Un tour tra piatti tipici

Sempre stata un’ottima forchetta. La mie papille curiose si ingolosiscono molto facilmente, i cibi che non apprezzo si contano sulle dita di una mano e, negli ultimissimi anni, ho scoperto anche il piacere di sperimentare tra i fornelli (la piccola rivincita che mi prendo sui miei primi anni da lavoratrice fuorisede trascorsi a ingurgitare una lunga lista di tristezze tra insalate, sofficini e bastoncini di finto pesce).

Considerata la notevole importanza che il cibo ha sempre rivestito per la mia persona capite bene come, nel famoso documento in word con gli appunti che preparo prima di ogni viaggio (e di cui parlavo qui) faccia attenzione a includere una lista di pietanze tipiche del paese in cui sono diretta.

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In viaggio non sono una da “un panino al volo e poi via di corsa a vedere il prossimo monumento”. Il tempo per mangiare me lo prendo, non ci sono scuse. Anche perché, dopo un’intera mattinata passata a girare tra vie, chiese e musei, sfido chiunque a non arrivare all’ora di pranzo con due piedi grandi come due tacchini e una voragine nello stomaco. Ho bisogno di riposo e di rifornimento.

Quando sono all’estero (ma anche in Italia) evito accuratamente (o quantomeno ci provo) i locali troppo turistici o quelli troppo fighi da nouvelle cuisine che ti propongono piatti iper decorati ma vuoti. Per carità, è vero che anche l’occhio vuole la sua parte; ma se devo spendere soldi per mangiare lo faccio perché HO FAME e non perché ho voglia di vedere qualcosa di bello. No, sono decisamente più a favore dell’abbondanza, dei posti rustici, quelli da tovaglia a quadrettoni, per intenderci. Quelli frequentati dagli abitanti del posto, dove trovi i sapori veri del luogo e non i piatti riadattati per inseguire i gusti dei turisti. 

Parliamoci chiaro, cosa può esserci di più spontaneo, vero e autentico del cibo per imparare a conoscere un popolo? Nel cibo c’è la storia di un paese, c’è sicuramente anche la sua economia, ci sono le sue tradizioni e le sue tendenze. La sua cultura, i suoi miscugli, i suoi gusti.

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E poi quanto è interessante scoprire il modo in cui tradizioni culinarie diverse si richiamano tra loro nonostante la distanza? Sembrerà strano ma, quantomeno a tavola, Istanbul e la Sicilia non sono così tanto lontane. Sfoglie ripiene di qualsiasi tipo, street food dovunque e a ogni ora, decine e decine di prodotti da forno diversi. 

E poi, chiaro, a Istanbul ho assaggiato anche il vero kebab, quello messo nel piatto con verdure, riso e spezie, e non dentro la piadina o il panino.

E il legame che a tavola unisce la Sicilia e la Grecia (vabbè che in Sicilia ci sono passati tutti) a suon di melanzane cotte in qualsiasi modo? Secondo voi a cosa ho pensato quando ho assaggiato la mia prima Moussaka (ragù a parte, quella semmai è un’altra storia)? Buona da commuoversi. Per non parlare dell’abbondanza di olive negli antipasti e di miele, sfoglia e frutta secca nei dolci.

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In un post dove parlo dei miei piatti preferiti all’estero non posso non citare i super piatti composti a base di Wurst, Currywurst, Bratwurst e compagnia bella con contorno di Kartoffeln e Knödel che tanto amo quando vado in Germania. E non dico nulla sulle birre perché ci vorrebbe un post a parte. 

Lo so che può sembrare strano sentirlo dire da un’italiana: ma io vado matta per come mangiano i tedeschi. Ovviamente, ci tengo a precisare, per come mangiano le cose loro; sulle abitudini che hanno nei riguardi di pizza e pasta preferisco stendere un velo pietoso.

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Sarà ormai chiaro a tutti che non sono candidata a diventare vegana o vegetariana. Sebbene io consumi abitualmente di tutto, specie verdure e legumi, a carne e pesce non potrei mai rinunciare. Sarà forse anche per questo se, oltre che in Germania, torno sempre volentieri in Slovenia e Croazia, nel paradiso di Cevapi, Pljeskavice (spero si scriva così al plurale) e Lubianske? Specialità di carne di ogni forma, cottura e dimensione che accomunano un po’ tutti i paesi balcanici. Tra l’altro, ricorderò sempre la prima volta che, in giro in auto tra Istria e Slovenia, mi è capitato di vedere le gostilne che arrostiscono il maiale sul girarrosto per strada.

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Però, se devo pensare a un cibo balcanico che mi è rimasto particolarmente nel cuore penso al Burek del panificio che avevo sottocasa a Belgrado. E qui torna la sfoglia ripiena in tutti i modi tanto cara a noi siculi. Mi ci sono affezionata così tanto che ho anche provato un paio di volte a riprodurlo nella mia cucina, il Burek. Non rilascio commenti n proposito, semmai chiedete a chi l’ha provato 😉

“Puliamoci” un po’ le arterie con qualcosa di sano: il pesce. I miei ricordi più felici al riguardo risalgono al mio on the road in Andalusia, specie ai giorni trascorsi sulla costa tra Tarifa e Cadice a suon di polpo e calamari giganti alla plancia o alla gallega.

Altri ricordi felici sono legati invece al viaggio a Dublino, dove ho fatto incetta di salmone addobbato in tutti i modi. Ma la perla culinaria di quel viaggio, però, è solo una: il mio primo e unico (finora) Fish and Chips. 

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E dopo carne, pesce, sfoglie e verdure potevamo farci mancare il dolce?

Dolci ne assaggio tanti quando sono in viaggio, specie per la colazione. E, anche in questo caso, quelli che ricordo con più languore sono quelli gustati in area austro-tedesca. Uno su tutti: la Sachertorte di Vienna (e qui mi commuovo per davvero). Quella vera, assaporata nel suo elegantissimo luogo di origine. Quella per cui vale la pena persino fare la coda prima di entrare. Quella che neanche ci provo a riprodurre a casa con il mio forno. Qualcosa di indimenticabile.

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Bene, adesso penserete che ogni volta che parto lascio un capitale a bar, pub e ristoranti. Vi assicuro che non è così. A pensarci bene, le volte che ho speso di più per mangiar fuori è stato sicuramente in Italia e non all’estero.

E nonostante qui abbia scritto di insaccati, fritti e cose grasse di varia natura, sono sempre stata un’estimatrice della cucina mediterranea, in generale, e di quella sicula, in particolare (stica, direte voi). Ma, come dicevo prima, il cibo è cultura, conoscenza e vicinanza con un popolo e vale sempre la pena provare tutto. Oltre a questo, poi, credo che il cibo sia tra le coccole più piacevoli che ci si possa concedere, non credete anche voi?

E adesso fatemi sognare, svelatemi i piatti migliori che avete assaggiato in viaggio!

22 Comments
  • Matteo Pp
    Posted at 20:14h, 10 febbraio Rispondi

    Che fame! Ottimo articolo (in tutti i sensi). Una delle cose che mi sono più rimaste, dei “cibi oltre confine” sono: il gulash e la sacher torte originale (entrambi mangiati a Vienna). Ciao!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 21:52h, 10 febbraio Rispondi

      Grazie, Matteo! Il gulash l’ho assaggiato in Friuli Venezia Giulia, dove c’è una cucina molto balcanica (e fantastica). Spero di riuscire ad assaggiarlo presto anche in Ungheria 😉

  • Culturefor
    Posted at 21:06h, 10 febbraio Rispondi

    Ho appena finito di mangiare ma…mi hai fatto tornare la fame 😉

  • Raf
    Posted at 21:18h, 10 febbraio Rispondi

    Questo post mi colpisce a tradimento verso l’ora di cena e mi mette voglia di cibi etnici e tanti viaggi…se questo era il tuo obiettivo ci sei riuscita! 😉 Anch’io parto sempre con gli appunti sul cibo e, vivendo in Andalusia, mi manca da morire la vera cucina italiana (sia da ristorante o da street food). Alla tua lista aggiungerei alcuni piatti della cucina thailandese o vietnamita come il padthai, gli involtini e la zuppa di gamberi.

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 21:55h, 10 febbraio Rispondi

      Mamma mia… se ripenso alla tapas dell’Andalusia!!!! Il cibo thailandese e orientale mi incuriosisce, mi sa tanto di cibo sano, ma vorrei provarlo nel paese d’origine. In giro in Italia ci sono diversi ristoranti orientali e thai ma non credo sia proprio la stessa cosa

      • Raf
        Posted at 22:18h, 10 febbraio Rispondi

        O nel paese d’origine o a Londra 😉 Ci sono ristoranti, street food e fast food thai e vietnamiti da urlo….e se ti spedissi un pacco di tapas mi invieresti qualche specialità italiana? 😛

        • Alla fine di un viaggio
          Posted at 20:14h, 11 febbraio Rispondi

          ahahaahahah stravolentieri!!! 😀 Per quanto riguarda Londra hai ragione, mia sorella, che ha vissuto lì, ha conosciuto la cucina thai proprio in quel periodo e se n’è innamorata 🙂

  • Silvia - The Food Traveler
    Posted at 19:18h, 11 febbraio Rispondi

    Come ti capisco! Anche io in viaggio trovo sempre il tempo per mangiare: pranzo, cena e spesso anche una seconda colazione o una merenda. Sicuramente il tempo trascorso a mangiare è tempo che non riesci a dedicare a vedere delle cose ma, come dici tu, il cibo è comunque una parte fondamentale di una cultura e di un popolo (e quindi di un viaggio).
    Tu ami la cucina tedesca e ti capisco: io adoro quella inglese!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 20:16h, 11 febbraio Rispondi

      ah si?? Io sono stata a Londra tre volte quando ci stava mia sorella ma non sono mai riuscita a trovare qualcosa che fosse veramente tipico. Ma forse anche perché non mangiavamo sempre fuori, qualche volta mia sorella faceva finta di cucinare 😀 Quali sono le specialità inglesi?

      • Silvia - The Food Traveler
        Posted at 12:11h, 12 febbraio Rispondi

        Dipende un po’ dalla zona: per esempio in Scozia ho finito le loro riserve di salmone 😉 Anche l’haggis mi è piaciuto molto, se non pensi che sono interiora di pecora. Poi adoro lo shepherd’s pie e lo Yorkshire pudding. Che fame!

  • Giulia
    Posted at 22:55h, 12 febbraio Rispondi

    Mamma mia che fame! Fantastico questo post 😀 ti capisco, anche a me piacciono le trattorie “ignoranti”, dove si mangia bene e spende poco. Anche a me piace molto la cucina balcanica, ma il cibo più buono, oltre a quello nostrano, l’ho mangiato in Georgia, entrambe le volte. I georgiani hanno un rapporto con il cibo simile a noi italiani, sarà per questo che ho apprezzato tantissimo la loro cucina. Ciao cara!

  • Meridiano307
    Posted at 16:46h, 14 febbraio Rispondi

    Mmmm oddio, voglio tutto! Anche per me il cibo è un viaggio nel viaggio, non esiste destinazione della quale non cerchi ed assaggiare più piatti tipici possibili. E quello del cibo, al pari dei panorami e delle città, resta un ricordo assolutamente indelebile

  • cronachediunamigrante
    Posted at 16:58h, 19 febbraio Rispondi

    Il cibo è una parte fondamentale del viaggio, concordo in pieno ?

  • Celeste
    Posted at 21:16h, 20 febbraio Rispondi

    Viaggi e cibo, connubio perfetto (e bellissimo articolo!).
    Ho adorato questo tuo articolo, mi hai fatto venire l’acquolina in bocca. Anche perchè a Pasqua dovremmo andare a Lubiana e Zagabria, devo assolutamente assaggiare i piatti che hai elencato.
    L’ultimo viaggio all’estero che ho fatto è stato in Scozia, non era la prima volta ma il loro cibo è sempre una gradevolissima sorpresa. Ho provato a cucinare varie volte il cranachan, anche con buoni risultati (benchè non sia niente di complicato). Proviamo ogni tanto, con le foto davanti, a riprodurre gli incredibili pintxos di Bilbao. Aiuto, voglio partire!!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 09:19h, 21 febbraio Rispondi

      Grazie, mi fa piacere che l’articolo ti sia piaciuto 🙂 Non conosco i pintxos… cosa sono? Trattandosi di cibo spagnolo saranno di certo una delizia! 🙂 Per il tuo viaggio tra Zagabria e Lubiana, oltre alle cose che ho elencato ti consiglio di assaggiare le grappe, se sei un’amante del genere. Io non riesco a berne neanche un goccio ma per chi apprezza è d’obbligo provare quelle che fanno lì.

      • Celeste
        Posted at 10:39h, 21 febbraio Rispondi

        I pintxos altro non sono che tapas basche! Se ti capita di andare a Bilbao, al mercato della Ribera c’è il paradiso in terra xD piccolo e con molti meno banchi rispetto a quello di Madrid, ma noi ci facevamo pranzo e cena, una delizia.
        Ti ringrazio del consiglio, ma credo che passerò, se c’è qualcosa che proprio non mi va giù è la grappa di qualsiasi tipo! Avranno tipo lo slivovice ceco (che è a base di prugna, ma aromatizzano con qualsiasi frutta), questi paesi fanno liquori molto simili. Sarò con 3 cechi, forse favoriranno loro 😉

  • I Balcani in cinque piatti | Alla fine di un viaggio
    Posted at 15:18h, 21 giugno Rispondi

    […] dispiace scrivere di cibo: alcuni dei piatti di cui sto per parlarvi li avevo già citati nel mio excursus all’insegna del sapore con il quale vi avevo ingolosito qualche mese fa. Il link ve lo riporto giusto perché sono generosa […]

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