Viaggiare da soli: come, dove e perché

Qualche tempo fa GoEuro ha chiesto a me e ad altri cinque blogger di raccontare un aspetto del viaggiare da soli (trovate l’articolo qui).

Per chi non lo sapesse, GoEuro è una piattaforma online che consente di prenotare il proprio viaggio confrontando le tariffe e i tempi di percorrenza di tutti i mezzi di trasporto utili a raggiungere una destinazione.
Nel mio contributo per il blog di GoEuro ho dato qualche consiglio a chi sta organizzando una partenza da solo per la prima volta facendo riferimento alla mia esperienza a Francoforte, il mio primo viaggio in solitaria.
Qui sul blog avevo già espresso tempo fa la mia sul tema tirando le somme sulle esperienze di viaggio da sola che ho fatto finora.

Dunque, viaggiare da soli per la prima volta: come, dove e perché. Parliamone, tiriamo le somme e proviamo a mandare via un paio di spauracchi.

viaggiare da soli come farlo

Consigli per viaggiare in solitaria e stare tranquilli

Viaggiare da soli: dove andare

Partiamo e restiamo in Europa, scegliamo quindi una meta vicina per il nostro primo viaggio in solitaria e non complichiamoci troppo la vita. Un bel volo di due-tre ore massimo, magari acquistato con una compagnia aerea low cost, con sommo piacere del nostro conto in banca.
Un paio di suggerimenti concreti sulle mete da visitare da soli li avevo già dati in un post di qualche tempo fa, dove avevo raccontato le mie esperienze in viaggio da solaLi trovate qui: In viaggio da sola: sette mete europee.

Prendiamo a esempio Lisbona, l’ultima meta che ho visitato da sola.
Per darvi un’idea di quanto io abbia amato la capitale portoghese potete dare un’occhiata all’articolo in cui ho elencato tutto quello che ho visto: Visitare Lisbona (e innamorarsene).
Pur essendo completamente da sola, io a Lisbona non ho mai sofferto la solitudine. Non mi sono mai sentita insicura o sperduta. Anzi, indossavo spontaneamente e con costanza un bel sorriso a trentadue denti, innamorata persa di tutto quello che mi circondava. In fondo, per girare basta avere in mano una buona mappa. Una volta presa confidenza con elevadores, calcadas e mezzi pubblici, poi, il gioco è fatto. Ma vi dico già che amerete camminare e vivere Lisbona a piedi, anche se questo vorrà dire affrontare spesso salite faticose e discese scivolose. 
La città è meravigliosa, unica nel suo genere, e i portoghesi sono persone sempre sorridenti (ecco perché ho voluto sin da subito sentirmi adeguata al contesto). Una situazione più che perfetta per chi va in vacanza da solo.
Sono tornata da Lisbona che quasi quasi mi dispiaceva dover prendere l’aereo del ritorno.

viaggiare da soli in Europa

Come organizzare un viaggio da soli: prenotare il volo 

Non preoccupatevi, organizzare un viaggio in solitaria non è difficile. Con questo non intendo affatto sminuire le preoccupazioni più che lecite di quelli che non hanno mai fatto vacanze da soli. Voglio solo dire che è fattibile, che non ci vogliono settimane o mesi di preparativi e che viaggiare soli non significa per forza spendere un capitale.

Cominciamo dalla prenotazione del volo.
Il mio consiglio è quello di approfittare delle offerte e delle tariffe migliori. Do per scontato che siate già iscritti alle newsletter delle principali compagnie aeree in cui vengono periodicamente annunciate le promozioni. Bene. Se non avete mai fatto viaggi da soli e ritenete di voler testare l’esperienza, è il momento di spulciare quelle offerte. Magari scoprite che la rotta per la meta dei vostri sogni rientra finalmente nel vostro budget. Non vi resta che prendere un po’ di coraggio e cedere alla tentazione. Inserite i vostri dati e quelli della carta di credito, cliccate su “acquista” e il gioco è fatto. Avete prenotato il vostro volo! Non è una sensazione fantastica?
(Perdonate l’entusiasmo ma sappiate che è autentico. Scrivendo questo post mi sto autogasando da sola al pensiero della gioia che ho provato tutte le volte che ho prenotato un volo per un mio viaggio in solitaria).
Acquistando il volo tanto tempo prima, oltre a trovare tariffe buone, avrete anche un altro vantaggio: potrete chiedere le ferie che vi servono per il viaggio con parecchio anticipo e dare così modo al vostro capo e ai colleghi di organizzarsi in previsione della vostra assenza. Se invece decidete di dedicare al vostro viaggio in solitaria un weekend non avrete bisogno di fare questa riflessione (e di richiedere le ferie).

viaggiare da soli dove andare

Scegliere l’hotel 

Una volta acquistato il volo bisogna fare il passo successivo, ossia prenotare l’hotel. Di solito, sia che parta in viaggio da sola o no, utilizzo principalmente il sito di Booking.com e faccio qualche confronto con le soluzioni proposte da Hostelworld e Trivago. Ma potrei citarvi tanti altri portali.
Se siete tipi da camerata in ostello o se siete lupi solitari da stanza privata (come me) questo lo sapete solo voi. Il mio consiglio è quello di assecondarvi. Chiaramente, se scegliete di prenotare una stanza da letto singola e privata pagherete un po’ di più, specie se vorrete anche il bagno in camera e la colazione al mattino. Ma su questo non mi esprimo, si tratta di scelte assolutamente personali che riguardano il vostro modo di viaggiare. Io posso solo lanciare un sassolino: se non siete viaggiatori assidui, o se non avete particolari problemi di budget o, ancora, se la destinazione che avete scelto non è troppo cara, non potrebbe valere per una volta la pena di stare comodi e prenotare una camera tutta per voi? Specialmente se non fate tanti viaggi da soli o in compagnia ma quella volta che lo fate volete coccolarvi. 

A parte questo (che, ripeto, riguarda scelte personali), vi lascio un paio di consigli per la scelta dell’hotel

  • Prima di prenotare fate una ricerca su internet per verificare quali sono le zone più sicure della vostra destinazione e/o quelle più interessanti e/o quelle in cui è più consigliato alloggiare. 
  • Scegliete l’hotel in base alle vostre priorità. Preferite risparmiare nella scelta della camera anche se questo può voler dire alloggiare fuori dal centro città? Oppure preferite alloggiare vicino alle attrazioni principali perché non avete voglia di usare i mezzi pubblici? O, ancora, avete voglia di far baldoria la sera e quindi è meglio trovare una camera il più possibile vicina alla zona dei locali? 
  • Una volta individuati gli hotel più papabili per il vostro viaggio in solitaria date un’occhiata alle recensioni lasciate dagli altri viaggiatori su portali come TripAdvisor e Booking. Ovviamente cercate di dare il giusto peso ai giudizi degli altri 😉
  • Fidatevi anche del vostro istinto “visivo”: guardate le foto di ogni hotel che potrebbe fare al caso vostro e scartate quelli che non vi ispirano.
  • Infine, quando scegliete l’hotel prestate attenzione a una cosa che potrebbe farvi molto comodo: la presenza del wifi gratuito. Capisco che non sia indispensabile ma se viaggiate da soli può farvi piacere mandare un saluto via chat agli amici lontani prima di andare a letto, condividere qualche foto sui social o dare un’occhiata su Google Maps al percorso per raggiungere questa o quella tappa.

viaggiare in solitaria

A questo punto non vi resta che l’aspetto più divertente, ossia la programmazione dell’itinerario delle cose da vedere e delle esperienze da fare nella destinazione scelta. Se anche in questo caso pensate che un po’ di supporto non guasterebbe vi segnalo un post di qualche tempo fa in cui avevo elencato le mie “regole” che seguo nell’organizzazione di ogni viaggio. Alcune di queste riguardano proprio la mia meticolosa compilazione dell’itinerario: My Travel Rules: qualcosa di personale.

Panico da valigia? Naaaaa. Qui trovate qualche indicazione su come fare la valigia prima di partire senza stress e senza ansia.

E quindi? Perché viaggiare da soli?

Veniamo al cuore della questione. Sul perché viaggiare, e nello specifico sul perché viaggiare da soli si apre un mondo di dimensioni non indifferenti.
Partirò da me, ovvero dai motivi personali che in passato mi hanno spinto a partire da sola:

  • Ci tengo a precisare che in uno dei casi non era proprio cercata, la partenza in solitaria. Io avevo prenotato tutto per i fatti miei perché avevo trovato un’offertona e subito dopo ho chiesto a qualche amico di accompagnarmi. Non ho trovato nessuno e quindi amen!
  • Avevo voglia di provare. E di capire come me la sarei cavata in una città sconosciuta, io che fino a quel momento ero sempre partita in compagnia. E, soprattutto, avevo voglia di scoprire se, sola con me stessa, mi sarei ritenuta talmente insopportabile da annoiarmi. Non è andata così, per fortuna.
  • Sentivo il bisogno di un tempo che fosse solo mio. Di qualche giorno a mia totale disposizione durante il quale poter fare solo quello che avrei deciso io. Dormire o svegliarmi all’alba per prendere un treno, mangiare una o cinque volte al giorno, parlare con la gente o restare sola e in silenzio, decidere se fare due ore di fila per entrare in un museo o passare alla tappa successiva, seguire la strada indicata da Google Maps oppure deviare esplorando liberamente qua e là. 

viaggiare da soli consigli

Veniamo a voi che mi leggete. Provo a tradurre i motivi personali che hanno spinto me a viaggiare da sola in un elenco (sicuramente non esaustivo) nel quale chiunque abbia voglia di provare per la prima volta questa esperienza potrebbe ritrovarsi (e magari anche chi non ne ha voglia ma si sta incuriosendo).

  • Fatelo anche solo semplicemente per il gusto di mettervi alla prova. E vedere come ve la cavate da soli, in una città straniera dove tutti parlano una lingua incomprensibile e voi dovete arrangiarvi con il vostro inglese maccheronico. Dove la metropolitana magari ha decine di linee che si intersecano tra loro negli stessi punti. Dove le distanze sono talmente ampie che spostarsi da un museo all’altro equivale a fare un viaggio a sé.
  • Al di là di queste cose pratiche, viaggiare da soli vi consente di mettere alla prova la vostra solitudine. Fatelo quindi per imparare a stare soli qualche giorno (o settimana) senza il rischio di dover scappare da voi stessi con i capelli per aria. Magari all’inizio la convivenza vi sembrerà dura e forse farete anche un po’ a cazzotti. Ma poi vi abituerete e imparerete a prendervi le misure.
  • Fatelo se nella vita di tutti i giorni a volte vi sembra di soffocare tra richieste, telefonate, appuntamenti, gente che chiede la qualsiasi a tutte le ore del giorno e della notte. E allora provate a partire da soli per mandare a quel paese tutto questo e disintossicarvi per qualche giorno. Per riappropriarvi del vostro tempo, per essere l’unico padrone delle vostre giornate e delle azioni che decidete di compiere durante il vostro viaggio. Potete anche spegnere il telefonino, se vi va. Così dell’eventuale stress che arriva sotto forma di whatsapp e sms neanche ve ne accorgete.
  • Fatelo se sentite di avere dentro qualcosa su cui riflettere. Se siete indecisi se svoltare o meno. Se prendere in mano la vostra vita e ribaltarla del tutto. Oppure se siete in procinto di prendere una decisione complicata per la quale vi serve trascorrere qualche giorno in solitaria. Viaggiare da soli consente di isolarsi dalla propria quotidianità, di estraniarsi e quindi di guardare le cose a distanza, di ragionarci a freddo e con più lucidità.
  • Fatelo se il momento non è dei migliori. Se la decisione che avete preso si è rivelata essere una cavolata colossale. Se qualcuno vi ha deluso o, peggio ancora, vi ha tradito. Se non sopportate più una situazione che vi sta schiacciando e avete capito che è giunto il momento di reagire ma non sapete come. Ovviamente tutto questo va affrontato, non vi dico di viaggiare da soli per fuggire dai vostri casini. Vi dico però di viaggiare per rifletterci su, per osservare i problemi alla giusta distanza e analizzarli a mente fredda.
    E vi dico anche di viaggiare per riprendervi e, in qualche modo, per curarvi. Da quella situazione che vi schiaccia, da quella storia che è finita. Dalla delusione che vi ha dato chi non vi ha capito o non vi ha saputo tenere nella giusta considerazione. Da quel contratto di lavoro che vorreste strappare in mille pezzi ma non potete. Il viaggio è terapeutico.

perché viaggiare da soli

Spero di essere riuscita a darvi almeno un’idea generale di cosa significhi e cosa comporti l’esperienza del viaggiare da soli. Quanto sia bello sta a voi scoprirlo. E spero di avervi trasmesso anche un po’ di coraggio. Scrivetemi se avete ancora dubbi, se vi servono più info o una dose supplementare di coraggio.

PS: questo post è dedicato a tutte le persone che negli ultimi due anni, da quando è nato questo blog, mi hanno scritto chiedendomi consigli e incoraggiamento per partire da soli per la prima volta. Penso a tutti loro, che per tantissimi motivi sentivano una gran voglia (o il bisogno) di lanciarsi in questa nuova avventura ma non riuscivano a spazzare via i freni che fino a quel momento glielo avevano impedito. E consideravano me e gli altri viaggiatori solitari invidiabili e ammirevoli.
Dedico questo post anche a tutti quelli che magari mi hanno letto ma non mi hanno scritto e non hanno mai scritto a nessun altro blogger o scrittore o viaggiatore. Loro che magari avrebbero tantissima voglia di viaggiare da soli e non fanno che cercare articoli e testimonianze di chi l’ha già fatto nella speranza di afferrare il coraggio con le loro mani e prenotare un volo. Solo che poi questo coraggio non arriva mai. O manca il tempo, o il modo di farlo. 
Ecco, io a tutte queste persone vorrei dire che, anche se non mi scriveranno mai, non posso che essere felice del fatto che mi abbiano letto. Che tra le pagine di questo blog abbiano cercato un po’ di coraggio per fare un’esperienza così bella. E non posso che sentirmi fiera se mai, oggi come a distanza di anni, potrò prendermi anche solo un pizzico di merito per averli convinti a provarci. 

 

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18 Comments
  • L'OrsaNelCarro Travel Blog
    Posted at 12:19h, 15 maggio Rispondi

    Quanto hai ragione in tutti i tuoi “Fatelo se”!
    Non ti nascondo che una piccola parte di me vorrebbe provarla come esperienza….ma come faccio?! 😀 😀

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 12:54h, 15 maggio Rispondi

      Perché? 🙂

      • L'OrsaNelCarro Travel Blog
        Posted at 13:49h, 15 maggio Rispondi

        Beh, come faccio? Immaginati la scena: “Tesoro, domani stiamo a pranzo dai miei, c’è da ritirare il piumone in tintoria e ah, si dimenticavo, la settimana prossima parto per un onderòd da sola” hahahah una follia! 😉

  • Celeste - *BeRightBack
    Posted at 15:16h, 15 maggio Rispondi

    Anche a me piacerebbe, alcuni dei “fatelo se” mi si addicono alla perfezione!
    Sulla 1 e la 2 andrei in scioltezza, sono le ultime 3 sul sentirsi soffocare che toccano certi tasti. Non so se il “come faccio” di Orsa si riferisse al fatto che non saprebbe come lasciare a casa la dolce metà, per me il problema sarebbe questo. Anche perché è il mio compagno di viaggio ideale, mi ritengo molto fortunata!

  • Barbame
    Posted at 16:36h, 15 maggio Rispondi

    Ho fatto un weekend, una volta sola, da sola. Un weekend che doveva essere in due ma si è rivelato l’esatto contrario. Mollata e sola. Ma l’hotel era già pagato e il biglietto del treno anche. E l’ho fatto! Ed è stata un’esperienza di crescita personale. Ho pensato a tante cose in quel weekend e mi è servito a capire tanto di me stessa.

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 20:01h, 15 maggio Rispondi

      Immagino. Deve essere stata una brutta botta. Però alla fine si è rivelata un’esperienza costruttiva nonostante tutto, e questo è importante

  • Silvia - The Food Traveler
    Posted at 21:28h, 15 maggio Rispondi

    Nel mio caso, le volte che sono partita da sola è sempre stata più una necessità che una scelta. Erano viaggi di lavoro e quando mi toccava partire non avevo molta scelta. Non ti nascondo che le prime volte sono state abbastanza deprimenti, soprattutto durante i pasti perché sta cosa di mangiare da sola mi metteva proprio a disagio. E poi niente, dopo un po’ mi ci sono abituata e alla fine mi piaceva pure andare da sola! Ora so che se dovesse di nuovo capitarmi, non avrei paura a farlo.
    Buona serata ?

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 21:32h, 15 maggio Rispondi

      Ciao Silvia! Capisco, a volte capita di sentire un po’ la solitudine e anche io, come te, la sento di più nei momenti dei pasti. Certo, partire per lavoro è un po’ diverso dal partire per svago… ma forse in questi casi è meglio sola che male accompagnata (tipo dal capo), no? 😀

  • giovanni
    Posted at 09:45h, 16 maggio Rispondi

    Io l’ho fatto. Oramai è diventata un’abitudine. Se aspetti che gli altri vogliano farlo o scegliere le date e le destinazioni che voglio io, allora tra 15 anni starò ancora aspettando la risposta è avranno sempre altro da vedere/fare e non hanno soldi, come se poi non si potesse risparmiare per qualche anno. Sono 5 anni che aspetto di partire con una persona. Ho smesso anche di chiederlo. E poi partire da soli implica niente complicazioni e scontenti. Sono scelte proprie. Se per esempio hai mangiato male in un ristorante non te ne fai un dramma. Se ci fossero anche altri…

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 14:29h, 16 maggio Rispondi

      Infatti la prima volta che sono partita sola è stato proprio perché mi ero scocciata di aspettare le disponibilità (e i soldi) di tutti. Facendo così a volte perdi delle buone occasioni ed è un peccato. Per quanto riguarda i viaggi in compagnia mi reputo fortunata: ho viaggiato sempre con ottimi compagni di avventure!

  • E.
    Posted at 12:27h, 16 maggio Rispondi

    E’ un idea bellissima quella di intraprendere un viaggio da soli. Probabilmente prima o poi lo farò! Al momento ancora mi spaventa molto l’idea, forse non ho ancora quel grado di maturità necessario.

  • robisceri
    Posted at 18:58h, 16 maggio Rispondi

    Fatto e rifatto. A me piace un sacco, anche se è un po’ di tempo che non riprovo… Una delle prime volte, un’amica mi diede buca e partii da sola per Londra. Che immane goduria! Quando si hanno meno anni, tutto ha il sapore di una sfida… Adesso so che riesco a farlo e quindi non so se e quando rifarlo. Un bacione cara :*

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