Alla scoperta della Valle d’Itria, cosa vedere e cosa fare
La Valle dell’Itria è il cuore verde che batte nella parte centrale della Puglia. Poco a sud di Bari si apre infatti una distesa brillante di ulivi e vigneti, in un territorio piacevolmente rigoglioso che alterna valli e pendenze. Quello che ho trovato ad aprile (la prima volta che ho messo piede in Val d’Itria) è dunque un paesaggio piuttosto distante da quello ben più dorato e selvaggio del Salento (per quanto io sia ormai profondamente affezionata a quegli ampi spazi brulli e bruciati dal sole che dominano l’ultimo tratto del tacco d’Italia e che ritrovo, puntualmente, ogni estate). Tuttavia, la Val d’Itria condivide con il Salento, almeno in parte, un carattere a tratti solitario: si presenta come un manto di vegetazione sconfinata dal quale, ogni tanto, fanno capolino vecchi trulli semi abbandonati e splendide masserie immerse nella campagna, a ricordare tanto le peculiarità quanto la straordinaria ospitalità di questo Sud caldo e vibrante.
È difficile che non piacciano, luoghi così. La Val d’Itria è un tessuto di borghi minuscoli e tutti bianchi pronti a trasmettere la loro dolcezza intrinseca a chi decide di scoprirli portandosi dietro semplicemente un sorriso. E la voglia di procedere a passo lento, curioso, senza mappe e senza meta perché tanto, da queste parti, qualsiasi direzione si decida di imboccare sarà certamente giusta. Questa guida su cosa vedere in Valle d’Itria nasce da questo dolce peregrinare tra posti nuovi, in una regione che occupa una parte sempre più grande nel mio cuore.
Valle dell’Itria, cosa vedere
E così, dopo due giorni meravigliosi trascorsi a Bari, ne ho trascorsi altri due altrettanto piacevoli, stavolta a caccia di borghi. Le tappe previste dal mio itinerario erano tutte piuttosto vicine l’una all’altra, cosa che rende questa parte della Puglia una meta perfetta anche per chi ha a disposizione solo 2-3 giorni. Il consiglio, però, è quello di procedere con calma, sconfinando verso il capoluogo, appunto, oppure lungo la costa o, ancora, verso il sud più estremo. Tenete conto che le località che ho visto io sono le più note, ma l’elenco potrebbe essere più lungo. Per visitare la Valle d’Itria prendetevi dunque tutto il tempo che serve e vedrete che non andrà sprecato. Agite di curiosità ed esplorate il più possibile.
Martina Franca
I consigli su cosa vedere in Valle d’Itria non possono che partire da qui, da un luogo che in realtà è molto più di un borgo (se non altro per dimensioni): Martina Franca.
Martina Franca è un po’ il salotto della Val d’Itria: piazze eleganti in cui fanno bella mostra di sé palazzi finemente decorati, Barocco spumeggiante, pasticcerie invitanti. Il centro si sviluppa attorno a due luoghi di ritrovo principali: Piazza Roma, dove si ammira il Palazzo Ducale, e Piazza del Plebiscito, dove si trovano la Torre dell’Orologio e la Basilica dedicata a San Martino. Poco più in là si apre la monumentale Piazza Maria Immacolata, che con il suo semicerchio porticato rappresenta senza dubbio una delle punte di diamante della cittadina. In realtà, poi, come spesso succede in questi casi, il tesoro è da ricercare anche negli angoli più nascosti e non solo in quelli più vistosi: intorno ai monumenti del centro, Martina Franca nasconde un labirinto irresistibile di vicoli intrecciati che aspetta solo di essere percorso.
Alberobello
Si potrebbe mai concepire una guida su cosa vedere in Val d’Itria senza considerare Alberobello? No, e difatti non è neanche pensabile visitare questo pezzo di Puglia ed escludere dal proprio itinerario uno dei luoghi più strani che esistano sulla Terra. Proprio così, Alberobello è stranissimo. È uno spettacolo, sia chiaro, non fraintendetemi. Ma riuscire a salire su una delle tante terrazze messe a disposizione dai negozi-trulli o affacciarsi da un belvedere e potere così ammirare quella distesa di minuscoli “funghetti” in pietra con il tetto a punta è davvero qualcosa che non si dimentica.
I famosi trulli di Alberobello, straordinario esempio di costruzioni ottenute a secco e concepiti in origine come magazzini o abitazioni per gli agricoltori, oggi sono diventati per lo più luoghi di ritrovo, bar e negozi coloratissimi. Alcuni, come il Trullo Sovrano, ospitano dei musei.
Credo sia davvero difficile riuscire a trovare il paesino deserto, ma d’altronde, vista la sua particolarità, è più che comprensibile. “Accontentatevi” dunque di passeggiare tra quelle bizzarre costruzioni coniche assieme agli altri curiosi come voi, sbirciando all’interno e ammirando i prodotti esposti e l’artigianato locale. Se vi allontanate dal quartiere dei trulli, raggiungete il Belvedere di Santa Lucia, per una panoramica su tutto l’insieme, e poi la splendida Basilica dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Il Trullo Sovrano si trova in quella direzione.
Locorotondo
Quando ripenso alla Val d’Itria i primi due posti che mi vengono in mente sono le due delizie di Locorotondo e Cisternino, entrambi splendidamente rappresentativi di questo pezzo adorabile di Puglia. I due borghi bianchi per eccellenza, quelli nel cui centro si nasconde un groviglio di vicoli con porticine colorate, vasi di fiori dai toni brillanti e millemila elementi decorativi che spiccano in tutto quel candore.
Cominciate la visita di Locorotondo affacciandovi dal belvedere della villa comunale, per riempirvi lo sguardo del territorio circostante. Proseguite attraversando Porta Napoli e addentrandovi verso il centro, esaltato dalla bellezza di edifici come Palazzo Morelli e la Chiesa Madre di San Giorgio Martire. Per il resto, il consiglio migliore che posso darvi? Camminate, camminate, camminate. Con fotocamera alla mano e sguardo all’insù. Troverete di certo un balconcino da immortalare. O una scala popolata di fiori. O un micro cortile nel quale soffermarvi a osservare le case degli altri.
In brevissimo tempo capirete perché Locorotondo merita un posto speciale tra i consigli su cosa vedere in Valle d’Itria.
Cisternino
E ancora, Cisternino, con il quale sconfiniamo nella provincia di Brindisi.
Altro borgo immancabile tra i suggerimenti su cosa vedere in Val d’Itria. Un altro gioiello minuscolo le cui mura brillano di un bianco quasi accecante persino in una giornata uggiosa. Qui ritroverete i vicoli e i cortili nascosti di Locorotondo, con i vasi di fiori, le scalette di legno colorate e le piante che si allungano da un davanzale all’altro. Ma le strade, le scale, i muri e i balconi di Cisternino sono impreziositi anche di parole: vedrete versi e poesie disseminati ovunque nel borgo. Alcuni noti e altri meno. Un fiume di pensieri e citazioni che scorre come a voler raccontare una storia, o a voler rispondere a chi dona a quelle stradine un po’ della sua attenzione.
Ceglie Messapica
Ceglie Messapica è un po’ meno in vista rispetto alle altre località che ho già menzionato in questo itinerario. Io stessa ci sono arrivata quasi per caso, quasi per riempire il tempo che avanzava prima dell’ora di pranzo.
In realtà, anche Ceglie offre un centro antico godevole e decorato. I tesori, come ho già detto, ogni tanto bisogna cercarli: quelli di Ceglie sono più nascosti di quelli degli altri borghi, ma lasciandosi alle spalle Piazza Plebiscito e addentrandosi nel quartiere antico ci si imbatte in palazzi datati ed eleganti come il Castello Ducale, Palazzo Allegretti e la Chiesa di San Gioacchino. Anche se non brilla del bianco raffinato di Locorotondo e Cisternino, Ceglie regala scorci, cortili e piazze vivaci, affollate di tavoli e sedie all’aperto. Non a caso, sembra che il paesino sia rinomato per l’ottima varietà gastronomica. Che già di per sé è un ottimo motivo per spingersi fino a qui.
Polignano a Mare
Se guardiamo alla geografia, Polignano a Mare non si trova in Valle d’Itria. Tuttavia, la vicinanza con i paesetti di cui vi ho parlato è talmente ridotta che credo sia inconcepibile non raggiungere questa piccola perla adriatica di bianco e azzurro vestita. Per non parlare del fatto che è ritenuta all’unanimità uno dei luoghi più belli della Puglia.
Polignano è un tesoro, non c’è altro da dire. È proprio come lo vedete scorrere nelle centinaia di foto che la ritraggono sui social. È poesia. E non è solo un attributo, perché decine e decine di versi risuonano veramente dai vicoli del centro storico, raccolto attorno a Piazza Vittorio Emanuele II. La riconoscerete facilmente: è la piazza in cui svetta l’orologio di Palazzo dell’Orologio e alla quale si arriva dopo aver oltrepassato l’Arco Marchesale. Ma Polignano è anche e soprattutto i suoi Belvedere struggenti, con quel panorama blu che profuma intensamente di sale. Dall’alto delle terrazze si scorgono perfettamente i Bastioni che danno al paese la sua forma inconfondibile.
E poi c’è lei, che è senza dubbio la calamita più irresistibile per chi arriva da queste parti: la cala di Lama Monachile, la micro spiaggia di ciottoli che si insinua tra le rocce chiare. Non so in quale stagione riuscirete a trovarla deserta, probabilmente in nessuna. Ma credo sia uno di quei posti per i quali valga sempre la pena. Ricordatevi solo di ammirarla anche dall’alto.

Spero che questa guida su cosa vedere in Valle d’Itria vi torni utile molto presto.
Se non sapete ancora dove organizzare le prossime vacanze, vi suggerisco di dare un’occhiata al mio itinerario di due settimane in Abruzzo, all’elenco dei 35 posti da vedere in Sicilia e al post sulle città di mare perfette per un weekend. Se invece avete in programma di sconfinare, ecco le mie guide sull’on the road in Andalusia, le località più belle della Provenza, quelle della Costa Azzurra e i consigli per un viaggio nel nord del Portogallo. Voglia di isole? Ecco i miei articoli su Mallorca, Minorca, le isole greche più belle, Lussino (in Croazia) e Bali, in Indonesia!















