passeggiata a senigallia e dintorni

Una passeggiata a Senigallia e dintorni

La mia passeggiata a Senigallia e dintorni risale a un paio di mesi fa, a uno dei ponti di primavera. Quando il cielo sopra le nostre teste era piuttosto incerto, per non dire minaccioso, e, soprattutto, quando eravamo ancora lontani dal caldo opprimente di queste settimane.

Da qualche tempo le Marche sono diventate uno dei miei porti sicuri, dove approdare per mezza giornata con il mio solito carico di domande, pensieri e buoni propositi.
Una delle destinazioni più frequenti delle mie fughe improvvisate del weekend. E questo succede più o meno da quando ho messo a fuoco una regione dai toni meravigliosi, capace di darmi ogni volta ciò di cui ho bisogno, che sia il mare, che siano i borghi, che siano le colline. E come ho già detto diverse volte, se non amassi tanto Bologna potrei pure pensare di trasferirmi.

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A proposito di fughe improvvisate: come già capitato per altre gite fuori porta, nemmeno quella mattina, prima di salire in macchina e partire, avevo prestato tanta attenzione alla ricerca di cosa vedere a Senigallia. Mi interessava solo muovermi e cercare il mare. Non per tuffarmi, ma solo per il gusto di averlo vuoto e immenso davanti agli occhi e di respirarlo camminandogli a fianco, procedendo a piccoli passi sulla sabbia.
Cercavo un lungomare nel quale affondare i piedi e i pensieri, per fare mente locale sul periodo carico di punti interrogativi che stavo vivendo. Sapevo che, come sempre, le Marche mi avrebbero dato una risposta. Ho messo in moto e la giornata è iniziata. 

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La spiaggia di velluto di Senigallia

Il perché la chiamino spiaggia di velluto è facilmente intuibile. Liberatevi delle scarpe e provate a fare qualche passo a piedi nudi sulla sabbia soffice. Questo, tra l’altro, mi fa pensare che quando vengo da queste parti, oltre a cercare il mare, cerco la spiaggia. Anzi, forse cerco soprattutto la spiaggia. Una lunga distesa dorata tutta da percorrere. Chiacchierando e senza alcuna fretta. Oppure restando in silenzio, ma sempre senza fretta.

Quello che non ricordavo a proposito della spiaggia di Senigallia era che mi sarei imbattuta in uno degli edifici simbolo delle estati italiane di tutti i tempi: la Rotonda a mare (o sul mare, volendo citare Fred Bongusto che la cantava). Ebbene sì, la famosa Rotonda si trova proprio a Senigallia e per la città si tratta di una vera icona. Sembra sia uno dei simboli della cultura, della musica e della socialità dell’intera costa marchigiana. Io, personalmente, avrei preferito vederla con la luce del sole (quel giorno il cielo, come vi dicevo, era piuttosto coperto); i raggi avrebbero sicuramente donato alle sue forme bombate. In ogni caso, la Rotonda più celebre d’Italia rientra di diritto tra le tappe da compiere per chi vuol sapere cosa visitare a Senigallia.

Per me, la protagonista indiscussa del lungomare e della spiaggia di Senigallia rimane lei: Penelope. La statua donata dall’artista Gianni Guerra alla sua città. La giovane donna che aspetta il ritorno del suo Ulisse dall’estremità del molo di levante, dando le spalle al mare. Il simbolo dell’amore, dell’attesa, di tutti quelli che vanno via senza sapere quando faranno ritorno. E sì, oggi è simbolo anche dei tanto amati-odiati lucchetti.

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Il Foro Annonario di Senigallia

Lasciandosi il molo di Penelope e la spiaggia alle spalle e seguendo il corso del canale Misa si incontra un’altra delle cose da vedere a Senigallia, ossia il Foro Annonario. Una piazza bellissima, un foro appunto, in stile neoclassico. Un luogo dedito all’incontro e all’accoglienza. La piazza del mercato, impreziosita ogni giorno dalla presenza dei profumi e dei sapori dei prodotti del territorio. Se non ho foto del Foro è perché ho preferito osservare anziché scattare, lasciandomi stuzzicare da tutto quello che era esposto sulle bancarelle.

Il centro di Senigallia

Non sapevo bene cosa aspettarmi dal centro di Senigallia. Non avevo idea che questa cittadina, che nella mia testa rimaneva collegata soprattutto al tema del mare e delle vacanze, nascondesse strade e piazze talmente deliziose da volercisi perdere.

Lasciato il Foro Annonario, al centro città si accede percorrendo gli eleganti Portici Ercolani che costeggiano il canale. Portici più canale uguale a una prima sorpresa.
Del centro di Senigallia porto con me il ricordo di quei colori accesi, così tanto tipici dei borghi e di altre città delle Marche, e dei dettagli nascosti nelle stradine secondarie che, come sempre, fanno la differenza. Ci sono due piazze bellissime che non potete perdere: Piazza Roma, con il Palazzo del Governo, e la più grande Piazza Garibaldi, dove primeggia la Cattedrale di San Pietro Apostolo, il duomo della città. Ma al di là delle piazze principali dove hanno sede i palazzi istituzionali, il consiglio è quello di esplorare il centro senza una vera e propria meta, solo per il gusto di lasciarsi sorprendere dalla bellezza inaspettata pronta a fare capolino a ogni angolo della strada.

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Senigallia e dintorni: il borgo di Corinaldo

Non volevo che la mia passeggiata a Senigallia e dintorni finisse. Ricordavo di aver letto da qualche parte di Corinaldo come uno dei borghi più belli d’Italia. E così, dopo venti chilometri percorsi lasciandosi la costa alle spalle e addentrandosi via via in una campagna illuminata d’oro, siamo arrivati. E abbiamo scoperto un’altra tappa da aggiungere senza dubbio alla lista delle infinite cose da vedere nelle Marche.
Corinaldo, il borgo di Santa Maria Goretti. Ignoravo la sua storia e quasi quasi avrei preferito continuare a ignorarla. Figlia di agricoltori costretti a emigrare nei primi anni del Novecento per cercare fortuna altrove, a dodici anni venne uccisa da un amico di famiglia che aveva tentato di violentarla. Dopo quasi trent’anni di galera, l’assassino ricevette il perdono della famiglia di Maria.

Tristezza e ingiustizia profonda a parte, anche nel caso di Corinaldo non vi suggerirò in maniera dettagliata cosa vedere e cosa fare. Il centro storico del borgo è piccolo e sarà tutto intorno a voi. Ancora una volta, non posso fare altro che consigliarvi di perdervi tra le sue stradine di mattoni rossi, le porticine colorate e gli sguardi dei tanti gatti sornioni che incontrerete sul vostro cammino.
Cominciate magari percorrendo le mura del borgo, ed esplorate poi le piazze, le chiese e ovviamente il Pozzo della Polenta che si trova a metà delle lunga scalinata di via Piaggia.

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Se amate i borghi, così come i luoghi rimasti fermi in un tempo lontano, amerete anche Corinaldo.
Aprite bene gli occhi, camminate a passo lento, aguzzate l’intuito e seguitelo come fosse una guida. Fatevi condurre in giro da lui, che di sicuro saprà mostrarvi i posti più belli.
E ricordatevi che siete in una regione meravigliosa.

 

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