovani (Gymnopaidiai): Situati nell’estremità meridionale del sito, costituiscono la zona sacra più antica. Qui i giovani spartiati e dori si allenavano nelle discipline atletiche e partecipavano ai rituali religiosi dedicati ad Apollo.
- Il Teatro Ellenistico: Costruito nel II secolo a.C. e successivamente ristrutturato in epoca romana, poteva accogliere fino a 1.500 spettatori. La sua peculiarità unica è l’orientamento verso est: sedendosi sulle gradinate scavate nella roccia si gode di una vista mozzafiato a strapiombo sul Mar Egeo, una delle quinte teatrali naturali più scenografiche del mondo antico.
- I Tempietti di Artemide Efesia e Dioniso: Eleganti strutture sacre che mostrano la stratificazione di diversi culti religiosi insediatisi nell’isola durante l’era ellenistica.
Consiglio da insider – La cima del Mesa Vouno è totalmente isolata e sferzata dal vento Meltemi: porta sempre con te una giacca a vento leggera, anche in pieno agosto. Il sito è completamente privo di ombra e punti ristoro, quindi sono indispensabili abbondante acqua, cappello e crema solare. Infine, indossa tassativamente scarpe da trekking o da ginnastica con grip: il terreno archeologico è disconnesso, pietroso e scivoloso.

Il Monastero del Profitis Ilias
Lasciandosi alle spalle i vicoli intimi del borgo di Pyrgos e risalendo un’emozionante strada panoramica a tornanti, si raggiunge la vetta del monte Profitis Ilias (Profeta Elia). Con i suoi 567 metri di altitudine sul livello del mare, questo è in assoluto il punto più elevato dell’intera isola di Santorini. Sulla sua cima rocciosa sorge solenne il Monastero del Profitis Ilias, un’imponente struttura fortificata fondata nel 1711 da due monaci fratelli originari del posto.
Oltre a rappresentare un punto di riferimento religioso per la comunità locale, il monastero custodisce un patrimonio storico e culturale di inestimabile valore. Al suo interno si trova un piccolo ma curatissimo museo che raccoglie una collezione rara di icone bizantine d’epoca, paramenti sacri finemente ricamati, manoscritti storici di grande pregio e persino vecchi attrezzi legati all’artigianato e alla viticoltura locale. La struttura ha inoltre svolto un ruolo patriottico fondamentale durante i secoli della dominazione ottomana: tra le sue spesse mura in pietra trovava infatti rifugio una Kryfo Scholio (la “scuola segreta”), dove i monaci insegnavano clandestinamente ai giovani dell’isola a leggere, scrivere e preservare la lingua, la fede e l’identità culturale greca.
Tuttavia, a rendere questo luogo una tappa davvero imperdibile è la sua posizione geografica dominata da una prospettiva d’insieme unica al mondo. Il cortile e le terrazze esterne del monastero costituiscono il punto panoramico definitivo per scattare foto d’insieme su tutta Santorini: nelle giornate più limpide e tersi, spazzate dal vento, lo sguardo si spinge ben oltre i confini dell’isola, spaziando sulle acque dell’Egeo fino a scorgere i profili delle vicine Cicladi come Ios, Naxos, Amorgos e perfino le montagne settentrionali dell’isola di Creta.
Consiglio da insider: Il monastero è un luogo di culto attivo e silenzioso: per accedere alla chiesa e al museo è richiesto un abbigliamento consono e decoroso (spalle e ginocchia coperte). La cima del monte è completamente esposta agli elementi naturali e spesso sferzata da forti raffiche di vento: porta sempre con te una giacca a vento o una maglia leggera, anche nelle calde giornate estive.

Panagia Episkopi: Il gioiello bizantino dell’entroterra
Nel cuore dell’entroterra di Santorini, adagiata nel tranquillo villaggio di Mesa Gonia (noto anche come Episkopi Gonia), sorge la suggestiva chiesa di Panagia Episkopi. Non si tratta di un semplice edificio religioso, ma del monumento bizantino più antico e storicamente rilevante di tutta l’isola.
Fondata alla fine dell’XI secolo per volere diretto dell’imperatore bizantino Alessio I Comneno, Panagia Episkopi ha svolto per secoli la funzione di sede vescovile dell’isola. La sua imponente struttura a croce greca cupolata ha superato miracolosamente prove storiche estreme: dalle scorrerie dei pirati alle dominazioni straniere (veneziana prima e ottomana poi), passando per il disastroso incendio del 1915 e il violento terremoto del 1956. Visitandola oggi, è possibile scorgere le affascinanti tracce di questa storia complessa, come il piccolo ambiente aggiunto nel XVIII secolo per consentire la convivenza del culto ortodosso e di quello cattolico sotto lo stesso tetto.
Varcarne la soglia rivela tesori d’arte sacra di inestimabile valore storico e artistico:
- L’Iconostasi in marmo: Considerata uno dei rarissimi e più raffinati esempi intatti di tramezzo d’altare di epoca medio-bizantina giunti fino a noi. Scolpita finemente in marmo, l’opera si distingue per i suoi straordinari intarsi decorativi realizzati mediante un’antica tecnica d’ispirazione araba che riempiva le incisioni della pietra con una miscela speciale di cera e resina scura.
- L’Icona della Panagia Glykofilousa: Il bene più prezioso della chiesa è la veneratissima icona portatile del XII secolo raffigurante la Madonna del Dolce Bacio, che ritrae la Vergine nell’atto di abbracciare teneramente il Bambino.
- I cicli di affreschi medievali: Sebbene gran parte delle pitture parietali originali sia andata perduta a causa dell’umidità e della secolare copertura a intonaco applicata durante la dominazione ottomana, i complessi lavori di restauro hanno portato alla luce straordinari frammenti di affreschi risalenti all’XI e XII secolo. I volti dei santi e le scene bibliche visibili nelle cappelle laterali e sulle volte offrono una testimonianza rara e toccante della pittura bizantina delle Cicladi.
Consiglio da insider: Trattandosi di una chiesa bizantina attiva e di profonda devozione per la comunità locale, la visita richiede una particolare sensibilità: indossa un abbigliamento decoroso e consono (spalle e ginocchia coperte) e mantieni il massimo silenzio sia all’interno che nei cortili. Ricorda inoltre che all’interno della struttura è severamente vietato scattare fotografie con il flash o riprendere i fedeli durante le funzioni religiose.

Imerovigli e il trekking alla Rocca di Skaros
Soprannominata “Il Balcone dell’Egeo”, Imerovigli occupa il punto geograficamente più elevato di tutto il ciglio della caldera, raggiungendo circa 300 metri di altitudine sul livello del mare. A differenza della vicina e frenetica Fira, Imerovigli si distingue per un’atmosfera decisamente più intima, raffinata ed esclusiva. La sua posizione d’altitudine regala la vista frontale più nitida, spalancata e spettacolare sull’intero bacino vulcanico e sul tramonto egeo.
Avventura alla roccia di Skaros: La capitale dimenticata
Proiettata in modo maestoso verso il mare proprio di fronte alle scogliere di Imerovigli si erge la roccia di Skaros, un’imponente e scultorea formazione rocciosa di origine vulcanica. Oggi la roccia appare come uno sperone nudo e selvaggio, ma nel Medioevo rappresentava il cuore pulsante e amministrativo di Santorini.
A partire dal XIII secolo, durante la dominazione veneziana guidata dalla nobile famiglia Sanudo, Skaros fu trasformata nella capitale fortificata dell’isola. La rocca ospitava un insediamento cinto da mura con centinaia di abitazioni, palazzi nobiliari, monasteri e un castello ritenuto del tutto inespugnabile contro gli attacchi dei pirati grazie alle sue pareti di roccia a strapiombo. Tuttavia, non furono le invasioni umane a determinarne la fine, bensì la forza imprevedibile della natura: le continue scosse di terremoto e le eruzioni del vicino vulcano Nea Kameni tra il XVII e il XVIII secolo danneggiarono gravemente le strutture, spingendo gli abitanti ad abbandonare gradualmente la fortezza per trasferirsi nella più sicura Fira.
Percorso di trekking da Imerovigli a Skaros Rock
L’escursione verso Skaros Rock è uno dei trekking brevi più iconici ed emozionanti di tutta Santorini, ideale per chi desidera combinare storia, attività all’aria aperta e scorci fotografici memorabili.
- La partenza e la discesa – Il punto di partenza ideale si trova nei pressi della suggestiva chiesa di Panagia Malteza o lungo il sentiero pedonale principale di Imerovigli. Da qui si imbocca una lunga scalinata in pietra scura che scende lungo la scogliera verso la stretta striscia d’terra (istmo) che collega il villaggio alla roccia.
- La salita e il sentiero ad anello – Superato l’istmo, il sentiero principale circonda la base della formazione rocciosa offrendo viste mozzafiato sulla parete verticale di Imerovigli.
- La Chiesa di Panagia Theoskepasti – Proseguendo lungo il sentiero che gira attorno al versante posteriore, si scende attraverso una scalinata verso uno dei luoghi più magici ed idilliaci dell’isola: la cappella bianca di Panagia Theoskepasti. Costruita su una terrazza rocciosa a sbalzo sulle onde, questa chiesetta solitaria offre una quiete irreale ed è uno dei punti migliori per ammirare il tramonto lontano da qualsiasi folla.
Consiglio da insider: Affronta l’escursione nel tardo pomeriggio (circa un’ora e mezza prima del tramonto) per evitare le ore più calde e goderti la luce dorata che illumina le scogliere. È fondamentale indossare scarpe da ginnastica o da trekking con buona aderenza: i gradini in pietra e il terreno vulcanico sono sconnessi e scivolosi.

Red Beach: la spiaggia più famosa di Santorini
A brevissima distanza dal sito archeologico di Akrotiri si rivela uno scenario naturale unico al mondo: Red Beach, conosciuta in greco come Kokkini Paralia. È una delle spiagge più spettacolari e fotografate di tutto il Mediterraneo. La baia è dominata da una maestosa scogliera verticale di origine vulcanica. Le sue rocce sono composte da tufi e scorie ricchi di ferro.
Per motivi di sicurezza, le autorità locali hanno emanato precise ordinanze che vietano l’accesso e la sosta sotto la scogliera. Il modo migliore per godersi lo spettacolo senza rischi è ammirare l’anfiteatro rosso dal belvedere panoramico superiore. In alternativa, puoi scegliere un’escursione via mare a bordo dei taxi-boat che partono dal porticciolo di Akrotiri. In questo modo potrai fare il bagno al largo in totale sicurezza.
Consiglio da insider – I cartelli di pericolo lungo il sentiero non sono una semplice formalità: il rischio di caduta pietre è reale. Evita di stendere il telo mare a ridosso della parete rocciosa e rispetta sempre le delimitazioni. L’esperienza ideale consiste nello scattare le foto ricordo dal belvedere panoramico per poi raggiungere il molo di Akrotiri e salire sui taxi-boat locali.

Le isole vulcaniche di Nea Kameni e Palea Kameni: dentro la Caldera
Per comprendere la vera natura di Santorini non basta ammirarla dall’alto dei suoi borghi candidi. È fondamentale scendere al livello del mare ed entrare nel cuore pulsante del suo vulcano ancora attivo.
Al centro del bacino marino della caldera sorgono due isole nate dal fuoco: Nea Kameni e Palea Kameni. Questi isolotti neri e brulli si sono formati attraverso ripetute colate di lava e violente eruzioni sottomarine nell’arco degli ultimi due millenni. L’ultima attività eruttiva significativa risale al 1950. Oggi le isole costituiscono un vero e proprio parco geologico a cielo aperto, unico al mondo per accessibilità e fascino.
Le escursioni verso le isole vulcaniche partono quotidianamente dal Porto Vecchio di Fira, dal porto principale di Athinios e dal porticciolo di Ammoudi sotto Oia. Le uscite vengono organizzate a bordo di velieri e caicchi tradizionali in legno oppure su catamarani moderni dotati di ogni comfort.
Sbarcare su Nea Kameni significa muovere i primi passi all’interno di un Parco Geologico Nazionale protetto. Il paesaggio è surreale e lunare, dominato da distese di pietre laviche scure, lapilli e cenere vulcanica. Lungo il bordo del cratere potrai osservare da vicino fumarole attive che emettono vapori sulfurei ad alta temperatura, percependo nettamente il calore che promana dal terreno.
La tappa successiva del tour conduce alla vicina isola di Palea Kameni, celebre per le sue Hot Springs (sorgenti termali marine). Le imbarcazioni non possono attraccare direttamente a riva per via dei bassi fondali, ma si fermano a breve distanza nella baia di Agios Nikolaos. Da qui ci si tuffa direttamente dalla barca per raggiungere a nuoto una conca dove l’acqua del mare si mescola a sorgenti geotermiche calde. La temperatura dell’acqua oscilla costantemente tra i 30°C e i 35°C. Il fondale è caratterizzato da un fango argilloso di colore giallo-arancio, ricchissimo di zolfo e ferro, noto fin dall’antichità per i suoi effetti benefici sulla pelle.
Consiglio da insider – L’isola di Nea Kameni è una distesa di roccia nera totalmente spoglia e priva di ombra. È tassativo indossare scarpe da ginnastica o da trekking, poiché il terreno è sconnesso e le pietre laviche si scaldano moltissimo al sole. Porta con te abbondante acqua, crema solare ad alta protezione e un cappello. Per le sorgenti termali di Palea Kameni, indossa un costume da bagno scuro o vecchio: l’alta concentrazione di zolfo e l’argilla arancione del fondale macchiano in modo permanente i tessuti chiari e possono alterare temporaneamente i gioielli in argento.

La cultura del vino e la Cantina Estate Argyros
Santorini vanta la tradizione vitivinicola continua più antica dell’intero continente europeo. La viticoltura locale affonda infatti le sue radici in oltre 3.500 anni di storia ininterrotta. L’isola presenta condizioni climatiche ed ambientali estremamente severe. Le piogge estive sono quasi del tutto assenti e i venti di Meltemi soffiano con forza costante. Inoltre, il suolo è di matrice strettamente vulcanica.
Per difendere le piante dagli elementi naturali è stato ideato un sistema di potatura leggendario: l’allevamento a Kouloura. I viticoltori intrecciano manualmente i tralci delle viti anno dopo anno. Creano così una sorta di canestro o nido d’uccello adagiato direttamente sul terreno vulcanico. I grappoli d’uva crescono protetti all’interno del cestino di rami, al riparo dalle folate di vento carico di sabbia e dal sole battente.
Il patrimonio ampelografico di Santorini si basa su straordinari vitigni autoctoni, resi unici da un dettaglio fondamentale: il suolo vulcanico è del tutto privo di argilla. Questo rende l’isola del tutto immune alla fillossera, la piaga che devastò i vigneti europei nell’Ottocento. Il vitigno più famoso è l’Assyrtiko. Produce un vino secco, potente e dotato di un’acidità vibrante e affilata. Al palato regala una spiccata e inconfondibile mineralità salina, accompagnata da intense note di scorza d’agrume, pompelmo e pietra focaia.
Per comprendere al meglio la maestria enologica dell’isola, la tappa d’obbligo è la rinomata cantina Estate Argyros, situata nei pressi di Episkopi Gonia. Fondata nel 1903 e guidata oggi dalla quarta generazione della famiglia Argyros, la tenuta rappresenta una vera e propria istituzione dell’enologia greca a livello internazionale. La cantina combina impianti di vinificazione modernissimi con un rispetto totale della tradizione agricola.

La visita guidata offre un percorso immersivo tra le vigne a Kouloura, seguito da degustazioni tecniche di altissimo livello. I vini vengono presentati in abbinamento a prodotti della gastronomia cicladica, come il formaggio stagionato Graviera, il morbido e raro Chloro di Santorini e i salumi artigianali locali.
Consiglio da insider – Le degustazioni ad Estate Argyros sono estremamente richieste, soprattutto nei mesi estivi. Prenota il tuo tour guidato con largo anticipo tramite il sito ufficiale della cantina, scegliendo possibilmente la formula con visita completa ai vigneti storici. Evita le ore centrali del primo pomeriggio e scegli lo slot delle 17:30 o delle 18:00. In questo modo potrai passeggiare tra le viti a canestro senza il caldo soffocante e concludere la degustazione di Vinsanto al tramonto.
Articolo di Luca Di Lorenzo, Founder & Editor di ISOLE GRECHE.info
Leggi anche
Le isole greche più belle da visitare quest’anno | Cosa vedere e fare ad Atene in 3 giorni | Hotel sul mare in Grecia: 15 indirizzi per una fuga romantica | 12 hotel per soggiornare a Mykonos | Diario di viaggio in Corsica | Cosa vedere a Lanzarote in una settimana | Cosa vedere e fare a Tenerife