il vulcano etna

Escursione sul vulcano Etna a 2.500 metri

Quando vanno a zonzo per la loro città e i paesini limitrofi, i catanesi possono vantarsi di avere non uno ma ben due punti di riferimento. Entrambi decisamente imponenti. Il primo è il mare; il secondo è una signora alta circa 3.300 metri e con il capo spesso imbiancato. Una signora che non rinuncia al viziaccio del fumo, che qualche volta fa tremare la città ma che, per fortuna, più spesso si limita a emettere lapilli, boati e colate incandescenti.
Può capitare anche che un giorno si svegli e decida di riempire l’aria di Catania e provincia di terra nera, che si accumula sulle auto posteggiate, sui balconi e sulle strade, arrivando persino in Calabria e Nord Africa. E, a quel punto, non c’è altro da fare che chiudere l’aeroporto, dirottare tutti gli arrivi su Palermo, armarsi di santa pazienza mentre sulla città cala un velo di cenere e aspettare che passi. 

escursione sul vulcano etna

La signora è il vulcano Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, quello che in passato ha giocato pesantemente con le sorti di Catania e dei suoi abitanti ma che, di norma, convive con essi pacificamente limitandosi a dominare sonnecchiante l’intero panorama della provincia dall’alto. Anzi, a dire il vero, con la sua cima innevata domina il panorama di mezza Sicilia.

Il vulcano Etna, per noi catanesi, è un profilo irrinunciabile, immancabile e imprescindibile. Quando te lo trovi davanti (o di lato) non puoi che ammirarlo, che tu sia all’uscita del casello autostradale, in direzione Messina, o che tu sia in giro per il centro di Catania e lo vedi fare capolino tra due palazzi. O quando, grazie all’oscurità della sera, persino dal mare riesci a vedere distintamente i fiumi rossi che scendono lenti verso la Valle del Bove o che vengono sparati in aria. 

Di giorno, che tu venga da Messina o da Palermo, riesci ad ammirare l’Etna in tutta la sua grandezza, a riconoscere i paesini che si arrampicano sui suoi versanti e, se il cielo è limpido, distingui chiaramente la nuvoletta di fumo che fuoriesce dalla sua bocca.

E, di sera, il vulcano Etna diventa un enorme tappeto di lucine che si fanno più rare via via che ci si avvicina alla sommità. Dalla piazza del belvedere di Taormina staresti ore a guardarlo, specie all’ora del tramonto, quando il mare si fa scuro e il cielo si tinge di viola.

L’Etna è uno di noi, l’Etna e Catania sono una cosa sola. È il nostro patrimonio (e, dal 2013, lo è anche dell’intera Umanità, yeah!). È il nostro primo cittadino, un simbolo. Non potremmo mai immaginare la città senza il suo vulcano.

panorama del vulcano etna

 

Escursione sul vulcano Etna: la mia esperienza

Eppure, come spesso accade per le cose che hai sempre a portata di mano, io l’Etna l’ho dato per scontato. E l’ho dato per scontato così a lungo che la mia prima vera escursione sul vulcano a quota 2.500 metri l’ho fatta soltanto due anni fa. Una passeggiata in compagnia di una guida esperta che ci ha mostrato per prima cosa il punto fin dove è arrivata la colata di lava dei primi anni Novanta (a cinquanta metri da una casa nel centro del paesino di Zafferana Etnea, quindi non in mezzo al nulla).
La seconda tappa della nostra escursione sul vulcano Etna è stata la Valle del Bove, che finalmente ho visto con i miei occhi, dopo averne sempre sentito parlare come di una sorta di “bacinella” solitaria in cui si vanno a raccogliere le lave quando il vulcano erutta. Una bacinella deserta, coperta da un manto scurissimo ma pur sempre di grande fascino.

valle del bove del vulcano etna

Infine, siamo stati a zonzo per i crateri Silvestri.
Il clima, lassù, è alquanto paradossale: era agosto, a Catania il termometro superava i 35 gradi. Mai e poi mai avrei pensato di dover indossare felpa e giacca impermeabile una volta giunti a quota 2.500 metri verso le ore 13.00.

Il paesaggio è assolutamente lunare:  a circondarti, le sfumature di una terra scura, macchiata a sprazzi da una vegetazione che, giunti a quell’altezza, fai fatica a riconoscere. Il terreno sembra ondeggiare, le salite e le discese si susseguono delineando un territorio che non è mai uguale a se stesso.
Mentre ti affanni per non ruzzolare, vedi comparire una famigliola di turisti stranieri che avanzano a passo rapido e deciso, come se non avessero fatto altro nella loro vita che camminare sui vulcani. 

E quando ti fermi per una pausa e un panino a quota 2.500 metri d’altezza, la prima (e quasi unica) cosa che senti e che copre tutti gli altri rumori è la voce del vento. Il suono più forte in una valle che, se non fosse appunto per la presenza dei turisti, sarebbe rumorosamente silenziosa.

Una volta lassù, la potenza della terra emerge e ti si para davanti agli occhi con tutta la sua forza. Ti rende prepotentemente consapevole di sé, dei suoi miracoli e della sua indescrivibile bellezza. E anche della tua nullità al confronto. E tu vorresti continuare a salire più in alto, andare sempre oltre, fino a trovarti a pochi metri da una colata per poterla fotografare.

I catanesi hanno una fortuna immensa. Quella di un luogo che può diventare tante cose: rifugio dal caldo estivo della città, stazione obbligata per gli sport invernali e all’aperto, oasi di calma e silenzio o, ancora, luogo di eventi conviviali e sagre caratteristiche.
L’Etna non stanca mai.
Due punti di riferimento, si diceva all’inizio. Il mare e il vulcano. Ecco, forse la sua immagine più bella il vulcano Etna la regala proprio quando si ricongiunge al mare, ad esempio quando la guardi dal porto di Marina di Riposto. E sembra che i due elementi insieme si rafforzino a vicenda, che la bellezza del primo si rispecchi e trovi conferma nella bellezza del secondo. Quando mare e vulcano sembrano diventare una cosa sola. E a te che sei cresciuto lì viene in mente che potrai anche viaggiare tanto per il mondo, ma dovrai impegnarti per trovare in giro un’immagine più straordinaria di quella.

profilo del vulcano etna

Consigli e info pratiche per organizzare un’escursione sull’Etna

L’escursione che vi ho raccontato qui sopra era guidata e organizzata. Io e i miei compagni di viaggio (in totale eravamo 5 o 6) ci siamo affidati a due guide alpine professioniste, amanti e profondamente conoscitori del vulcano e del parco dell’Etna.
Ci siamo spostati da una tappa all’altra in jeep. A ogni tappa abbiamo camminato un po’ ma l’ultimo tratto, quello a quota 2.500 metri, è stato il più impegnativo.
L’escursione alla quale ho partecipato era organizzata da un hotel di Catania. Sono diversi gli hotel che organizzano tour e trekking sull’Etna; quindi, se venite a fare una vacanza da queste parti, verificate che la struttura che vi ospita non organizzi qualcosa di simile. 

Una passeggiata sull’Etna è un’esperienza che io, da catanese, vi consiglio caldamente di fare. Dunque documentatevi e programmatela per tempo, così non resterete delusi.

Se il vostro hotel non organizza nulla, con una semplice googlata troverete diverse associazioni e gruppi di guide alpine o tour operator che potete contattare per aggregarvi a una delle loro passeggiate. 

Potete raggiungere l’Etna in autonomia, qualora abbiate un mezzo con cui spostarvi (non vi consiglio di affidarvi ai mezzi pubblici, sono pressoché inesistenti). Con la vostra auto potete arrivare ad esempio al Rifugio Sapienza (più o meno a 1.900 metri) per poi proseguire a piedi, aggregarvi a una jeep con la guida oppure prendere la funivia che vi porterà fino a 2.500 metri. Una volta scesi dalla funivia potrete proseguire con jeep e guide preparate che vi condurranno fino ai crateri sommitali nelle aree consentite.

Per l’abbigliamento: vestitevi a strati e portate con voi giacca a vento e felpa (anche ad agosto, mi raccomando). Indossate scarpe da trekking, o comunque scarpe comode da camminata, che non vi facciano scivolare. Mettete nello zaino anche un cappellino per proteggervi dal sole.

Infine, la cosa più importante di tutte: nel caso vogliate concedervi lunghe passeggiate a piedi e senza guide, tenete a mente che l’Etna è un vulcano attivo quindi, prima di mettervi in marcia da soli, informatevi più che bene sui percorsi consigliati. 

Per maggiori info vi consiglio di dare un’occhiata al sito dellEnte del Turismo della Sicilia e della Funivia dell’Etna.

 

 

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28 Comments
  • Roberta
    Posted at 11:50h, 18 novembre Rispondi

    Ho visitato la Sicilia per la prima volta lo scorso inverno e me ne sono innamorata. L’Etna è un compagno di viaggio che sembra vegliare su chi visita la Sicilia, restando visibile a molti chilometri di distanza. Mi piacerebbe molto scalarlo la prossima volta.. il paesaggio è pazzesco!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 13:01h, 18 novembre Rispondi

      Vero. Non ti perde mai di vista. Se deciderai di tornare in Sicilia potrò darti qualche suggerimento 🙂 Cosa hai visto finora?

  • Agnese - I'll B right back
    Posted at 13:05h, 18 novembre Rispondi

    Che bella immagine che ci hai dato! Immagino che una presenza del genere occupi un posto importante nel cuore e nello spirito della città, d’altronde come potrebbe essere altrimenti?
    Non sai che voglia ho di visitare la Sicilia!!!!!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 14:03h, 18 novembre Rispondi

      Ciao Agnese! Grazie per le belle parole, evidentemente ho saputo (quantomeno in parte) rendere il rapporto che i catanesi hanno con il vulcano. Era molto importante per me riuscire a farlo. Grazie di cuore!

  • Roberta
    Posted at 13:08h, 18 novembre Rispondi

    Sono stata a Taormina, Caltagirone, la Valle dei Templi, la scala dei turchi, Palermo, Mondello e Cefalù. Mi mancano ancora molti posti. Quando tornerò in Sicilia, ti chiederò consigli di sicuro. In particolare vorrei vedere Catania, Siracusa e le Eolie 🙂

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 14:02h, 18 novembre Rispondi

      Catania is the best!! 😀 No, scherzo, vale tutto la pena. Se ti interessa, di recente ho scritto di Siracusa qui sul blog. Quando andrai fammi sapere 🙂

  • Meridiano307
    Posted at 15:20h, 18 novembre Rispondi

    Sono stata in Sicilia veramente una vita fa, sono passati 10 anni esatti, ma il ricordo di questa terra continua a farmi sognare ancora oggi. L’Etna in particolare mi ha veramente stregata; mi è subito sembrato un luogo magico, quasi mistico, tanto che l’immagine del suo profilo non mi ha ancora abbandonata.

  • trip&dream2908
    Posted at 16:12h, 20 novembre Rispondi

    Ci sono stata a giugno 2015 ?

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 16:16h, 20 novembre Rispondi

      Grande! Ti è piaciuto? E hai avuto modo di girare un po’ Catania?

      • trip&dream2908
        Posted at 16:21h, 20 novembre Rispondi

        Mi sono fatta tutta la parte di Acireale arrivando a Taormina e toccando Noto e Marzaneni . Devo confessare che non mi sono soffernata troppo su Catania abbiamo fatto un on the road ?

      • trip&dream2908
        Posted at 16:23h, 20 novembre Rispondi

        Catania poco..ma abbiamo macinato km da taormina passando per Noto fino a toccare Marzaneni ..è stato piu on the road ?

        • Alla fine di un viaggio
          Posted at 16:25h, 20 novembre Rispondi

          La prossima volta devi vedere assolutamente Siracusa e Catania 🙂 Poi ci sono tanti posti stupendi anche dall’altro lato, verso Palermo e Trapani… Ma anche a sud, nel ragusano. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta 😉

          • trip&dream2908
            Posted at 16:29h, 20 novembre

            Di Siracusa ricordo la spiaggia fontane bianche molto bella ..dovrò scrivere un articolo ????

          • Alla fine di un viaggio
            Posted at 21:39h, 20 novembre

            Non vedo l’ora di leggerlo! 🙂 Fontane Bianche è bellissima

          • trip&dream2908
            Posted at 16:30h, 20 novembre

            Di Siracusa ricordo la spiaggia fontane bianche molto bella..dovrò scrivere un articolo in merito ????

  • Adrenalina da otto gradi | Alla fine di un viaggio
    Posted at 16:38h, 25 novembre Rispondi

    […] così, dopo l’esperienza a quota 2500 metri sull’Etna fatta per la prima volta l’anno scorso, quest’anno mi sono concessa un altro posto […]

  • Questo Natale non andrò a Catania | Alla fine di un viaggio
    Posted at 08:04h, 09 dicembre Rispondi

    […] neanche l’Etna ci sarà a Natale, con le sue pareti quasi certamente bianche, l’immancabile nuvoletta di fumo in […]

  • Gipsy
    Posted at 17:23h, 22 febbraio Rispondi

    ma si può fare una escursione con una guida? Hai qualche contatto?

  • Nei dintorni di Catania | Alla fine di un viaggio
    Posted at 12:09h, 06 marzo Rispondi

    […] Qui vi avevo raccontato di quell’unica volta in cui sono arrivata a toccare quota 2500 metri. E del groviglio di emozioni che ne sono derivate. Quando mi sono ritrovata in un paesaggio lunare. Quando ho calpestato quel deserto di terra granulosa. Quando ho visto scomparire qualsiasi forma di vegetazione. Quando ho scoperto che, anche in pieno agosto, là sopra il vento è così freddo che bisogna immediatamente coprirsi. Quando, a un tratto in salita e peggio ancora in discesa, mi sono sentita precaria a ogni passo mentre osservavo i turisti stranieri che proseguivano baldanzosi come non avessero fatto altro in vita loro. Quando poi lì, su un cucuzzolo a 2500 metri, mi ha preso una soddisfazione enorme perché, pur dovendo fare i conti con la mia goffaggine, ce l’avevo fatta. […]

  • Il viaggio come scoperta: quelle prime 10 volte | Alla fine di un viaggio
    Posted at 12:01h, 04 aprile Rispondi

    […] sono proprio cresciuta e ci ho vissuto per almeno 14 anni. E continuo a tornarci. Sta di fatto che sull’Etna, a 2500 metri, ci sono salita per la prima volta solo un paio di estati fa. E quel deserto di terra nera […]

  • Ale e Kiki - Untrolleyperdue.it
    Posted at 00:05h, 27 febbraio Rispondi

    Finalmente a giugno torneremo nella vostra bellissima terra e verremo proprio a Catania! Ci piacerebbe molto salire sull’Etna, non siamo mai stati su un vulcano!
    Se puoi, scrivici il contatto della guida, così possiamo metterci d’accordo per tempo!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 09:33h, 27 febbraio Rispondi

      Ciao ragazzi!
      Se mi date un vostro indirizzo email vi scrivo in privato il suo numero. Non sono sicura che lavori in autonomia o con un’agenzia o un tour operator. Di sicuro accompagnava sull’Etna i clienti di quell’hotel (era l’hotel dove lavorava mia sorella, per quello mi sono aggregata). Potete provare a sentirlo e vedere cosa vi dice 🙂

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