Cosa visitare a Madrid, vibrante capitale spagnola
It must be the place!
Sfrutto il titolo di un bellissimo film che riprende il titolo di una altrettanto bella canzone per dire che, più o meno, fu questo il pensiero che sfiorai la prima volta che misi piede a Madrid.
Vi avverto: parliamo di un bel po’ di tempo fa. All’epoca non avevo ancora viaggiato tantissimo e i termini di paragone sui quali misuravo ogni posto nuovo che visitavo erano soprattutto le due città in cui avevo vissuto (Catania e Bologna) e quella in cui vivevo all’epoca (cioè Milano), più alcune tra le mete europee più classiche e altre località italiane.
Di Madrid mi innamorai all’istante. Non perdutamente, come successe con Berlino o, anni dopo, con Lisbona; ma arrivai a pensare che, forse forse, avevo trovato una meta estera papabile nella quale immaginare un eventuale trasferimento. A colpirmi fu soprattutto la familiarità con tante cose che avevo già vissuto altrove. Una sensazione che continuo a provare ancora adesso quando viaggio, sebbene oggi a conquistarmi siano spesso località che mostrano qualcosa di completamente diverso da quello che ho già conosciuto.
Madrid, immensa capitale della Spagna, è una di quelle città che non stanca mai. Che accoglie con un sorriso. Che riempie il tempo di decine e decine di cose da vedere, per le quali sareste quasi tentati di prolungare la vostra permanenza. Per certi versi simile a Valencia (o Valencia è simile a Madrid…?) e piuttosto distante da Barcellona (della quale prima o poi scriverò, giuro), Madrid all’epoca mi apparse come una vera città del mondo, piena di volti, di sfumature, di alternative.
In questa guida riassumo cosa visitare a Madrid durante un primissimo viaggio; ma vi dico già che una volta sola non basta. E siccome la capitale spagnola è uno di quei posti che sta bene su tutto e in tutte le stagioni, vedrete che non sbaglierete mai mai mai a prenotare un volo che vi porti a scoprirne ogni volta un pezzetto in più.
In viaggio a Madrid, cosa vedere
I ricordi fanno bene. Specie in periodi come questo, in cui siamo fermi e non possiamo fabbricarne di nuovi. Questo per dire che spero che queste mie considerazioni sparse su cosa visitare a Madrid vi tornino presto utili ma che, nel frattempo, riescano a tenervi compagnia in attesa dei momenti in cui i viaggi non saranno più solo un fritto misto di sogni e ricordi.
A Madrid sono stata due volte, in due stagioni opposte; ma, come dicevo all’inizio, è una di quelle città che stanno bene su tutto. E ci tornerò ancora, porterò il mio compagno a conoscerla. Inoltre, sono convinta che non si possa fare a meno della Spagna per troppo a lungo: è passato un anno esatto dal mio ultimo viaggio da quelle parti e il senso di mancanza mi riempie a livelli potenti. Meglio concentrarsi su cosa vedere a Madrid, e magari riuscire ad alleviare un po’ la nostalgia.
Plaza Mayor
Le mie riflessioni su cosa vedere a Madrid cominciano da qui, dalla piazza più importante del centro storico. Plaza Mayor ha la tipica chiusura geometrica che negli anni ho ritrovato in diverse piazze spagnole (Plaza Nueva a Bilbao, ma anche Plaça Reial a Barcellona) e che le fa sembrare dei piccoli mondi protetti e rivolti solo a se stessi pur essendo immersi nel fervore del quartiere più turistico.
Splendida, Plaza Mayor, con i suoi toni accesi. Sobria e frizzante al tempo stesso. In passato sede del mercato cittadino, ma anche di eventi religiosi, corride e spettacoli di vario tipo, oggi è semplicemente un monumento alla storia e alla bellezza della città. La Casa de la Panaderia, ossia l’edificio principale sul cui stile si basano tutti gli altri edifici della piazza, è sede dell’Ufficio del Turismo, ma secoli fa fu il luogo dove si discuteva del prezzo che avrebbe dovuto avere il pane per poter essere accessibile a tutti.
Un’altra particolarità della piazza sono i punti d’accesso che la collegano alla città: tra questi spicca l’Arco de Cucherillos, costruito per rimediare al dislivello tra la piazza e la stradina a cui è collegata. In questa stessa strada, oggi popolata da ristoranti e locali di ogni tipo, un tempo vi erano le botteghe degli artigiani che realizzavano i coltelli (il nome “Cucherillos” viene proprio da qui).


Puerta del Sol
E subito dopo Plaza Mayor, cosa visitare a Madrid se non l’altra piazza più rappresentativa del centro storico della capitale della Spagna? Pochi metri più in là, ecco Puerta del Sol.
Se Plaza Mayor vanta una forma perfettamente rettangolare, Puerta del Sol ricorda più una mezzaluna. Si trova qui il Chilometro Zero, e in piazza vi è una targa commemorativa che lo ricorda, ossia il punto da cui partono le strade spagnole; non a caso, da Puerta del Sol si diramano alcune delle strade più antiche di Madrid. L’edificio principale, nonché il più antico, è la vecchia sede delle Poste (Casa de Correos), ogni divenuto sede da la Comunidad de Madrid. Il suo orologio è quello che a Capodanno batte la mezzanotte e sotto il quale i madrileni si radunano per dare il via ai festeggiamenti. Io non mi sono trovata a Puerta del Sol a Capodanno, ma in un altro periodo speciale, sotto Natale; e posso confermare che, anche se nessuna lancetta ha scoccato l’ora di un nuovo anno, l’atmosfera era quella vivace di ogni festa che si rispetti.
L’altro punto di ritrovo amato dai madrileni in Puerta del Sol è la statua dell’Oso e il Madroño (l’Orso e il Corbezzolo), entrambi simboli presenti nello stemma di Madrid.

Museo del Prado
Tra i musei di Madrid, il Prado è sicuramente il primo al quale dovrete bussare.
Questo colosso della cultura madrilena, e in generale della Spagna, ha più di 200 anni di storia. Un tempo lunghissimo che gli ha permesso di diventare un’immensa istituzione nel mondo dell’arte, con un repertorio di ben oltre 8000 opere pittoriche. Tutto ma proprio tutto quello che vi incuriosisce dell’arte spagnola lo troverete esposto al Museo del Prado. E questo è il motivo per cui vi suggerisco di tenere da parte almeno mezza giornata per la visita.
Se amate il genio di Velazquez e Goya siete nel museo giusto, perché qui ammirerete alcune delle loro opere più significative. Ma oltre a ripercorrere l’evoluzione dell’arte spagnola nei secoli, con un focus sulla produzione del Secolo d’Oro, vedrete esposte anche numerose opere dei principali artisti italiani attivi tra il Quattrocento e il Seicento (tra questi, Caravaggio, Guido Reni, Botticelli, Tintoretto, ecc.) e della scuola fiamminga (Rubens, Rembrandt e tantissimi altri), tutti portatori di notevoli contaminazioni e contributi che hanno profondamente influenzato pittori e artisti di Spagna.
Oltre alle collezioni permanenti, il Prado offre anche un ricchissimo panorama di eventi e allestimenti temporanei.
Museo Reina Sofia
Tra le cose da vedere a Madrid non può mancare un’altra delle istituzioni culturali più importanti della Spagna: il Museo Reina Sofia, che ospita una delle più grandi esposizioni dedicate all’arte contemporanea del paese.
Il percorso espositivo segue tre filoni (e un ordine cronologico): il primo, dedicato alle correnti e alle personalità che si distinsero nella prima parte del Novecento, fino al secondo conflitto mondiale. Il secondo esamina l’arte “nel mondo diviso”, mentre il terzo riporta le opere più significative che hanno impreziosito l’arte spagnola dagli anni Settanta fino alle avanguardie postmoderne. Faccio qualche nome, giusto per darvi un’idea della grandezza: Mirò, Picasso e Dalì sono solo i primi. E se vi siete mai chiesti dove si trova il meraviglioso Guernica di Picasso, sappiate che varcando la soglia del Museo Reina Sofia avrete finalmente la risposta.
Palazzo Reale
Visitare Madrid e perdersi uno dei monumenti più importanti della vita e della storia madrilena è davvero impossibile. Il Palacio Real di Madrid è stato la residenza del Re di Spagna per secoli. La maestosità che lo avvolge la si deve all’opera di ricostruzione fatta nella prima metà del Settecento, dopo che un incendio distrusse il palazzo precedente. Il primo sovrano che lo abitò una volta terminati i lavori fu Carlo III. Oggi i Reali non vi abitano più ma noi possiamo comunque ammirarlo in tutta la sua bellezza e grandezza. Una grandezza che si dirama nelle oltre 3000 stanze e migliaia di opere e oggetti che vi sono conservati. Tra gli ambienti più sfarzosi vi sono la Sala del Trono, con i preziosi affreschi del Tiepolo, la Real Almeria, per gli appassionati di collezioni di armi, la Galleria con le opere di artisti classici come Goya e Caravaggio. Da non perdere anche la Cucina Reale, un complesso immenso che si trova al piano interrato del Palazzo e che conserva ancora la struttura e gli oggetti originali. Da non perdere anche la Cappella Reale, che vanta una collezione di strumenti di Stradivari, e la Real Farmacia.


Tempio de Debod
Non ci allontaniamo di tanto dal Palazzo Reale per scoprire uno dei monumenti più insoliti di questi suggerimenti su cosa vedere a Madrid. Una volta giunti davanti al Tempio de Debod, siete liberissimi di sorprendervi: cosa ci fa un antico tempio egizio all’interno del parco di una capitale europea?
La storia svela l’arcano: il Tempio di Debod risale al II secolo a. C. ed è stato costruito nella Valle del Nilo, dove lì rimase fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando l’Egitto decise di smontarlo per farne dono alla Spagna. Assieme ad altri paesi europei, la Spagna infatti accolse la richiesta di aiuto delle autorità egiziane per salvare alcuni monumenti da una probabile inondazione dovuta ai lavori sulla diga di Assuan. E fu così che il tempio meraviglioso approdò a Madrid, dove è possibile ammirarlo in tutta la sua magnificenza, compresa la sua originaria vicinanza all’acqua, che è stata appositamente ricreata.
La sera il Tempio si illumina dando vita così all’ennesimo scorcio suggestivo della capitale spagnola.

Cattedrale dell’Almudena
Un’altra tappa da inserire assolutamente tra i consigli su cosa visitare a Madrid. La Cattedrale dell’Almudena ha una storia lunga e travagliata. I lavori per la sua costruzione iniziarono negli ultimi decenni dell’Ottocento sotto la direzione di Francisco de Cubas ma, nel tempo, furono interrotti e ripresi diverse volte, con numerosi cambi e modifiche in corso d’opera.
Il risultato è che la magnifica cattedrale madrilena è stata consacrata solo nel 1993, in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II.
La chiesa è stata concepita come un insieme architettonico di stili: il colonnato esterno ricorda il portico di un tempio; all’interno, invece, è il regno del gotico e del barocco. Qui si ammirano le opere pittoriche e scultoree di grandi artisti spagnoli. Dominano la scena il bellissimo altare dedicato alla Madonna de l’Almudena e il grande organo a canne. All’interno della struttura vi è anche un museo dedicato ai due patroni di Madrid, la Vergine dell’Almudena e Sant’Isidoro l’Agricoltore.

Gran Vìa
A chi non capita di associare l’immagine solare e maestosa di Madrid al passeggio vibrante e movimentato che avviene ogni giorno lungo la Gran Vìa?
Concepita all’inizio con l’intento di riequilibrare il traffico della zona centrale della città, la Gran Vìa rimane l’indiscussa protagonista dello shopping madrileno. Basti pensare che collega due dei punti nevralgici della città, Plaza d’Espana e Plaza de Cibeles (o quasi). Nel suo chilometro di lunghezza a dominare sono le vetrine, di ogni tipo e per tutti i gusti, ma anche i centri commerciali (uno a caso, il famoso El Corte Inglès), alcuni degli edifici più eleganti e famosi della città (il Metropolis, per dirne uno, o il Capitol, sulla cui cima campeggia la famosa insegna della Schweppes) nonché alcuni grattacieli.
La Gran Vìa rende indubbiamente l’idea della magnificenza della città e del suo essere una grande capitale europea. Ma questa è solo una delle tante facce di Madrid, forse quella più moderna, vistosa ed esuberante. E attrae, eccome. Se però siete in cerca della sua anima più profonda, dovete volgere lo sguardo altrove.


Plaza de Cibeles
La Gran Vìa culmina quasi (dico quasi, perché in realtà siamo già in Calle Alcalà) in uno degli spazi aperti più ariosi, eleganti (e sì, anche caotici) della capitale spagnola.
In una lista di consigli su cosa vedere a Madrid non può quindi mancare Plaza de Cibeles. A me, ricordo, colpì tantissimo. Mi apparve come la sintesi di tutto ciò che di bello e grande avevo visto fino a quel momento in città. Una piazza monumento, esaltata dal candore della Fuente de Cibeles, uno dei simboli di Madrid che rappresenta il carro della dea Cibeles trainato dai leoni. La fontana è circondata da palazzi sontuosi come Il Palacio de Comunicaciones (sede del comune di Madrid), il Banco d’Espana (ahhh, ma quando inizia la nuova stagione de La Casa di Carta?), il Palacio de Linares (conosciuto oggi come Casa de América, è un centro destinato agli scambi culturali) e il Palacio de Buenavista (di proprietà dell’esercito).


Quartiere Malasaña
E come ogni capitale che si rispetti anche quella spagnola ha il suo quartiere bohemien. Tra i consigli su cosa visitare a Madrid è impossibile non citare Malasaña, zona universitaria e punta di diamante dello scenario culturale della città. E non solo perché il quartiere vanta una quantità di locali, disco pub in cui ballare o ascoltare tutti i tipi di musica fino a tardi, ma perché è qui che ha preso piede la rivoluzione che alla fine degli anni Settanta ha invaso le strade di Madrid e di tutta la Spagna. La cosiddetta “Movida” irruppe per farsi giustizia dopo anni di restrizioni ed esplose a suon di avanguardie e contro tendenze che riguardarono tanto l’arte quanto la musica, la letteratura e la società intera. Da questo punto di vista, Malasaña fu un vero e proprio emblema del cambiamento.
Un buon punto di partenza per esplorare il quartiere è Plaza del Dos de Mayo, che la sera diventa uno dei luoghi di incontro preferiti dai giovani madrileni che si ritrovano all’aperto per chiacchiere e allegre bevute.

Quartiere La Latina
Se pensando a Madrid mi viene in mente la citazione che ho fatto all’inizio, e cioè It must be the place, gran parte del merito va a La Latina, il quartiere della giovinezza. “Giovinezza” in senso ampio, forse sarebbe più appropriato dire della “spensieratezza”. Dopo Malasaña, anche La Latina è uno dei centri della movida della capitale spagnola. Quando vi arrivai, una sera di tanti anni fa, rimasi a bocca aperta: mi sembrava di essere tornata al centro storico di Catania dove si tirava avanti fino a tarda notte e ogni locale esplodeva di gente. E io, da buona provinciale per la quale ogni posto è un po’ come casa, ritrovai la stessa immagine anche a Madrid. D’altronde, e lì me ne resi conto tantissimo, siculi e spagnoli sono legati da un filo molto spesso.
Quello a Madrid non fu il mio primo viaggio in Spagna, ma fu quello a partire dal quale mi resi davvero conto di quanto io mi senta a casa in quel paese. Di quanto l’atmosfera delle città spagnole mi sia familiare e mi faccia sentire al sicuro. È quasi come se in quell’atmosfera io ci avessi sempre vissuto, come se la conoscessi da sempre, ma è anche come se, ogni volta, la guardassi con occhi nuovi e più felici. Negli anni, la stessa sensazione si è ripetuta anche a Siviglia e a Valencia.
Di giorno, La Latina si trasforma in un quartiere tranquillo, tutto da vivere. È animato da mercati da capogiro, primo fa tutti il Rastro, del quale vi parlo più avanti, e quello più a misura d’uomo de la Cebada. È tutto da esplorare, tra vicoli pittoreschi, piazze caratteristiche e monumenti: in primis, la splendida Basilica di San Francesco Il Grande, ma anche il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari. Io, come vi dicevo, ci ho trovato casa (in senso metaforico).
Se anche voi volete avere un assaggio dell’essenza di questa città straordinaria, vi consiglio di includere La Latina nei vostri appunti su cosa vedere a Madrid.

Lavapiès
A proposito di essenza profonda e autentica, un’altra vera Madrid da vedere abita a Lavapiés, quartiere piuttosto centrale e adiacente alla Latina. Un luogo tutt’altro che monumentale ma che vi consiglio di esplorare.
Lavapiés è il regno della Madrid multietnica e popolare: pensate a un ristorante che proponga una qualsiasi delle cucine del mondo e lì lo troverete. Altrimenti, se preferite, il Mercado di San Fernando vi accoglierà al coperto per saziarvi.
Oltre a gustare un buon pasto a base di sapori etnici, godetevi il quartiere: andate in cerca delle caratteristiche case a ringhiera (le Corralas), che qui sono l’architettura dominante. L’arte qui non la troverete all’interno di eleganti edifici e ordinata in collezioni pregiate, ma sotto forma di coloratissimi murales. Insomma, per la street art citofonare Lavapiés.
Tuttavia, da diversi decenni a questa parte, il quartiere ha conosciuto una vera e propria esplosione culturale: non sono pochi i cinema, i teatri e i centri culturali che propongono rassegne, eventi e spettacoli di ogni tipo. Tra questi, la Casa Encendida, spazio polifunzionale che sorge all’interno di un edificio di circa 6000 mq, divenuto il fiore all’occhiello della vita artistica e creativa di Lavapiés e non solo.

Ancora un consiglio: quando di recente sono tornata a Madrid, ho visitato il Museo della Felicità, che si trova proprio alle porte di Lavapiès. Il museo consta di un’esposizione interattiva, che assolve al triplice compito di raccontare la felicità come fenomeno storico-culturale (e geografico), spiegarne i meccanismi psico-fisici che la determinano e far divertire. Essendo, appunto, una mostra interattiva, il visitatore è chiamato a mettersi in gioco in prima persona e a sperimentare su di sé l’effetto “felicità”. Con me credo abbia funzionato: quando sono uscita dal museo sorridevo.

Parco del Retiro
Qualsiasi guida su cosa visitare a Madrid vi capiti di sfogliare, vedrete che il Parco del Retiro occuperà un posto d’onore. Questa gigantesca area verde che si trova al centro della città non rappresenta solo il classico “polmone” in cui andare a rilassarsi per rifugiarsi momentaneamente dal caos, ma è un vero e proprio museo botanico e architettonico. Non a caso, vi suggerisco di dedicare almeno mezza giornata alla sua visita, perché il parco riserva davvero tante sorprese. Famoso per opere monumentali come la Fontana dell’Angelo Caduto (che poi è Lucifero), il Palazzo di Cristallo (centro espositivo abbastanza unico nel suo genere, quantomeno in Spagna) e lo straordinario Monumento ad Alfonso XII, in realtà, al Parco del Retiro ogni giardino è un’opera d’arte. Ogni area, infatti, è popolata da alberi (alcuni secolari), piante e fiori diversi (c’è persino un roseto, la Rosaleda del Retiro). Per non farsi mancare nulla, all’interno del parco vi è anche il Teatro delle Marionette (Teatro de Titeres).


Mercado de san Miguel
Tra i luoghi di interesse di Madrid non può mancare il mercato coperto principale della città: ed eccoci al Mercado de San Miguel, la cui importanza, per la città e per i turisti, è assimilabile al Mercado de la Boqueria di Barcellona o al Mercado de la Ribera di Bilbao.
Inaugurato agli inizi del Novecento, il Mercado de San Miguel offre ai milioni di visitatori che lo raggiungono ogni anno il meglio della cucina spagnola. Pensate a un solo piatto e lo troverete, sapientemente preparato dalla mani di qualche chef e servito in una delle tante botteghe gourmet presenti all’interno della struttura.
Come gli altri mercati coperti, anche San Miguel offre un’esperienza interessante, oltre a una panoramica completa sulla variegata tradizione gastronomica locale. Qui potrete assaporare il vostro piatto ammirando gli interni di un edificio oggettivamente bellissimo. I prezzi, però, come avviene in qualsiasi mercato turistico che si rispetti, sono un po’ più alti rispetto alla media.

El Rastro
Cosa fare a Madrid la domenica? Beh, che domande! Un po’ di sano shopping al Rastro, si intende! E, se non avete soldi da spendere, andateci comunque. Io mi limitai a comprare uno zainetto colorato in tela che negli anni successivi è stato un compagno di viaggio fedele e indispensabile. Non ho lasciato una fortuna tra le mille bancarelle del mercato più grande di Madrid, ma mi sono divertita lo stesso e per nulla al mondo me lo sarei perso.
Il Rastro, che appunto si svolge la domenica e nei festivi dal mattino fino al primo pomeriggio, occupa una parte consistente del quartiere La Latina. Per cominciare a girarlo, potete prendere come punto di riferimento Calle de la Ribera de Curtadores oppure Plaza de Cascorro. Vi ci perderete, vi avviso. Anche perché smetterete presto di chiedervi in quale punto della città vi troviate, presi come sarete dallo spulciare attentamente le merci sui banchi.
Cosa troverete di bello al Rastro? Semplicemente di tutto. Arredi vintage, prodotti di artigianato locale, abbigliamento etnico e coloratissimo, generi alimentari e oggetti per la casa e il tempo libero. Ci si potrebbe davvero rifare il guardaroba (per non dire l’arredamento di casa).

Parco Casa de Campo
L’ultimo consiglio su cosa visitare a Madrid vale soprattutto se avrete la fortuna di passare diversi giorni nella capitale della Spagna e avrete quindi il tempo di allontanarvi dalla bolla del centro e dei monumenti più importanti per rivolgere lo sguardo un po’ più in là.
Casa de Campo è in assoluto il più grande parco di Madrid. Si trova a ovest del centro città e vi arriverete tranquillamente con la metro (la zona è Moncloa). Un tempo, all’interno del parco risiedeva la Famiglia Reale, fino a quando, negli anni Trenta, non divenne uno spazio pubblico a disposizione di tutti. Non a caso, l’immenso parco oggi ospita, tra le altre cose, un centro sportivo, un luna park e lo zoo Aquarium. C’è anche un lago, sulle cui rive si trovano alcuni locali in cui fermarsi a mangiare, e che contribuisce notevolmente alla scenografia del posto.
Casa de Campo non è solo un rifugio per sportivi e runner (e d’altronde, è così grande che c’è spazio per tutti); veniteci anche solo per una passeggiata, per due chiacchiere in compagnia, per sfogliare un buon libro o anche solo per pensare. Vi assicuro che se ne avete bisogno è il posto ideale in cui recarvi.

Se questa guida su cosa vedere a Madrid vi è piaciuta vi segnalo i miei post dedicati ad altre città spagnole, come Siviglia, Cordoba e Granada. A chi, come me, ha il Portogallo nel cuore, consiglio di curiosare tra i miei articoli su Porto, Braga, Sintra, Aveiro e Guimaraes. Buona lettura 🙂
Photo credit: Unsplash.com

2 risposte
Che bel post ricco di idee!
Sono d’accordo con te: Madri è distante anni luce da Barcellona, ma forse aggiungerei anche che Madrid e Barcellona sono distantissime anche da tutto il resto della Spagna.
Però quando si atterra in Spagna (almeno secondo me) c’è aria di casa!
sì <3 Infatti è uno dei primi posti dove metterò piede una volta finita la pandemia :))