Murcia (Spagna), cosa vedere: guida ai tesori nascosti e alle piazze più belle
Murcia mi ha accolta con la compostezza tranquilla delle città “salotto”. Mi ha ricordato subito Ferrara: elegante senza esagerare, luminosa, fatta di palazzi armoniosi e piazze sonnacchiose. È una città che non punta a stupire a ogni costo, ma che conquista con naturalezza, poco per volta.
Una delle prime cose che ho notato è stata l’assenza quasi totale dell’italiano per strada. Mi ha sorpresa, perché in Spagna capita raramente. E invece, qui, la vita scorre per lo più in castigliano, senza l’eco del turismo massivo. Murcia non è ancora una meta di moda per i nostri connazionali, forse anche perché non esistono voli diretti dall’Italia. E a maggior ragione per questo merita un weekend.
Ecco allora cosa vedere a Murcia, attraverso il mio sguardo e i luoghi che ho apprezzato di più.

Cosa vedere a Murcia in un weekend
Cattedrale di Murcia
La Cattedrale è il cuore monumentale della città. La sua facciata barocca è uno spettacolo di dettagli che si inseguono, ma basta entrare per immergersi in un’atmosfera completamente diversa: le navate gotiche sono più sobrie, fresche, quasi rarefatte. Una delle parti più suggestive è la Cappella dei Vélez, un’esplosione di intagli e forme che sembrano ricamati nella pietra.
Impossibile non parlare anche della torre campanaria, una delle più alte di Spagna. Io non sono salita per mancanza di tempo (e forse anche di fiato), ma la sua presenza domina il profilo urbano e accompagna ogni passeggiata nel centro. Si staglia contro il cielo come un punto fermo, un riferimento costante mentre ci si muove tra vicoli e piazze.

Glorieta de España e Ayuntamiento
Tra le piazze più eleganti di Murcia, la Glorieta de España è quella che meglio sintetizza lo stile raffinato della città. Il suo grande giardino centrale è un gioiello geometrico, curatissimo, animato da palme e aiuole fiorite. Le fontane — vere protagoniste della piazza — creano un sottofondo rilassante, rinfrescano l’aria e illuminano gli scorci con riflessi delicati.
Accanto al giardino, il Municipio sorveglia la scena con la sua facciata ordinata, brillante e vivace. La piazza nel complesso è uno dei luoghi più fotogenici e piacevoli di Murcia, perfetta per una pausa tra una visita e l’altra.


Museo Monastero di Santa Clara
Il Museo Monastero di Santa Clara mi ha colpita soprattutto per i suoi chiostri e per i pati, dove l’architettura moresca appare in tutto il suo splendore. Sono cortili freschi, attraversati da archi eleganti, superfici decorate e quell’alternanza di luce e ombra che caratterizza l’arte islamica. Camminarci dentro è come entrare in un luogo che conserva una grazia naturale.
Anche le sale del museo meritano tempo: custodiscono opere e testimonianze di grande valore, ma sono i cortili a trasformare la visita in un’esperienza davvero particolare.

Real Casino de Murcia
Il Real Casino de Murcia è uno di quei luoghi che non ti aspetti, un piccolo mondo a parte nascosto lungo Calle Trapería, che dall’esterno si presenta con discrezione, quasi senza voler rivelare la sua anima. Basta però varcarne la soglia per ritrovarsi in un susseguirsi di sale che sembrano raccontare secoli diversi: l’atrio moresco, con i suoi intagli e i giochi di luce, è un abbraccio immediato; la biblioteca, tutta legno e silenzio, custodisce un’eleganza d’altri tempi; la sala da ballo, infine, è un’esplosione di stucchi e lampadari che ricordano i grandi palazzi europei dell’Ottocento.
È un luogo che incanta, in perfetta sintonia con lo stile misurato di Murcia: raffinato ma non ostentato, sorprendente ma sempre con passo lieve. Visitare il Casino significa attraversare la storia della città da un punto di vista intimo, quasi domestico, ed è uno di quei momenti che aggiungono una sfumatura in più al racconto di un weekend murciano.




Puente de los Peligros
Il Puente de los Peligros attraversa il fiume Segura collegando le due parti della città, la più moderna e la città storica, ma è soprattutto un luogo da cui osservare Murcia con occhi diversi. L’ho trovato semplice, quotidiano, ma capace di offrire scorci piacevoli soprattutto al tramonto, quando l’acqua riflette i colori del cielo e la piccola ermita sull’estremità crea un tocco raccolto e intimo.

Paseo del Malecón
Il Paseo del Malecón è la fuga dolce dalla frenesia della città (per quanto Murcia non si possa propriamente definire caotica o frenetica, certo). Una lunga camminata che costeggia gli orti murciani, tra agrumeti e campagna, ideale per respirare un’aria diversa e rallentare un po’ il ritmo. È uno di quei percorsi che non promettono spettacolarità, ma regalano esattamente quello che serviva senza saperlo: spazio, verde, orizzonte subito fuori dal dinamismo del centro storico.
Chiesa di San Nicolás
La Chiesa di San Nicolás è un luogo che non avevo previsto con particolare aspettativa, e invece si è rivelato uno degli edifici religiosi più affascinanti della città. Si trova in un quartiere storico abitato un tempo da famiglie nobili, e conserva ancora quell’eleganza discreta tipica dei luoghi di grande tradizione.
Il suo patrimonio artistico è sorprendente: sculture, oreficeria e un magnifico retablo maggiore che richiama la composizione della Cattedrale. La sua costruzione deve molto alla generosità del medico Diego Mateo Zapata, e la mano di architetti del Settecento si riconosce nell’alternanza di forme geometriche e volumi più morbidi, soprattutto nei pilastri e nella cupola.
Le facciate sono due, entrambe decorate solo nei punti essenziali, in quel modo misurato che a Murcia sembra essere una firma. Dopo la ristrutturazione degli anni Settanta, che ha liberato l’edificio dalle costruzioni addossate, la chiesa è tornata a mostrarsi in tutto il suo equilibrio e la sua bellezza.
Calle Trapería
Plaza Santo Domingo è uno dei luoghi più vivaci della città, un punto d’incontro ombreggiato da splendide magnolie. È da qui che si imbocca Calle Trapería, una delle vie più emblematiche di Murcia, nonché quella che più di tutte mi ha ricordato un non so che del centro storico di Ferrara. Durante il giorno è un vivace andirivieni, un alternarsi di vetrine e caffè; la sera diventa più morbida, rilassata, perfetta per passeggiare senza fretta.
Proseguendo si raggiunge il Teatro Romea, riconoscibile per la sua facciata rosa e raffinata. È un angolo delizioso: via, piazza e teatro sembrano legati da un filo invisibile che crea uno dei percorsi più piacevoli del centro.


Plaza de las Flores
Plaza de las Flores è la mia preferita. Un piccolo universo brulicante, pieno di ristoranti, tavolini e profumi che attraversano l’aria a ogni ora del giorno. È la Murcia più conviviale, più viva, quella dove ti siedi per un aperitivo e finisci per restare molto più del previsto.
A rendere la piazza così affascinante non è solo l’atmosfera, ma anche l’architettura che la circonda. Uno degli edifici più caratteristici è quello che un tempo ospitava un negozio di tessuti: una costruzione ottocentesca con balconi decorati, miradores incorniciati e una ricca crestería che dà profondità alla silhouette del palazzo. All’angolo opposto si trova l’edificio della storica libreria Almela.
A fare da scenografia naturale c’è la cupola della chiesa di San Pedro, ricoperta da tegole colorate in perfetto stile mediterraneo. Il suo profilo arrotondato aggiunge un’eleganza quasi teatrale alla piazza, che diventa così uno dei luoghi più iconici e irresistibili di Murcia.


Museo delle Belle Arti di Murcia (MUBAM)
Il Museo delle Belle Arti è una scoperta silenziosa ma preziosa. Le sue sale raccolgono dipinti che attraversano secoli interi, dalla pittura medievale alle opere costumbriste fino a composizioni più decorative. A colpirmi sono stati soprattutto i quadri di Sorolla: ritrovare i colori e lo stile dell’artista valenciano in un museo così raccolto è stato quasi emozionante.
Il MUBAM si visita con leggerezza, senza la necessità di programmare ore e ore. È uno di quei musei che non stancano e che aggiungono un tassello importante alla conoscenza della città e delle sue radici culturali.
Murcia in un weekend: una destinazione spagnola insolita
Murcia si scopre in modo semplice, senza affanni e senza aspettative eccessive. Ed è forse proprio qui che sta la sua forza. È elegante, luminosa, autentica; offre musei di valore, piazze curate, quartieri antichi, ristoranti vivaci e quel ritmo quotidiano che permette di sentirsi parte della città nel giro di poche ore.
Per un weekend è perfetta: vivibile, accogliente, ricca di luoghi interessanti e ancora lontana dal turismo di massa. Una piccola Ferrara iberica, da vivere a passo lento.
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