Castelli dell’Emilia-Romagna, 10 luoghi bellissimi da scoprire
Quando in passato vi ho parlato dei luoghi più belli da scoprire durante un viaggio in Emilia-Romagna ho accennato al fatto che la mia regione adottiva è il regno dei castelli. Credo, ma non sono sicura, che si tratti di una delle regioni italiane il cui territorio vanta più castelli in assoluto. Merito dello splendore di un ducato come quello di Parma e Piacenza, non c’è dubbio, ma anche delle tante dinastie di nobili e combattenti che si sono susseguite nei secoli, oltre che del ruolo militare e strategico che la regione ha ricoperto.
La maggior parte dei castelli dell’Emilia-Romagna si trova nei borghi, piccoli tesori che rappresentano uno degli aspetti che più consiglio di approfondire a chi viene in visita da queste parti. Vedrete quasi tutte queste fortezze straordinarie ritirate sulle colline, in posizione panoramica e dominante, circondate dalla bellezza di un territorio che cambia sempre, dalle vette dell’Appennino alla corsa verso il mare, che riempie gli occhi e illumina il cuore.
10 castelli da visitare in Emilia-Romagna
Qui ve ne presento solo dieci, che sono quelli che finora ho avuto la fortuna di visitare. Come vi dicevo, i castelli dell’Emilia-Romagna sono molti di più. Quello che vi lascio qui è solo un assaggio. Un piccolo panorama di rocche, fortezze e antiche dimore la cui storia senza fine parte nel Medioevo e ci consegna, al giorno d’oggi, degli spazi vivibili, nuovi, o perlomeno molto diversi da quelli originari, ma che conservano ancora il fascino dei luoghi incantati.

Castello di Grazzano Visconti
Il primo dei castelli in Emilia-Romagna che vi suggerisco si trova a 15 chilometri da Piacenza e a circa 90 chilometri da Milano. Come quasi tutti i castelli di cui leggerete in questo articolo, anche quello di Grazzano Visconti nacque come fortezza difensiva e solo in un secondo momento divenne una dimora. La sua storia si lega soprattutto alla personalità di Giuseppe Visconti di Modrone, che lo ereditò verso la fine dell’Ottocento. Fu lui a voler fare del castello il cuore di un progetto immenso, di un modus vivendi ritirato rispetto alla grande città, nel quale potersi dedicare ai suoi svariati interessi (che per la cronaca, spaziavano dalla medicina alla musica, dall’arte alla manifattura). Uno stile che condizionò fortemente le vite dei suoi familiari (Giuseppe fu il padre del celebre regista neorealista Luchino Visconti). Il castello venne quindi ampliato, ristrutturato e riarredato completamente secondo i desideri e le visioni del suo carismatico proprietario. Nel tempo, le sue splendide stanze hanno visto passare tanti ma tanti abitanti, e non solo in carne e ossa. Sembra infatti che il Castello di Grazzano Visconti sia abitato anche da un fantasma: si tratta di Aloisa, una giovane donna che morì di dolore quando il marito l’abbandonò. Lei stessa (o meglio, il fantasma) raccontò la sua storia a Giuseppe che, tra le altre cose, aveva anche doti da medium. Ancora oggi si dice che Aloisa sia la protettrice dei cuori innamorati ma non ricambiati.
Castello di Torrechiara
Se avessi un castello dei sogni con molta probabilità somiglierebbe al Castello di Torrechiara. Il sito si trova in provincia di Parma e rappresenta un meraviglioso esempio di architettura del Ducato.
Appare incantevole già dal primo momento in cui lo si scorge in lontananza, dalla statale immersa nella campagna, così raccolto e arroccato sul suo piedistallo rialzato rispetto al piccolo borgo cui appartiene.
Se nel vostro giro alla scoperta dei castelli dell’Emilia-Romagna cercate quello che ricordi tutte le fiabe che avete letto da bambini, raggiungetelo. Il Castello di Torrechiara è inoltre la dimora di mille storie d’amore: a cominciare da quella tra Pier Maria Rossi, cui si deve la costruzione dell’edificio nella metà del Quattrocento, e Bianca Pellegrini. Alla loro passione è dedicata la celebre Camera d’Oro, uno degli ambienti più memorabili che si trovano all’interno. E poi, ricordate Ladyhawke? Il film la cui storia raccontava di due innamorati che si tramutavano lei in falco e lui in lupo e per questo erano destinati a non incontrarsi mai nelle loro fattezze umane? Ecco, alcune scene di quel film sono state girate proprio al Castello di Torrechiara, tra l’intatta cinta muraria che ne abbraccia il cuore e le imponenti torri difensive.


Rocca Sanvitale di Fontanellato
Come dicevo, tra i più bei castelli in Emilia-Romagna vi sono indubbiamente quelli del Ducato di Parma e Piacenza. La Rocca Sanvitale di Fontanellato è uno splendido esempio di grandezza che sorge nel cuore di un piccolo borgo che, ancora oggi, sembra rimasto fermo proprio a quel tempo. La Rocca Sanvitale è un castello dall’aspetto magico: è circondato dall’acqua, come qualsiasi favola vorrebbe. Ed è molto antico, forse più di tutti gli altri castelli di cui si parla in questo post. Agli inizi del Quattrocento, però, divenne una residenza nobiliare di proprietà dei Sanvitale, che rimasero i legittimi proprietari fino alla metà del secolo scorso.
L’interno della rocca è uno scrigno di tesori. Il visitatore potrà accedere ad alcune collezioni di arte manierista, ma non solo. Tra le sue sale vi è la Camera Picta, con gli affreschi del Parmigianino, alla quale si può accedere anche privatamente. E poi, a proposito di magia, non vorrete perdervi una delle esperienze più emozionanti che questo giro tra i castelli dell’Emilia-Romagna vi riserverà: la Camera Ottica, esempio unico in Italia, dove la piazza del castello viene riflessa su uno schermo mediante un sistema di specchi. Se non è magia questa!

Rocca Sforzesca di Dozza
Tra i castelli dell’Emilia-Romagna è impossibile non citare quello che si trova esattamente al confine tra le due facce della stessa medaglia, le due entità forti che animano la mia regione adottiva. Eccoci quindi a Dozza, borgo situato tra l’Emilia e la Romagna, famoso per i murales che popolano le facciate degli edifici rendendolo un luogo straordinariamente vivo.
La Rocca Sforzesca è il cuore di Dozza. Sorge nella piazza principale del paese, e a chi varca la soglia del paese si presenta come un grande castello medievale che, nel corso dei secoli, è divenuto prima una fortezza e poi una residenza nobiliare. Oggi è un sito godibile e aperto a tutti quelli che desiderano conoscere vita e sorti dei nobili dei tempi passati. La rocca ospita infatti un museo che espone opere d’arte e arredi appartenuti alle famiglie vissute tra quelle preziose mura, ed è anche sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, il cui lavoro è rivolto a valorizzare la produzione e diffondere la conoscenza dei pregiatissimi vini del territorio.
- Il mio approfondimento su Dozza, il borgo dei murales

Rocca Sforzesca di Imola
In un percorso tra i castelli in Emilia-Romagna è impossibile non citare la splendida Rocca Sforzesca di Imola, che si trova nel pieno centro della cittadina romagnola, in una delle sue piazze più verdi e vivibili.
La rocca di Imola risale all’epoca Medievale, ma è nel Rinascimento che conobbe i principali interventi di ampliamento e restauro ai quali si deve il suo aspetto attuale. Nell’arco della sua storia, l’edificio ricoprì diverse funzioni; tra queste, anche quella di carcere, che smise solo verso la metà del Novecento, quando divenne un museo aperto al pubblico. Vi sono due esposizioni principali all’interno del castello: la prima è una collezione di circa 600 armi tra spade, armi da fuoco, artiglierie e armatura. La seconda è una bellissima raccolta di ceramiche emerse durante i recenti interventi di restauro. A differenza delle armi, la collezione di ceramiche (tra le quali spicca un intero servizio da tavola del XV secolo) è interamente riconducibile ai proprietari del castello.
Castello Estense di Ferrara
Meraviglioso, il Castello Estense di Ferrara! Che, per ovvie ragioni, ormai è diventato il castello al quale mi sento più legata. Percorrere il corso della Giovecca, una delle arterie principali del centro, fino a trovarsi davanti agli occhi l’imponenza di questo monumento color mattone è sempre emozionante. E come lo è per me lo è anche per chi a Ferrara vi è nato e cresciuto; non a caso il Castello Estense è riconosciuto all’unanimità come il simbolo della città.
L’edificio nacque sul finire del Trecento come struttura difensiva progettata da Bartolino da Novara e su richiesta del marchese Nicolò II d’Este. Nei secoli successivi, divenne la dimora della famiglia degli Este, motivo per cui fu ampliato e impreziosito. I restauri che lo hanno accompagnato negli anni sono tantissimi. Oggi, il castello appartiene alla Provincia di Ferrara. Al suo interno, oltre ad assistere a eventi culturali di ogni tipo e visitare le mostre temporanee, è possibile seguire il percorso espositivo permanente che conduce alla scoperta dei vari ambienti della residenza (dalle prigioni sotterranee fino alle splendide sale nobiliari). Un percorso pensato per approfondire la conoscenza dei nobili che lo hanno abitato e dei principali eventi che hanno caratterizzato la storia di Ferrara nei secoli.
- La mia guida su cosa vedere a Ferrara

Rocca dei Veneziani di Brisighella
Tra i tanti castelli in Romagna ce n’è uno in particolare che, ci scommetto, vi farà innamorare perdutamente della regione. Il motivo è il panorama che avrete davanti agli occhi una volta giunti nella parte superiore, dove si trovano i percorsi esterni e i terrazzamenti del castello. Se volete farvi un’idea di quanto sia verde la Romagna e di quanto possano essere romantiche le sue colline dovete raggiungere la Rocca dei Veneziani di Brisighella, in provincia di Ravenna, borgo anch’esso dalla bellezza struggente.
La rocca è avvantaggiata dalla sua posizione collinare e dominante sul paesino e le altre località circostanti. Il territorio e la sua campagna, come un immenso tappeto verde, sarà tutto ai vostri piedi. Non a caso, all’interno della rocca si celebra proprio il rapporto tra l’uomo e la Vena del Gesso, la formazione montuosa che è la vera peculiarità del territorio. Un rapporto che affonda le sue radici già nella lontanissima Preistoria: il museo racconta i fatti più importanti avvenuti fino al Medioevo con l’esposizione di reperti e altri materiali antichi. Parte degli ambienti è invece dedicata al racconto della storia e della funzione della Rocca. Vi è anche la ricostruzione di una camera da letto e una cucina.

Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna
Tra i castelli in Emilia-Romagna che vi suggerisco di visitare ce n’è uno particolarmente vivo, dove la presenza umana (quella di chi lo abita ora, ma anche quella di chi lo ha abitato nei secoli passati) è forte.
Vi sentirete davvero accolti come ospiti, come se steste varcando la soglia di una casa come tante (almeno, questa è la sensazione iniziale. Gli arredi egli ambenti interni non sono certo quelli di una dimora qualsiasi). Tanto lo fa la possibilità di visitarla con il custode o una guida esperta che sappia condividere i segreti di famiglia e le vicissitudini dell’enorme residenza.
Alla Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna, borgo che adoro, si accede da quello che un tempo era un ponte levatoio (e già basta questo per sentirsi dentro a una favola), con annesso bellissimo panorama sulle colline della provincia di Rimini. Si entra in una corte raccolta, piena di fiori e romanticissima. Gli interni del castello ripropongono arredi e ambientazioni antiche. Vi sono poi due suite nelle quali è possibile alloggiare (per sentirsi parte di tutto quello splendore almeno per una notte) e alcune sale destinate all’organizzazione di eventi e ricevimenti.

Forte di San Leo
Ecco un altro dei castelli dell’Emilia-Romagna che non può assolutamente mancare in un itinerario tematico: la Fortezza (o Rocca) di San Leo. E ve la consiglio per tre motivi: il primo è San Leo (in provincia di Rimini), borgo delizioso (e minuscolo) che sorge proprio ai piedi del castello. Il secondo è il panorama sulle colline che si scorge dall’immensa terrazza delle fortezza. Infine, il terzo motivo è legato alla personalità controversa del Conte di Cagliostro, avventuriero ed esoterista palermitano (il suo cognome era Balsamo, dunque non si possono avere dubbi circa la provenienza) vissuto nel Settecento. Le sue vicende riguardano quelle delle corti di mezza Europa, che lui ebbe modo di visitare finché non venne condannato a morte per eresia dalla Chiesa e imprigionato, appunto, nella Rocca di San Leo. Fu qui che Cagliostro morì: la sua condanna a morte venne infatti tramutata in carcere a vita. La sua cella, un pozzetto buio larga appena un paio di metri quadri, attira ancora oggi visitatori da ogni parte del mondo. Oltre alla cella di Cagliostro, all’interno della Rocca di San Leo è presente un’esposizione di strumenti di tortura, una collezione di armi e, periodicamente, vengono organizzate anche delle mostre di arte contemporanea.

Castel Sismondo a Rimini
L’ultimo dei castelli dell’Emilia-Romagna di cui vi parlo è il principe di Rimini.
Il centro delle città romagnola è infatti dominato dalle geometrie squadrate del bel Castel Sismondo, fatto erigere nella metà del Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Fu lui a farne la sua abitazione ma anche la fortezza simbolo del potere militare e civile della città. Per la costruzione del castello si avvalse della consulenza di architetti ed esperti illustri, primo fra tutti Filippo Brunelleschi. Oggi, del complesso originario rimane solo il nucleo centrale, ma nel tempo la fortezza di Rimini ha visto diversi interventi di restauro e cambi di destinazione d’uso. Rimangono in piedi le sue torri geometriche, così come gli stemmi e gli altri simboli della famiglia Malatesta che sormontano il portone di ingresso. E posso assicurarvi che anche la sua imponenza, così dominante nei confronti della piazza che lo circonda, è ampiamente sopravvissuta. Oltretutto, il castello e la piazza si inseriscono in un progetto urbanistico e culturale ben più ambizioso, volto a ricordare e celebrare il genio di Federico Fellini, il riminese del quale tutti sentiamo la mancanza.
- La mia guida su cosa vedere a Rimini

Se dopo aver letto questo articolo hai ancora più voglia di conoscere le bellezze dell’Emilia-Romagna, ti suggerisco la lettura dei miei articoli su cosa vedere a Bologna, cosa vedere a Parma e cosa vedere a Ravenna. Oppure, ti propongo un itinerario delle Marche, cosa vedere in un giorno a Lucca e 15 gite fuori porta da fare partendo da Milano.