visitare la rocca di Santarcangelo tra i borghi Emilia Romagna

I più bei borghi dell’Emilia Romagna

Se nel tempo mi sto scoprendo sempre più appassionata di borghi, e in particolare di borghi dell’Emilia Romagna, lo devo al fatto che, ultimamente, avverto più del solito il desiderio di conoscere meglio l’Italia. 
Non so, ma ho come l’impressione di essere stata presa finora da una mania esterofila che in passato non mi ha lasciato tempo a sufficienza per dedicarmi a quello che abbiamo in casa, che è tantissimo. E così, in 35 anni ho fatto un bagno nell’Oceano Indiano ma non nel mare della Sardegna o in quello di Lampedusa. Ho vissuto per i miei primi due anni di vita in Campania ma Napoli non l’ho ancora mai vista.
Da quando abito a Bologna, che è a un tiro di schioppo da tantissime località belle, questa voglia di scoprire casa è decisamente aumentata. Da Piacenza a Ravenna, l’Emilia Romagna è una terra di tesori, sia che si parli di città d’arte, di piccoli borghi avvolti dagli Appennini o di paesaggi naturali. 
Per cui, prima che come ogni anno sopraggiungano i 40 gradi a soffocarci, intendo approfittare di questi weekend primaverili per mettermi in auto ed esplorare la regione. Del resto, come dicevo un paio di post fa, viaggiare significa anche questo: dare un’occhiata a quello che abbiamo intorno, che spesso è meraviglioso anche se lo ignoriamo.
Tornando ai borghi dell’Emilia Romagna, me ne mancano ancora tantissimi, specie nelle province di Parma e Rimini. Per cui consideriamo questo come un altro dei miei post “in progress” che aggiornerò ogni qualvolta visiterò un posto nuovo. 
Nel frattempo beccatevi quelli qui di seguito, che sono tutti bellissimi. E se venite a fare un giro da queste parti ricordatevi di questo post.

Santarcangelo di Romagna

visitare Santarcangelo tra i borghi Emilia Romagna

I più bei borghi dell'Emilia Romagna

visitare il borgo di Santarcangelo tra i borghi Emilia Romagna

visitare il borgo medievale di Santarcangelo tra i borghi Emilia Romagna

Santarcangelo è molto più di un borgo. Mi ha accolto splendente in una domenica pomeriggio di primavera. La centralissima Piazza Ganganelli (dove si trovano il municipio e il bell’Arco Ganganelli) in festa, trasformata in un tappeto di bancarelle colme di libri, dischi, oggetti d’antiquariato e accessori di seconda mano. Un tappeto brulicante di voci e colori che si diramava lungo le vie laterali che conducono, attraverso salite piccole e strette, nei meandri del preziosissimo borgo. 
Ho fotografato tanta primavera, nonostante il cielo sopra di me non fosse proprio limpido. 
Attirata dai colori degli usci e dei vasi di fiori sulle finestre, mi sono lasciata condurre principalmente dalla mia macchina fotografica. Il consiglio che vi do, per quando giungerete in questo piccolo tesoro in provincia di Rimini, è quello di fare altrettanto. Passeggiate senza meta: non vi perderete, le strade non sono molte e le cose da vedere si lasceranno scovare facilmente. 
Ho visitato la Rocca Malatestiana approfittando della simpatia del custode che conosce più aneddoti e segreti dei Malatesta di una vera guida. Sono arrivata ai piedi dell’imponente Torre Civica, che sarà il vostro principale punto di riferimento visivo durante la vostra visita al borgo di Santarcangelo. Ho curiosato tra i reperti custoditi al Musas (il Museo Storico Archeologico) dove peraltro, fino a settembre, vedrete dialogare le opere di due artisti visivi contemporanei con gli oggetti antichi della mostra permanente. Ho camminato al buio all’interno delle misteriose Grotte Tufacee: Santarcangelo nasconde sotto i suoi piedi un incredibile mondo sotterraneo, lo sapevate?
Da vedere rimane ancora tantissimo: ho lasciato il paese con un velo di curiosità per il Museo dei Bottoni e per quello dedicato a Tonino Guerra. Voi, se avrete più tempo, approfittatene. E magari, mentre siete lì, concedetevi anche un’ottima degustazione di Sangiovese. Accompagnando il vino con una piadina, ovviamente!

Dozza

visitare Dozza tra i borghi Emilia Romagna

Il secondo dei borghi dell’Emilia Romagna che vi consiglio è Dozza.
Non mi dilungherò, visto che a questo incredibile museo a cielo aperto ho dedicato un
post a parteVi dico solo che se avete voglia di visitare un posto che faccia letteralmente impazzire l’obiettivo della vostra fotocamera allora Dozza è il borgo che state cercando. Dovete essere amanti dei murales come lo sono io. Ma Dozza non è solo una questione di street art. Il bello di questo piccolo tesoro poco distante da Bologna è, secondo me, vedere come le forme e i colori dell’arte urbana si integrano in un contesto medievale fatto di portici, stradine acciottolate e piccole piazze. 

Borgo La Scola

visitare la Scola tra i borghi Emilia Romagna

visitare borgo La Scola tra i borghi Emilia Romagna

Borgo La Scola tra i borghi Emilia Romagna

Osservando per la prima volta La Scola, il terzo dei borghi dell’Emilia Romagna che vi suggerisco di visitare, viene spontaneo chiedersi se sia tutto autentico o se si tratti di un set cinematografico.
Siamo in pieno Appennino, a una sessantina di chilometri da Bologna e molti, molti meno dal confine con la Toscana. L’aria è frizzante e odora di campagna. Non c’è quasi nulla intorno se non tornanti e colline.
Al borgo La Scola il tempo si è fermato al Medioevo. Poche case, una piccola piazza, tanti usci chiusi. Un’associazione che mantiene viva la memoria della storia e della tradizione. Immagino che qui gli abitanti si conoscano tutti. Le case sembrano tutte uguali dall’esterno; una ad una le passo in rassegna invidiandone i proprietari.
Mi chiedo: ma come si vive qui? Senza un negozio di alimentari, senza neanche un tabacchi, un ufficio postale, una fermata dell’autobus. Come si vive quando si è circondati solo da altre mini frazioni e per raggiungere il centro abitato più fornito bisogna percorrere chilometri e chilometri di curve a rilento?
Mi rispondo che non lo so, ma poco importa. Ho davanti agli occhi un posto fantastico.

Brisighella

visitare Brisighella tra i borghi Emilia Romagna

visitare Brisighella centro tra i borghi Emilia Romagna

visitare il borgo di Brisighella tra i borghi Emilia Romagna

Altro Appennino, questa volta quello in provincia di Ravenna, dal profilo un po’ più morbido.
E questo è un borgo-non borgo: cioè, io i borghi li ho sempre immaginati arroccati su qualche cima. Brisighella, invece, non sta in alto.
O meglio, in alto stanno solo i tre pilastri che lo sorvegliano da lontano (la Rocca, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino). Il borgo medievale, però, è adagiato sulla strada provinciale che da Faenza insegue i paesini e le piccole frazioni che compongono una delle tante strade del vino e dei sapori dell’Emilia-Romagna.
Rispetto a La Scola, Brisighella ha più la “forma” di paese. Ha la vita di un bar centrale in cui tutti si fermano a bere e a chiacchierare. La vita che si svolge tra i vicoli, nelle piazze, all’interno delle chiese. Il segreto custodito nella strada coperta e sopraelevata dove qualcuno ha scelto di farci la sua casa. E tante sfumature diverse sulle facciate decadenti degli edifici.
Ricordate? Di Brisighella ne aveva parlato anche Cetty, che ne è da sempre innamorata, nel primo guest post pubblicato su Alla fine di un viaggio.

Bertinoro

visitare Bertinoro tra i borghi Emilia Romagna

Bertinoro tra i borghi Emilia Romagna

L’ultimo (per ora) dei borghi dell’Emilia Romagna in cui ho lasciato il cuore.
Qui siamo a 300-400 metri di altitudine, a una quindicina di chilometri da Forlì e qualcuno in meno da Cesena.
Bertinoro è un borgo dal profilo elegante con tanto di “Balcone” panoramico e sguardo d’insieme sul verde dell’Appennino. Un piccolo nido del sapore, che sia quello sanguigno del Sangiovese o quello più delicato della piada. Sapore e ospitalità, come vuole la tradizione della Colonna dei 12 anelli.
L’immagine più bella che mi porto dietro? Quella della scultura dei due amanti che si guardano negli occhi, spiati durante l’ora del tramonto da dietro la recinzione che circonda il giardino della Rocca.

 

 

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