Le Gole dell'Alcantara

Una giornata alle Gole dell’Alcantara

La giornata trascorsa alle Gole dell’Alcantara di un paio d’estati fa si ricollega al ritrovato piacere di girare la Sicilia che avverto da qualche tempo. Negli ultimi anni, infatti, ero stata così tanto presa dalla curiosità per questa o quella destinazione straniera che avevo perso l’interesse per le bellezze di casa. Certo, in mezzo ci si mette il fatto che, a esclusione di qualche weekend fugace nel corso dell’anno, in Sicilia ci passo del tempo soprattutto in agosto, quando è invasa dai turisti e non è semplice girare. Per non parlare del fatto che per girare la Sicilia come si deve è necessario avere un mezzo proprio, perché spostarsi con treni e bus è quasi impensabile e oltremodo stressante.

(Ora la pianto con le lagne, promesso. Se però vi interessa approfondire l’argomento come organizzare una vacanza in Siciliasappiate che ne ho scritto abbondantemente).

E così, dopo l’esperienza a quota 2500 metri sull’Etna fatta per la prima volta poco tempo fa, ecco un altro posto indimenticabile che finalmente ho conosciuto “da grande”: le Gole dell’Alcantara, un paradiso naturale poco distante da Taormina e Giardini Naxos. Un posto che dicevo di voler vedere da anni ma che ancora, nonostante si trovi a soli 40 minuti di macchina dalla mia casa sicula, non conoscevo. 

Ve lo racconto non solo perché spero che qualcuno di voi inserisca il Parco fluviale dell’Alcantara nel suo programma di viaggio nella Sicilia orientale, ma anche perché, e questo resterà nella storia (quantomeno nella mia), quel giorno ho dato prova di un coraggio mai visto. Inaudito, inaspettato.
Proprio così: uno dei motivi per i quali fino a quel momento non avevo mai preso troppo sul serio una visita alle Gole dell’Alcantara erano le tante voci che mi erano giunte all’orecchio circa la temperatura dell’acqua del fiume Alcantara.
Per vostra informazione, io riesco a fare il bagno solo in agosto, quando l’acqua del mare assomiglia a un brodino. Un paio di eccezioni me le sono concesse a giugno, quando mi sono lasciata tentare dalle acque cristalline di Sistiana, in Friuli Venezia Giulia. Ma non è stato facile, ve l’assicuro, e ci ho messo almeno venti minuti per tuffarmi.

Figuratevi quindi quanti brividi mi dava l’idea delle acque gelide di un fiume che nasce tra i Nebrodi e scorre tra pareti laviche e basaltiche prima di gettarsi nello Ionio. Un fiume nel quale, mi si diceva, si possono a stento infilare la caviglie prima di cominciare ad avvertire la sensazione che i piedi si stiano staccando dalle gambe. E se ad agosto, sotto il sole siculo, non riesci a bagnarti rischi di squagliare.

Alla fine, però, ce l’ho fatta. Anche più di quanto avessi preventivato. Ovviamente non mi sono data a ore e ore di nuotate e immersioni. Però nell’acqua gelida del fiume Alcantara (la temperatura è di otto gradi. Capito? Otto gradi!) ci ho infilato le caviglie e ci ho anche camminato un po’ sfidando la corrente impetuosa e i massi scivolosi sul fondo. Applausi.

Le Gole del fiume Alcantara

Trekking fluviale alle Gole dell’Alcantara: la mia esperienza

Ma non solo. Quel giorno infatti ho avuto la “fortuna” di avere due accompagnatori decisamente più impavidi di me che non si sono di certo accontentati di attraversare decine di volte il letto del fiume da una riva all’altra (per un totale di un paio di metri). Decisamente no. La loro brillante proposta è stata quella di partecipare a una delle tante attività organizzate all’interno del Parco fluviale dell’Alcantara per bambini e adulti: il trekking fluviale.

E così, bardati di salopette ingombrante di gomma e scarponcini, ci siamo lanciati, noi e una ventina di temerari, nell’esplorazione del fiume tra scivoloni, foto imbarazzanti (scattate dalla guida), imbranataggini più totali e soprattutto tanta, tanta goffaggine.
Tutto questo fino a quando ci siamo spinti fino all’ingresso vero e proprio delle gole, un posto a dir poco spettacolare, dove l’acqua del fiume si alza fino a coprirti il petto. E al quel punto, capisci che la cara salopette di gomma non può più fare nulla. Ti rimane addosso ma non può più proteggerti dagli otto gradi di un’acqua che ti è entrata prepotentemente ovunque e che ora scorre a stretto contatto con la tua pancia.

Però sapete che vi dico? Che nonostante il contatto con l’acqua del fiume Alcantara mi abbia lasciato pietrificata per almeno un paio di secondi, ne è valsa veramente la pena.

Il fiume sarà anche gelido ma dopo un po’ impari a sopportarlo. E l’idea di camminarci dentro, riuscendo anche a essere più forte della corrente, è elettrizzante. Oltre che molto divertente, specie se lo fai assieme a un gruppo di persone che non si prendono troppo sul serio.

A parte questo, lo scenario naturale che ti trovi davanti agli occhi è unico: lo sguardo rimbalza felice, catturato da mille colori: il verde della fitta vegetazione del Parco fluviale che circonda le Gole, il bianco del piccolo canyon di roccia e il blu delle acque del fiume. 

E subito pensi a quanto sia assurdo il fatto di non averlo mai visto prima, questo posto. A quanto sia ricca la natura e a quanto poco le basti per regalarci una giornata insolita e divertirci. A quante altre meraviglie ci saranno, in Sicilia, che ancora non conosco.

Non contenti, per il prossimo anno i miei due impavidi accompagnatori, esaltati dalla giornata trascorsa a fare trekking fluviale, hanno proposto di tornare alle Gole dell’Alcantara per provare il body rafting. Secondo voi quale è stata la mia risposta?

Parco fluviale delle Gole dell'Alcantara

Trekking nel parco delle Gole dell'Alcantara

Gole dell’Alcantara: dove si trovano e come arrivare

Le Gole dell’Alcantara si trovano all’interno del Parco fluviale dell’Alcantara, nella provincia di Messina. Il modo più comodo per raggiungerlo è, come dicevo prima, in auto. Bisogna percorrere l’autostrada A18 Catania – Messina e uscire a Giardini Naxos. Da lì il percorso è semplice, basta seguire le indicazioni che si trovano lungo la strada, non potete sbagliare.
Per maggiori informazioni vi rimando al sito dell’ente del Parco.

Gole dell’Alcantara: prezzi e tariffe

Io ho partecipato al trekking fluviale di gruppo ma vedrete che le attività da fare al Parco Fluviale dell’Alcantara sono tante e tutte divertenti. Sia per grandi e sia per bimbi. Oltre al trekking fluviale e al body rafting, infatti, potete seguire a piedi uno degli itinerari indicati all’interno del Parco Geologico e Naturale, che prevedono diversi livelli di difficoltà. Inoltre, vengono organizzati dei bike tour lungo i sentieri delle gole e, per i piccoli, c’è anche la pista di Baby Quad.
Altrimenti, se proprio non avete nessuna voglia di faticare potete restare immobili a fare le lucertole sotto il sole godendovi lo spettacolo della natura e delle gole. O fare un pic nic nel verde.
Vi segnalo che all’interno del parco troverete da mangiare e da dormire (ci sono infatti alcuni resort).
Il prezzo del biglietto di accesso al Parco delle Gole dell’Alcantara è piuttosto economico: il costo per un adulto varia tra i 7 e i 12 euro a seconda che sia bassa, media o alta stagione. I bambini sotto i sei anni non pagano mai.
Se vi servono più dettagli date una sbirciata a questo link.

Adesso avete tutte le info necessarie per programmare la vostra giornata speciale alle Gole dell’Alcantara. È un’esperienza che vi consiglio caldamente di fare se farete una vacanza in Sicilia durante la bella stagione. Si tratta di qualcosa alla quale non capita tutti i giorni di assistere. Ne vedrete davvero delle belle e vi divertirete un mondo, non importa che siate adulti o bambini.

 

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17 Comments
  • Donato Capozzi
    Posted at 23:41h, 25 novembre Rispondi

    Bella storia!

  • Alessia
    Posted at 07:20h, 26 novembre Rispondi

    Piacerebbe anche a me provare un’esperienza simile. Certo, 8gradi sono 8gradi…brr.. anch’io sono freddolosa e mi immergo solo a certe temperature, però con un fiume di montagna, con quegli scenari da favola poi, credo mi sarei lasciata andare. Deve essere proprio bella la Sicilia…

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 20:08h, 26 novembre Rispondi

      Se l’ho fatto io può riuscirci chiunque, te lo garantisco 😀 Sì, la Sicilia è splendida, non ho mai sentito un turista tornare scontento da una vacanza lì

  • Beatrice
    Posted at 10:01h, 26 novembre Rispondi

    Che bel posto! Quest’acqua gelida mi ricorda quella volta che ho fatto il bagno al mare in Galles. A fine settembre. Era ghiacciata e le onde che mi sbattevano contro mi toglievano davvero il fiato ma è stata un’esperienza magnifica che non dimenticherò mai! Sarà stato il freddo ma mi sentivo euforica e felice come non mai 🙂

  • Giulia
    Posted at 18:04h, 26 novembre Rispondi

    Che posti meravigliosi! Ti capisco, io odio l’acqua gelida, in 8 gradi penso non riuscirei a fare il bagno neanche se fuori ce ne fossero 40! 😀 ma ammiro il tuo coraggio. Un abbraccio!

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 20:09h, 26 novembre Rispondi

      ahahahaha grazie! Sicuramente il caldo ha contribuito al mio coraggio; il sole di agosto, specie a certi orari, non perdona!

  • Blueberry Stories
    Posted at 11:18h, 28 novembre Rispondi

    Splendido posto: guardando le foto, non ho potuto fare a meno di pensare alla potenza dell’acqua, che mi affascina e mi spaventa insieme. Associo sempre queste esperienze di “acqua fredda” al Trentino, pensa te, e invece ecco che si può fare anche in Sicilia… 😀

  • Meridiano307
    Posted at 19:36h, 29 novembre Rispondi

    Noooo, io non ho fatto trekking ed è una delle cose di cui mi pento da morire. Ricordo quell’acqua congelata, le gambe immerse fino all’inguine ed i brividi che salivano fino al collo. Nonostante questo piccolo particolare, mi sono divertita come una pazza a cercare di risalire la gola il più possibile

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 09:58h, 30 novembre Rispondi

      Grande!! Anche se non hai fatto trekking sei stata comunque coraggiosissima 🙂 La prossima volta ti aspetta il body rafting 😀

  • Nei dintorni di Catania | Alla fine di un viaggio
    Posted at 12:09h, 06 marzo Rispondi

    […] Estate 2016, una mattina d’agosto, un posto paradisiaco al confine tra le province di Catania e Messina poco distante da Giardini Naxos. Un altro momento in cui, almeno per un attimo, ho pensato a chi me l’avesse fatto fare, seguito poi da un’altra piena soddisfazione per avercela fatta anche questa volta (il racconto dettagliato di questa mia seconda impresa lo trovate qui). […]

  • Simona
    Posted at 13:58h, 21 aprile Rispondi

    Bello!! Non le conoscevo, prossima volta che passo da quelle parti farò un tuffo per rinfrescarmi 😊

    • Alla fine di un viaggio
      Posted at 20:52h, 21 aprile Rispondi

      Eh eh eh, data la temperatura dell’acqua ti rinfrescherai sicuro 😀
      A presto e buona serata! 🙂

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